Menu

Sardine e non, a Pesaro. Qualcuno ha paura degli scheletri nell’armadio?

Riflessioni a margine del presidio delle sardine a Pesaro.

Siamo stati noi, siamo quelli che hanno aperto uno striscione e dato volantini in Piazzale Lazzarini durante il presidio delle sardine, perché lo abbiamo fatto? Per smascherare un’operazione politica che a Pesaro, come nel resto del paese, sta cercando di ridare consenso a un ipotesi di centro-sinistra unito. Ma cosa c’è di male se vince la sinistra? Ci torneremo più tardi su questo punto, intanto partiamo dai fatti di quel pomeriggio…

In circa una quindicina (quattro volte di più dei “4” che raccontano…) raggiungiamo la Piazza e ci mettiamo ad ascoltare gli interventi, tra i primi l’organizzatore della piazza Alievski Musli, volto noto ed ex candidato per il PD all’ultima tornata elettorale, che chiarisce subito: “Questa è una piazza apartitica, ma politica”, questo è lo spirito delle sardine, un movimento che nasce su spinta di simpatizzati, se non direttamente membri, del Partito Democratico (il più grande partito di “centro-sinistra”) che dice “la sinistra si deve unire”, attorno a chi se non al PD stesso? Domanda retorica.

Iniziamo a distribuire volantini e a un certo punto apriamo uno striscione con scritto “Rompiamo le reti. Pd e Lega: due facce, stessa medaglia. Noi non abbocchiamo”. Il messaggio è di dialogo con le persone che in buona fede hanno deciso di aderire alla piazza; non si contesta la piazza, ma l’operazione politica sulla piazza. Rompere le reti, non abboccare, non c’è contrapposizione reale tra Pd e Lega.

Da questo momento esplode il putiferio, in diversi – quasi tutti appartenenti alla storia del “popolo della sinistra” della nostra città, dove ci conosciamo quasi tutti… – danno inizio a fischi e cori contro di noi, ci gridano “fascisti” e “vergogna” (nota di colore: diverse sardine racconteranno poi che siamo stati noi a interrompere il presidio con questi cori).

A questo punto dalle parole si passa ai fatti, un ragazzo si avvicina e sputa sullo striscione, altri provano a strapparcelo dalle mani e intanto ci accerchiano, polizia e digos si inseriscono in sinergia con il pubblico e insieme ci spintonano con veemenza al margine del presidio, dove infine tentano di trattenerci per identificarci.

Una dimostrazione d’intolleranza tipica di un raduno della tanto ostentata Lega, alla faccia dei valori decantati al microfono…

Pochi minuti e tutto era finito, la piazza poteva tornare a cantare “bella ciao” e citare qualche aforisma di Socrate.

Partiamo da qui per esporre qualche riflessione. Come abbiamo detto – e come è palese ascoltando il guru Mattia Sartori – le sardine sono un’operazione costruita per allargare il consenso verso il centro-sinistra.

Nell’immediato in funzione delle elezioni regionali in Emilia Romagna, sul medio-lungo periodo per recuperare il consenso dell’elettorato perso negli ultimi anni, ambendo anche a ripescare i malcontenti dell’ala di sinistra dei 5stelle, ormai rimasti orfani.

Un “spinta dal basso” per polarizzare lo scenario politico-istituzionale tra centro-destra (a guida Lega) e centro-sinistra (a guida PD), in cui la differenza che si vuole calcare sta tutta su un piano etico/morale.

Questo infatti è l’unico margine di riconquista che il centro-sinistra può tentare, dato che per il resto non esistono differenze nelle scelte politiche di carattere economico e sociale.

Questo ultimo dettaglio rendere in realtà identiche anche le ricadute etiche/morali. Affermiamo che PD e LEGA sono due facce della stessa medaglia perché entrambe producono l’impoverimento collettivo che è il terreno fertile per l’imbarbarimento della società.

In un contesto di forti disuguaglianze sociali, i diritti civili diventano solo un ornamento nella vita dei ricchi, politiche che non vengono percepite come miglioramento delle condizioni materiali nella vita comune.

Ma quindi conquiste sociali e conquiste civili sono in contrapposizione? Assolutamente no. È la realtà dei fatti che dopo dieci anni di crisi le fasce popolari guardino prima alla sostanza che alla forma.

Come si arresta dunque tutto questo processo? Come si costruisce un argine a questa deriva?

Abbiamo affermato che per uscire dal buoi dei nostri tempi è necessario prima di tutto garantire una vita degna per tutti, quello che serve sono politiche a difesa del lavoro e dei lavoratori, la riconquista di diritti e del welfare, senza politiche progressiste il vortice dentro cui siamo non si arresterà.

Ma per compiere questo cambio di passo è necessario riconoscere gli amici e i nemici, individuare gli artefici delle politiche che hanno cancellato i diritti, privatizzato il welfare e precarizzato il mondo del lavoro – e dunque la vita stessa.

Senza giri di parole: il centro-sinistra.

È un esercizio di memoria semplice, pensiamo al Jobs Act, alla riforma Fornero, all’abolizione dell’articolo 18, il Fiscal Compact, le privatizzazioni… Tutte responsabilità del centro-sinistra unito al governo, o durante l’appoggio al governo Monti. Ricordiamo anche, giusto per rompere il velo d’ipocrisia, il tentativo di stravolgimento della costituzione con il referendum renziano (costatogli il governo); la stessa Costituzione che tanto viene sventolata durante i presidi delle sardine…

Infine non dimentichiamoci lo sdoganamento della guerra ai poveri portata avanti sempre dalla sinistra sotto la maschera ideologica del “decoro”, in nome del decoro l’ex ministro dell’interno Marco Minniti ha istituito strumenti come il Daspo urbano.

Sembrerà scontato ricordarlo a questo punto, ma è comunque doveroso ribadire che il primato di rimpatri dei migranti è di Minniti, che il finanziamento per il “trattenimento dei migranti” (leggi: Lager) è opera di Minniti, che il PD ha votato insieme alla Lega la conferma dei finanziamenti per le navi della guardia costiera Libica, gli accordi stessi Italia-Libia – riconfermati il mese scorso dall’attuale governo.

L’elenco di queste schifezze disumane sarebbe infinito, lo terminiamo con l’affermazione dell’attuale ministro dell’Interno Luciana Lamorgese poco dopo l’insediamento nel governo PD-5STELLE: «Più umanità, ma i porti restano chiusi».

Può questa gente essere argine? O sono semplicemente una versione più sofisticata e acculturata dei “casinisti ignorantoni” della Lega?

Potremmo dire tanto anche del nostro caro sindaco-sardina Matteo Ricci: dal lavoro volontario/coercitivo per i richiedenti asilo, allo sgombero del centro sociale Malarlevet nello stesso periodo in cui si permetteva l’apertura di una sede di casapound in città, partito dichiaratamente fascista al quale è stato permesso addirittura di accedere a sale comunali con il lascia passare del PD e dell’ANPI (articolazione dello stesso PD in città).

Basta. La finiamo qui, quello che vogliamo dire è che ci ricordiamo tutto, che non abbocchiamo a queste strategie da quattro soldi, queste cavolate riempiono tg e giornali ma oscurano che ad attenderci c’è il MES, altre politiche di rapina per le fasce popolari, mentre politica e sindacati confederali cercano solo di fare gli interessi di aziende e multinazionali, come dimostra la squallida disponibilità allo scudo pedale per ArcelorMittal a Taranto.

Se tanto clamore ha fatto un azione cosi semplice è perché è stato toccato un nervo scoperto. Quello che fa paura al PD è che venga scoperta la loro strategia, che vengano ritrovati gli scheletri nell’armadio…

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

6 Commenti


  • Mario

    “Fascisti” Da quarant’anni sento pronunciare questa fatwa contro altre persone colpevoli solo di non belare nel gregge; magari talora non condivisibili ma dal cuore limpido.


  • Andrea

    Le sardine sono nate come movimento spontaneo contro il vuoto cerebrale rappresentato dai sovranisti. I giovani si ribellano allo squallore di una simile prospettiva.


  • E Sem

    Nessun commento, quando si censurano i commenti.


    • Redazione Contropiano

      ????????????


  • E Sem

    Forse il mio commento sull’argomento è stato tolto per un incidente tecnico, capita.


  • Walter Rocconi

    O magari c’è stato un altro problema. Perché pensare subito alla censura ?
    (a volte mi si selezionano frasi e poi quando vado a dare invio mi si cancella tutto il contenuto ad esempio. le incazzature a dover riscrivere tutto, non ti dico)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *