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Vicenza. Ava ed Etram, fusioni pericolose

In queste settimane si susseguono vari articoli riguardanti A.V.A (Alto Vicentino Ambiente) e  l’eventualità di una fusione di questa con la società multiutility Etra.

Nel merito sono intervenuti i due Presidenti, alcuni sindaci, ma la situazione appare per nulla chiara e questo sta destando preoccupazione tra i lavoratori.

Già e i lavoratori ?

Come RSU e USB di AVA non siamo stati a guardare e nell ‘ultima delegazione trattante del 1 agosto 2019,  prima di  entrare nel merito della vertenza aziendale  su salti di riposi, straordinari, premio di risultato (premio di risultato che non è ancora uguale per tutti, stessa società, due stipendi diversi!!!), abbiamo chiesto alla direzione AVA chiarimenti  in merito a questa situazione emersa via stampa ma mai  comunicata ai  dipendenti!

A FRONTE DELLE NOTIZIE SU UNA PROBABILE FUSIONE SOCIETARIA era sacrosanto che tutto il tavolo sindacale, e non solo i delegati USB, chiedesse se le notizie riportate sulla stampa fossero fondate o meno e che in ogni caso siano da tutelare tutti i posti di lavoro in essere, meno sacrosanta è stata  la reazione  del Direttore Generale AVA!

Invece di rispondere alle domande del tavolo sindacale questo ha cominciato a irritarsi e uscire dai gangheri per questa richiesta trincerandosi, “non era all’ordine del giorno” e pertanto non fornendo nessuna spiegazione che facesse chiarezza sui come stanno le cose… Atteggiamento irrispettoso che dimostra arroganza ma anche debolezza, perché è proprio il ccnl, art 1 comma c, che prevede l’informazione in merito agli assetti societari!

Allora appare gratuito e da respingere l’atteggiamento sopra le righe del DG!

Allo stato attuale dopo il naufragio della trattativa con AGNOCHIAMPO AMBIENTE, par di capire che anche  la aggregazione con ETRA è  sull’orlo del “non se ne fa nulla“.

Nel merito Come RSU e USB non sono aprioristicamente contro le aggregazioni  sapendo che lo splendido isolamento  potrebbe portare  a grossi problemi  in caso di liberalizzazione degli affidamenti, ma ritengono  che  il servizio  di raccolta rifiuti compreso il termovalorizzatore restino   in mano pubbliche, che non si vada ad appalti o cessioni di ramo d’azienda; le aggregazioni  vanno fatte in ottica che trattasi di un servizio pubblico per i cittadini e non  di  business.

Dette aggregazioni non devono in nessun modo penalizzare i dipendenti sia in termini di occupazione che stipendiali.

I lavoratori devono essere informati preventivamente di approcci, percorsi che portino a mutamenti societari o aggregazioni. Ecco si vuole chiarezza!

USB e i componenti RSU non intendono cadere nel gioco della direzione che vuole trasformare tutto in rissa per non discutere, per non rendere spiegazioni ai lavoratori e ai cittadini che in realtà sono i veri proprietari di AVA.

*Rsu

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