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Un mondo di veleni, diffusi e invisibili

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Crateva era il medico di Mitridate VI, il re del Ponto, tra il secondo e il primo secolo avanti Cristo. Crateva sapeva che, se si assumono con costanza dosi non mortali di un veleno, il corpo vi si abitua perciò quel veleno diventa non mortale. Mitridate, fiero combattente e avversario di Roma, nel timore di essere avvelenato, chiese al medico un antidoto contro i veleni in modo da essere immune. Crateva gli somministrò, a dosi minime, tutti i veleni conosciuti in quell’era, fino a rendere Mitridate del tutto immune ai veleni. Basandosi sulle formulazioni di Crateva nacque una nuova Teriaca, “la Teriaca di Andromaco”, medico di fiducia dell’imperatore Nerone. La Teriaca fu un importante farmaco venduto fino al XVIII secolo.

La “mitridatizzazione”, vale a dire il rendersi immune a sostanze tossiche, è oggi difficile e complessa; continuiamo ad avvelenarci con aria, acqua, suoli, alimentazione. E’ il caso degli Interferenti endocrini, cioè di quelle sostanze che sono in grado agire o interferire sul sistema endocrino e quindi sull’azione ormonale producendo seri effetti avversi sulla nostra salute.

L’EFSA (European Food Safety Authority) è preoccupatissima per gli Interferenti Endocrini che hanno anche un costo economico annuale elevatissimo. Lancet Diabetes and Endocrinology ha pubblicato che, solo negli Stati Uniti, questa vasta categoria di Perturbatori Endocrini provoca una spesa sanitaria di – almeno – trecentoquaranta milioni di dollari. Diabete, obesità, problemi legati alla fertilità, disturbi neurocomportamentali sono alcune delle patologie connesse ai Perturbatori endocrini, o Interferenti Endocrini (EAS) ai quali gli esseri umani, e gli animali, possono essere esposti, in particolare con l’alimentazione e l’acqua.

Si può però venirne a contatto anche attraverso alcune sostanze impiegate nei farmaci, sostanze che esercitano la propria azione a livello endocrino, come – ad esempio – sostanze che sostituiscono gli ormoni tiroidei, oppure le pillole anticoncezionali. Gli EAS includono i pesticidi e numerosi inquinanti dell’ambiente, quali le Diossine, il PBC, il Bisfenolo, i Ftalati, i PAFS e vanno compresi, oltre gli imballaggi per uso alimentare, alcuni tipi di cosmetici, materiali plastici e solventi.

Nel 2013 scrissi (giugno, su Repubblica e successivamente su Contropiano) che il rischio di contrarre il Parkinson – la "Paralisi agitante" descritta nel 1817 da James Parkinson – è molto più elevato se ci si espone ai pesticidi. Il problema perciò riguarda soprattutto agricoltori e giardinieri; in Francia viene riconosciuto come malattia professionale. In Italia, la metà della frutta commercializzata presenta residui di pesticidi, così come le verdure, la pasta, l'olio e altri prodotti alimentari.

Neurology pubblica uno studio di ricercatori della fondazione dell' ospedale San Matteo e del Centro per la malattia del Parkinson di Milano; si mostra come l'esposizione a pesticidi e solventi dia un'alta possibilità di sviluppare il Parkinson. Chi mangia cibi ricchi di antociani (flavonoidi: frutti rossi e altri vegetali) ha un rischio minore di contrarre il Parkinson”.

Non dimentichiamo che lo Spettro Autistico – l’Autismo e il ruolo dei fattori ambientali nello sviluppo dell’autismo è – un punto cruciale negli studi effettuati su questo problema. La genetica influenza notevolmente il rischio dello sviluppo dei Disturbi dello Spettro Autistico, ma tutto questo non dà una spiegazione completa sull’insorgere dell’autismo; da tempo l’interesse per i fattori tossici e l’inquinamento da sostanze nocive ha acquistato una grande importanza.

Lo Spettro Autistico (Autistic Spectrum Disorders, Disturbi Persuasivi dello Sviluppo) è il termine con il quale attualmente si definisce unitariamente e clinicamente l’autismo; comprende diverse patologie, o sindromi, che presentano, a vari livelli o gradi, disturbi neuro-psichiatrici. Diversi studi, come già detto, inoltre hanno già “suggerito” che, tra le sostanze che inquinano l’ambiente possano essere la causa dello Spettro Autistico.

Nel 2012, il Mount Sinai Chldren’s Environmental Health Center ha pubblicato la lista delle dieci sostanze più sospettate di essere causa di Autismo e problemi di intelligenza e apprendimento nei bambini. Le sostanze sono:

1) Piombo
2) Metilmercurio
3) PCBs
4) Pesticidi organofosforici
5) Pesticidi organoclorurati
6) Endocrine disruptors
7) Automotive exhaust
8) Idrocarburi policiclici aromatici
9) Brominated flame retardans

10) Composti Perfluorurati (PCF).

Endocrine disruptors sono le sostanze che interferiscono e distruggono il nostro sistema endocrino. Queste sostanze, artificiali e non, possono provocare gravi danni alle popolazioni esposte e non hanno una tossicità acuta. Tra questi vi sono i problemi legati allo sviluppo, tumori, deformazioni corporee, problemi nello sviluppo sessuale, del cervello, seri deficit e disturbi dell’attenzione.

Metto l’attenzione sui PFAS, o Composti Perfluoroalchilici, inquinanti molto persistenti e profondi disturbatori del Metabolismo Endocrino e Lipidico perché si è già dimostrata una associazione tra PAFS e diabete mellito di tipo 2 e diabete gestazionale, mostrano inoltre un aumentato rischio di cancro.

Attualmente, per parlare del nostro paese, in Veneto, in ventuno comuni esposti al PFAS, si registra un aumento dei casi di ipercolesterolemia, diabete mellito, malattie cardiovascolari, ipotiroidismo. Per essere più precisi, nel bacino dei fiumi Agno e Fratta Gorzone, che si trovano tra le province di Verona, Padova e Vicenza, sono state riscontrate elevatissime quantità di PAFS e di PFOA, cioè di acido perfluoorottanico.

Va detto che il PFOA gira in molti oggetti di casa, come ad esempio pentole e padelle antiaderenti, ma anche in alcuni prodotti alimentari; è stato già stata collegato al rischio di tumore ed associato a malattie della tiroide. I PFAS vengono utilizzati per fabbricare materiali resistenti all’acqua e ai grassi, ma anche per pesticidi, detersivi, vernici e smalti ed hanno la caratteristica di bioaccumularsi. In Veneto l’indice è puntato sull’industria tessile e conciaria, diffusa sia al Nord che al Sud, ma anche sulla qualità dell’acqua.

  1. Continua)

Prof. Roberto Suozzi

Medico e Farmacologo Clinico

Specialista in Medicina dello Sport

Suozziroberto.altervista.org


 


 

 

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