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“I Trattati Europei sono incompatibili con la Costituzione”

Intervista con Franco Russo della Piattaforma Eurostop.

Volevamo parlare con te dell’incontro pubblico che si terrà giovedi su “Costituzione e Trattati europei: un contrato insanabile”. Intanto  – capiamo che la domanda è complessa – volevamo chiederti se è possibile, in poche parole, quali sono le ragioni di contrasto tra la Costituzione e i Trattati europei.

Come giustamente tu dici non c’entra assolutamente nulla. Noi domani, nell’ambito delle iniziative della manifestazione del 25 marzo in occasione del 60ennale dei Trattati di Roma, vogliamo mettere in risalto come i Trattati di Roma – ma anche quelli della Ceca in precedenza e quelli successivi di Maastricht e di Lisbona – sono assolutamente in contrasto, in una contraddizione assolutamente inconciliabile con la Costituzione italiana. E non solo con la Costituzione Italiana in generale e con il costituzionalismo del secondo dopoguerra. Il motivo, detto seccamente e in maniera un po’ rozza, è che mentre le Costituzioni del secondo dopoguerra si fondano sui diritti delle persone, innanzitutto i diritti sociali e i diritti del lavoro, i Trattati che hanno costruito l’Unione europea si fondono sul mercato e le cosiddette quattro libertà di mercato, cioè la mobilità dei lavoratori, del capitale, dei servizi e delle merci.

Quindi mentre le Costituzioni affermano i diritti, per esempio il nostro art. 3 della Carta costituzionale del ‘48 dice che la Repubblica deve attivarsi e mettere in moto le sue istituzioni per superare la mancanza di risorse, le difficoltà che le persone possono incontrare nella loro esistenza, i Trattati dell’Unione europea dicono che "tutti stanno sul mercato, tutti competono, tutti sono in concorrenza l’uno con l’altro". Quindi, come vedi, c’è proprio una inconciliabilità di princìpi fra le strutture dei trattati e delle Costituzioni.

 

L’incontro di giovedi vedrà alla presidenza te, insieme a Paola Palmieri della Usb e poi la relazione di Paolo Maddalena che è vice presidente emerito della Corte Costituzionale, insomma una persona che può parlare di queste cose con estrema competenza. Come si svolgerà l’incontro?

Dopo l’intervento introduttivo di Paolo Maddalena noi abbiamo la partecipazione di una serie persone: da Manuela Palermi a Giorgio Cremaschi, a Mauro Casadio a Sergio Cararo, a esponenti anche del comitato del No come Tina Stumpo, a Michela Becchis e molti altri che adesso non vi elenco ma che potete trovare sulla locandina di convocazione. Quindi daremo vita ad un dibattito di approfondimento sul perché noi dobbiamo impegnarci in una battaglia contro i Trattati europei, per la rottura dei Trattati europei. In nome appunto dei diritti e dei principi che si sono affermati nel corso della lotta antifascista e poi nel corso dei decenni, quando le lotte, soprattutto operaie e in generale popolari, hanno cercato di arginare o il gelo costituzionale – come lo chiamò Calamandrei, riferendosi ai tentativi della Democrazia Cristiana negli anni ’50 di mettere nel gelo, la Carta Costituzionale – oppure quando negli ultimi due decenni quando c’è stato un attacco frontale alla nostra democrazia parlamentare, alla nostra democrazia costituzionale, un attacco frontale che è venuto dall’interno ma soprattutto spinto dall’Unione europea.

Ricordiamoci che il 28 maggio del 2013 la Jp Morgan sferrò un attacco alla nostra Carta Costituzionale dicendo che era impregnata di principi socialisti e questi principi socialisti facevano ostacolo al libero funzionamento del mercato.

In questi anni noi abbiamo subito degli attacchi virulenti, in parte riusciti. Per esempio la deregolamentazione del mercato dei lavoro, l’abbattimento della sanità pubblica, delle pensioni pubbliche, della scuola pubblica sono tutti il portato di questa massiccio intervento delle forze del capitalismo europeo perché venissero aperte le frontiere dei servizi pubblici fondamentali per la garanzia dei diritti sociali, al profitto. Quindi tu hai la privatizzazione di settori importantissimi come quelli della sanità o come quella dell’acqua o la gestione stessa, per esempio, dell’energia affidata certo ad una società pubblica ma che è una società per azioni che è quotata sul mercato.

Noi abbiamo subito molti scacchi e però, avendo preso consapevolezza, noi facciamo della difesa dei diritti sociali e delle libertà delle persone, contro la libertà del capitale, il punto di resistenza e per cominciare a propagandare, all’interno del nostro paese, la necessità di rompere con i Trattati. Vorrei dire un’ultima cosa a questo proposito. Le nostre iniziative, come Eurostop, io le ritengo particolarmente importanti e non sono arrogante in questa affermazione, perché per la prima volta in Italia si svolgeranno delle manifestazioni  e delle iniziative culturali, come quella per esempio anche organizzata dall’Usb e dalla Federazione mondiale del sindacato il 24, in cui si affermerà, da sinistra, la difesa della democrazia e della partecipazione e dei diritti sociali,  la lotta contro l’Unione europea e la lotta per uscire dall’Unione europea. Questa è una grande novità nel panorama politico e sociale italiano.

 

Si può definire questo No all’Unione europea, all’euro e alla Nato come un No sociale come è stato un No sociale quello del referendum di dicembre?

Io penso proprio di sì. Ovviamente noi stiamo esponendo, proponendo, un progetto. Sarei in questo veramente arrogante se dicessi che in queste iniziative o sabato prossimo avremo già decine e decine di migliaia di persone già sono convinte dell’uscita dall’Unione Europea. L'importante è cominciare a propagandare questo tema ossia che è necessario rompere con l’Unione Europea se vogliamo salvare i nuclei fondanti del costituzionalismo democratico. Farlo in piazza, farlo con delle iniziative pubbliche, farlo da sinistra in nome appunto di una piattaforma sociale, secondo me è una grande novità, contro coloro che difendono l’Unione Europea ritenendola che sia riformabile, e anche soprattutto contro le destre, le quali vogliono mettere insieme il ritorno agli stati nazionali dominati, però, da politiche liberiste.A me pare che il nostro sforzo, anche progettuale, sia degno di tutte le attenzioni e per questo io invito sia a partecipare alle iniziative del 23 e del 24 e sia, soprattutto, alla manifestazione del 25 e anche all’assemblea che Eurostop farà in via Galilei domenica prossima a conclusione di queste quattro giornate.

 

Prima di salutarti ripetiamo l’appuntamento per l’incontro pubblico di domani. L’appuntamento è alle 15.30 in via Galilei 57, “Costituzione e Trattati europei: un contrasto insanabile”. E poi, ovviamente, il corteo di sabato con l'appuntamento alle 14.00 a Porta San Paolo.

Grazie molte a voi per lo sforzo informativo che conducete. Grazie ancora.

Se vuoi ascoltare l'audio dell'intervista clicca su radiocittaperta.it , la radionline

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