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Pisa: al Cnr la protesta dei ricercatori

Nonostante i media abbiano voluto ridurre la giornata di oggi al semplicistico schema scontri tra manifestanti e polizia, in piazza davanti al CNR di Pisa c’erano anche tanti lavoratori e lavoratrici degli Enti Pubblici di Ricerca, provenienti da tutta Italia (CNR, ISS, ISPRA, ISTAT, CREA, ISFOL, ENEA, INDIRE) che hanno manifestato la propria contrarietà alla riforma proposta dalla Ministra Giannini, pacificamente, ma con estrema determinazione e con contenuti molto chiari.

La riforma Giannini-Madia, così come è scritta, disperde un patrimonio del Paese dismettendo di fatto due generazioni di ricercatori, dichiarando il loro profilo ad esaurimento e pertanto chiuso. Licenziamenti certi per migliaia di precari, probabili esuberi nel personale di supporto sono le conseguenze della proposta Giannini che costruisce una sistema della ricerca pubblica svilito nella sua funzione di servizio rivolto alla committenza sociale.

USB ha presentato a metà marzo le proprie proposte al Ministro Madia e sfida questo Governo al confronto sui contenuti, anche se non ci aspettiamo aperture da parte di chi ha mostrato finora solo disprezzo per quel pezzo di Paese che lavora nel settore pubblico al servizio della cittadinanza, compresi i lavoratori degli Enti di Ricerca.

USB continuerà con le iniziative di opposizione a questa riforma, chiamando alla mobilitazione tutti i lavoratori della Ricerca Pubblica per difendere il proprio futuro e quello del nostro Paese.

Unione Sindacale di Base

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