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Accanimento contro l’insegnante torinese. Ma cresce anche la solidarietà

Lavinia Flavia Cassaro, l’insegnante immortalata dalle telecamere mentre grida contro i poliziotti dopo aver subito le loro cariche e gli idranti a Torino, potrebbe essere licenziata. L’Ufficio scolastico regionale per il Piemonte ha notificato ieri il procedimento disciplinare nei confronti della docente prospettandole la sanzione del licenziamento.

Il procedimento, “anche a seguito di ulteriori approfondimenti effettuati dall’ufficio scolastico nelle scorse ore – spiega una nota dell’Usr– è stato attivato nella giornata di ieri in considerazione della gravità della condotta tenuta dalla docente che, seppure non avvenuta all’interno dell’istituzione scolastica, contrasta in maniera evidente con i doveri inerenti la funzione educativa e arreca grave pregiudizio alla scuola, agli alunni, alle famiglie e all’immagine stessa della pubblica amministrazione”.

A salvaguardia della serenità della comunità educativa”, intanto il direttore generale ha sospeso l’insegnante dal servizio fino alla conclusione del procedimento sanzionatorio. “L’Ufficio scolastico regionale vuole, infine, cogliere l’occasione per esprimere piena solidarietà alle Forze dell’Ordine per l’insostituibile e gravoso impegno nella tutela della sicurezza dei cittadini e nella salvaguardia dei valori democratici della Repubblica”, conclude la nota.

Il caso è arrivato anche alla Procura della Repubblica: la donna è stata iscritta nel registro degli indagati per i reati di oltraggio a pubblico ufficiale, istigazione a delinquere e minacce.

Il Corriere della Sera e i giornali di destra si sono intanto scatenati anche a caccia di genitori disposti a dichiarare che “la maestra” è inadatta per i loro bambini. Puntualmente, su La Stampa, è apparsa la lettera arrabbiata alla maestra del familiare di un carabiniere ucciso durante una rapina. Una sorta di tribunale morale extragiudiziario si è messo in moto.

Ma, dopo l’articolo di Contropiano di due giorni fa, letto, condiviso e commentato da migliaia e migliaia di persone, stanno crescendo anche gli attestati di solidarietà verso la maestra Lavinia Cassaro. “Fuori dalle classi non siamo più insegnanti, lavoratrici, rappresentanti di un’istituzione; siamo donne, femministe, antifasciste e antirazziste” scrive il blog Cattive Maestre, “Non siamo tenute a incarnare 24 ore su 24 e in ogni momento della nostra vita il ruolo del posto di lavoro né a rispettarne la disciplina. Dietro questo attacco alla professoressa, non c’è nessuna difesa dell’integrità della scuola. C’è solo la traccia di un nuovo perbenismo e moralismo che si fa strada nella società e che si intreccia con le pulsioni autoritarie di questa classe dirigente neoliberale”. Solidarietà e preoccupazione per l’accanimento contro l’insegnante è stata espressa da Luigi Del Prete coordinatore dell’Usb scuola. Esprime solidarietà all’insegnante torinese anche Gualtiero Alunni candidato di Potere al Popolo al Senato nel Lazio. Mentre in rete cominciano a diffondersi post solidali con scritto: “Io sto con la maestra”. Si è creata una linea di demarcazione ben definita. L’accanimento del “tribunale penale/morale” non deve e non può passare.

 

Vedi anche: http://contropiano.org/altro/2018/02/28/salviamo-la-maestra-dai-suoi-boia-0101385.

 

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3 Commenti


  • marku

    Salve a tutti,
    oltre la solidarietà morale
    che è dovere imprescindibile di ogni antifascista

    sarebbe ora di tornare allo storico

    SOCCORSO ROSSO

    solidarietà militante del diritto dovere
    dalla tutela ideologica a quella legale più quella fisica
    a alla tutela economica fondamentale

    a pugno chiuso


  • andrea

    massima solidarietà alla nostra compagna che fuori dal luogo di lavoro è una cittadina che si indigna e si incazza come è suo diritto. Ovviamente siamo di fronte ad uno sciacallaggio da campagna elettorale che intende soltanto far leva sulle “paure” richiamando all’idea dei cattivi maestri. Oltre al soccorso rosso penso che si potrebbero postare i tanti spezzoni passati per i tg nazionali in questi ann in cui si vedevano poliziotti che in condizioni anche tranquille lasciavano partire insulti contro manifestanti. Nessuno, della stampa, si è mai sognato di chiedere sopsensioni o addirittura licenziamneti per questi fatti.


  • Federico

    Per quanto mi riguarda e per quello che può valere, la signora ha tutta la mia solidarietà e davvero mi importa poco e nulla che sia del M5S o di chissà quale altro partito/movimento etc. (come si evince dai commenti fatti nell’altro articolo). Personalmente tendo sempre a stare dalla parte dell’antifascismo che ci mette la faccia – che poi è l’antifascismo militante – piuttosto che di quello liberal-parolaio o peggio ancora istituzionale. Che oltretutto qualcuno dei maître à penser della cazzatina “politically correct” (alla Gramellini per intederci) sia immediatamente accorso a sbranare la prof. (talvolta esigendone pure il licenziamento in tronco), non fa altro poi che rafforzare la posizione espressa all’inizio del commento.

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