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Arresti in Catalogna. Rajoy: “difendiamo gli spagnoli”. Puigdemont: “atteggiamento totalitario”

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Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, parlando nell’aula del Congresso dei deputati spagnolo, difende la decisione dell’esecutivo di impedire con la forza il referendum indetto dagli indipendentisti il 1 ottobre in Catalogna: “Il governo tutela i diritti di tutti gli spagnoli”, ha dichiarato in Parlamento, “i giudici si sono espressi contro il referendum, come democrazia abbiamo l’obbligo di far rispettare la sentenza”. In aula, a Rajoy si è duramente contrapposto il dirigente della Sinistra Repubblicana catalana Gabriel Rufian, che prima di abbandonare l’aula insieme agli altri rappresentanti indipendentisti ha intimato al premier: “Tolga le sue sporche mani dalla Catalogna”.

“Il governo ha oltrepassato la linea rossa che lo separava dai regimi totalitari ed è diventato una vergogna democratica”, ha detto invece nel corso di una conferenza stampa il presidente catalano Carles Puigdemont, che ha parlato di “atteggiamento totalitario” e ha accusato l’esecutivo di Madrid di avere “sospeso di fatto, illegittimamente, l’autogoverno della Catalogna, instaurando uno stato di eccezione: la libertà è sospesa“. “E’ una situazione inaccettabile in democrazia – ha proseguito il capo della Generalitat – una operazione coordinata per impedire che i catalani possano esprimersi in pace e libertà il 1 ottobre”. Puigdemont ha ribadito che il referendum si farà. Il 1° ottobre “usciremo da casa con una scheda e la useremo” nonostante le “illegalità”, le “minacce del governo spagnolo” e “l’atteggiamento antidemocratico di un governo che ha mostrato il suo volto intollerante”, ha detto ancora il governatore. 

 

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