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Germania: i nazisti assaltano un raduno per il 1° Maggio

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Non passa giorno senza che un “intellettuale”, un leader politico, un giornalista o un attivista generoso ma confuso ti spieghi che è ora di finirla con la contrapposizione tra fascismo e antifascismo, che in fondo siamo tutti contro il sistema e che sarebbe ora di iniziare a collaborare. D’altronde, per coloro che sostengono questo punto di vista, i fascisti non esisterebbero più e sarebbero spesso gli antifascisti a ‘resuscitarne’ artificialmente il pericolo. Per nostalgia, per incapacità di fare e pensare altro, per legittimarsi. 

Poi però la realtà quotidiana delle nostre città si incarica di smentire i fautori del ‘né destra né sinistra, volemose bene contro il sistema’. Ad esempio quanto accaduto ieri in una località della Germania dal forte sapore simbolico, nella regione della Turingia.
Ieri, primo maggio, nella città tedesca di Weimar una quadraccia di neonazisti armati di tutto punto ha aggredito un raduno dei sindacati pestando numerosi presenti. Il bilancio alla fine è stato di ben 15 feriti e 29 arrestati. Le teste rasate, una cinquantina in tutto, sono salite sul palco durante il comizio ed hanno strappato di mano il microfono ad un deputato socialdemocratico ed hanno aggredito il sindaco, il tutto urlando i loro consueti slogan deliranti sulla supremazia ariana e quant’altro.
Secondo alcuni testimoni i neonazisti esibivano, oltre a vari simboli legati al Terzo Reich, anche un manifesto dei “giovani nazional democratici”, come si fanno chiamare i picchiatori del settore giovanile Partito nazional democratico tedesco (Npd).
A parte l’episodio di Weimar, manifestazioni per il Primo maggio si sono tenute in diverse città tedesche, fra cui Berlino, Monaco, Essen, Treviri e Dusseldorf.  Secondo i sindacati, almeno 400.000 persone hanno partecipato alle 470 manifestazioni che si sono svolte in tutto il Paese. Alla manifestazione principale a Berlino è intervenuto Reiner Hoffmann, leader della DGb, la confederazione dei sindacati tedeschi. “Non permetteremo una erosione del salario minimo”, ha detto davanti alla folla riunita alla porta di Brandeburgo. Nel corso delle manifestazioni nella capitale un gruppo di dimostranti aderenti a gruppi dell’estrema sinistra hanno lanciato qualche pietra e qualche petardo contro i cordoni di polizia mentre i sostenitori del Green Party hanno scoperto a Alexanderplatz, nel cuore della città, le statue di Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning, considerati “eroi” per aver pubblicato i documenti segreti statunitensi.

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