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Usa. La polizia usa la mano dura al porto di Oakland

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Tra le trenta e le quaranta persone arrestate, un dimostrante ferito, forse da un proiettile di gomma: è il primo bilancio del blitz della polizia a Oakland, in Usa, per porre fine al blocco del porto da parte dei dimostranti. Lo riferiscono i media locali. Secondo il New York Times, un gruppo di circa 100 manifestanti si è staccato dal corteo  spaccando vetrine delle banche e appiccando le fiamme ai cassonetti dell’immondizia. Gli agenti hanno sparato lacrimogeni e granate stordenti.

Le operazioni marittime nel porto di Oakland, uno dei più grandi degli Stati Uniti, erano state «bloccate» in seguito alle manifestazioni degli indignati Usa che si riuniscono sotto lo slogan ‘Occupy Oakland’, sulla scia delle dimostrazioni di Wall Street. I manifestanti avevano annunciato la protesta in seguito al grave ferimento, proprio durante un sit-in ad Oakland, di un marine con alle spalle due missioni in Iraq.

Un gruppo tra le migliaia di partecipanti alla manifestazione ‘Occupy Oakland’, in California, contro il potere delle banche ha bloccato e paralizzato il transito del porto, secondo quanto riferito dal quotidiano ‘San Francisco Chronicle’. Stando ai media locali, alla protesta che prevedeva tre cortei hanno partecipato 5 mila persone, anche insegnanti e dipendenti del pubblico impiego. Nel corso della manifestazione in gran parte pacifica, ha detto il sindaco di Oakland Jean Quan, un piccolo gruppo di persone ha provocato incidenti, causando danni materiali ad alcuni edifici.

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