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Francia. Un governo neo-bonapartista

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Il primo governo dell’era Macron, che durerà un mese, fino alle elezioni politiche dell’11 e 18 giugno, comprende ventidue membri (18 ministri e 4 segretari di Stato) equamente ripartiti fra i due sessi. I membri del governo uscente sono due: l’ex ministro socialista della Difesa, Le Drian, nominato ministro dell’Europa e degli Esteri, e Annick Girardin, radicale di sinistra, ministra dell’Oltremare. Ai Républicains (destra) vanno i ministeri finanziari: Bruno Le Maire è ministro dell’Economia e Gérald Damanin ministro dell’Azione e dei Conti pubblici.

Ma, anzitutto, la compagine ministeriale rende chiaro l’orientamento politico del governo. Il sindaco “socialista” di Lione, Gérard Collomb, un patito della video-sorveglianza e della repressione più dura, è il numero uno, come per dire che le cose più importanti per Macron sono il rafforzamento dello stato d’emergenza, le misure liberticide e l’armamento delle forse repressive. La nuova denominazione del ministero della Difesa, che si chiama adesso «ministero delle Forze armate» segna un ritorno della Francia al generale de Gaulle. A parte lo strapuntino riservato all’ambientalista da salotto Nicolas Hulot (Transizione ecologica), numero cinque, l’ordine protocollare assegna il numero due al ministero della Giustizia (François Bayrou), il tre a quello delle Forze armate (Sylvie Goulard) e il quattro a quello degli Esteri (Le Drian). Una vera e propria svolta neo-bonapartista.

Il nuovo governo marcia su due gambe: la prima repressiva e la seconda ultra-liberale, con il compito di distruggere quel che resta del Codice del Lavoro. La ministra del Lavoro, Muriel Penicaud, è la direttrice generale di Business France, un’agenzia al servizio delle 40 maggiori aziende francesi quotate in Borsa, è stata direttrice delle risorse umane di Danone (dal 2008 al 2013), direttrice generale di Dassault Systèmes, amministratrice di Aeroporti di Parigi, della SNCF e del gruppo Orange.

Il MEDEF (la Confindustria francese) è adeguatamente rappresentato nel governo presieduto da Edouard Philippe…

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