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Superata al Cern la velocità della luce

 

Cern e Infn: superata la velocità della luce

 

Francesca Mancuso

La velocità della luce. Insuperabile. Fino ad oggi. Al Cern di Ginevra è stato possibile farlo nel corso dell’esperimento OPERA. A muoversi dai laboratori svizzeri a quelli italiani dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso sono stati i neutrini.

Per giungere a tale conclusione, sono stati registrati oltre 15mila eventi dal rilevatore presente nei laboratori dell’Infn. E pare non ci siano dubbi: i neutrini viaggiano ad una velocità di 20 parti per milione al di sopra della velocità della luce. La distanza tra l’origine del fascio di neutrini e OPERA ossia tra il Cern e l’Infn è stata misurata con un’incertezza di soli 20 cm su un percorso di 730 km mentre il tempo di volo dei neutrini è stato determinato con una precisione di meno di 10 nanosecondi, utilizzando sofisticati strumenti come sistemi GPS avanzati e orologi atomici.

Coadiuvato da esperti nel campo della metrologia del Cern e da altre istituzioni, l’esperimento non lascia adito a dubbi. E la precisione con cui sono state effettuare tutte le misurazioni si basa su strumenti ad alta precisione.

Questo risultato è una completa sorpresa“, ha commentato il portavoce di OPERA, il fisico italiano Antonio Ereditato. “Dopo molti mesi di studi e di controlli incrociati, non abbiamo trovato nessun effetto dovuto alla strumentazione in grado di spiegare il risultato della misura. Continueremo i nostri studi e attendiamo misure indipendenti per valutare pienamente la natura di queste osservazioni“.

da www.nextme.it

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Neutrini più veloci della luce: c’è la conferma ufficiale

Nel percorrere i 730 km che separano il Cern dal Gran Sasso ci hanno messo 60 nanosecondi meno del previsto, rivela l’analisi dei dati sull’esperimento. Oggi i dettagli

C’è la conferma ufficiale: la velocità della luce è stata superata. I neutrini sono più veloci della luce di circa 60 nanosecondi. Il risultato è ottenuto dall’esperimento Cng 1s (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern verso i Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Il risultato si deve alla collaborazione internazionale Opera, che con i rivelatori che si trovano nei Laboratori del Gran Sasso ha analizzato oltre 15.000 neutrini tra quelli che, una volta prodotti dall’acceleratore del Cern Super Proton Synchrotron, percorrono i 730 chilometri che separano il Cern dal Gran Sasso. I dati dimostrano che i neutrini impiegano 2,4 millisecondi per coprire la distanza, con un anticipo di 60 miliardesimi di secondo rispetto alla velocità attesa. L’analisi dei dati, raccolti negli ultimi tre anni, dimostra che i neutrini battono di circa 20 parti per milione i 300.000 chilometri al secondo ai quali viaggia la luce. Un comunicato del centro ginevrino annuncia che i risultati saranno presentati oggi a Ginevra in un seminario alle 16, ritrasmesso via web all’indirizzo http://webcast.cern.ch 2.

“Il neutrino ci sorprende ancora”. “Questo risultato è una completa sorpresa”, ha osservato il responsabile del rivelatore Opera, il fisico italiano Antonio Ereditato dell’università di Berna, commentando i dati che dimostrano che è stata superata la velocità della luce. “Dopo molti mesi di studi e di controlli incrociati – ha detto – non abbiamo trovato nessun effetto dovuto alla strumentazione in grado di spiegare il risultato della misura. Continueremo i nostri studi e attendiamo misure indipendenti per valutare pienamente la natura di queste osservazioni”. Secondo Ereditato “il potenziale impatto sulla scienza è troppo grande per trarre conclusioni immediate o tentare interpretazioni. La mia prima reazione – ha aggiunto – è che il neutrino ci sorprende ancora una volta con i suoi misteri”. Per questo motivo i dati saranno presentati ufficialmente oggi pomeriggio al Cern di Ginevra, in un seminario. L’obiettivo, ha spiegato il ricercatore, “è sottoporre a esame i risultati da parte della più ampia comunità della fisica delle particelle”.

“Lavoro di gruppo”. Con Ereditato lui lavorano circa 160 ricercatori di 30 istituzioni e 11 Paesi. “Sono molto contento e ho la fortuna di condividere questo risultato con tanti colleghi validissimi e non mi sento di dire che si tratta di un mio risultato: è un risultato del mio gruppo. E’ il frutto di un lavoro complesso e gratificante”. Come avete accolto i dati? “Siamo molto meno eccitati dei media. Certamente ci rendiamo conto che questa scoperta colpisce l’immaginario collettivo, ma per noi è stata una misura di precisione lungo un percorso alla fine del quale eravamo convinti di trovare un risultato negativo. Scoprire che non era così è stata una grossa sorpresa”. Napoletano, 56 anni, Ereditato ha studiato a Napoli e poi ha lavorato in molti centri di ricerca all’estero. Da cinque anni dirige l’Istituto di Fisica delle particelle dell’università svizzera di Berna. E’ coordinatore della collaborazione internazionale Opera, nell’ambito dell’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nato dalla collaborazione fra il Cern di Ginevra e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). “Grazie a questa opportunità sono in contatto costante con l’Italia”, ha detto il ricercatore, che lunedì parteciperà al seminario sui risultati dell’ esperimento organizzato nei Laboratori del Gran Sasso.

“Una nuova costante dell’universo“. “La percezione, ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) Roberto Petronzio, è che “si possa cominciare a ragionare su una nuova scala e che si entri in un territorio sconosciuto della fisica, nel quale si potrebbero incontrare, per esempio nuove dimensioni o addirittura una nuova costante fondamentale dell’universo”. Con la possibilità di superare la velocità della luce entrerebbe in crisi uno dei punti di riferimento della fisica contemporanea. Le costanti dell’universo hanno infatti un valore universale e indipendente, veri e propri capisaldi che modellano la visione dell’universo. “E’ possibile – ha rilevato Petronzio – che i nuovi dati sulla velocità della luce possano essere la spia dell’esistenza di una nuova costante. E’ stata infatti osservata una deviazione rispetto a una scala. Per esempio, la famosa particella di Dio, ossia il bosone di Higgs per il quale esiste la massa, dovrebbe essere rilevabile all’interno di una scala di energia e, se i dati raccolti dal Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra dovessero dimostrare che non si trovi lì si aprirebbe una nuova pagina per la fisica. “Nel caso della velocità della luce, l’anomalia osservata e presentata oggi sarebbe ancora più importante rispetto alla scoperta o meno del bosone di Higgs in quanto – ha concluso – riguarderebbe le proprietà generali dello spazio-tempo”.

da Repubblica

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Superata la velocità della luce. Un esperimento Cern-Ifn mette in crisi le teorie di Einstein

di Leopoldo Benacchio

C’è la conferma ufficiale: la velocità della luce è stata superata. I neutrini sono più veloci della luce di circa 60 nanosecondi. Il risultato è ottenuto dall’esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale un fascio di neutrini viene lanciato dal Cern verso i Laboratori del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Un fantasma si aggira cupo nei Laboratori di fisica di tutto il mondo da 24 ore: è quello di Einstein, sconsolato perché i risultati di un esperimento compiuto fra Cern, il grande centro di Fisica Nucleare Europeo di Ginevra, e i Laboratori italiani del Gran Sasso, dell’Istituto di Fisica Nucleare, metterebbero in crisi, grave crisi, tutto l’impianto della fisica attuale.

Intendiamoci, sono voci e le prime notizie consigliano di prendere il tutto con mille pinze, anche perché finora nessuno ha letto il lavoro scientifico in cui si annuncia che particelle partite, “sparate”, dal Cern verso il Gran Sasso sarebbero arrivate lì ad una velocità superiore a quella della luce.

Un risultato “pazzo” come è stato definito da alcuni partecipanti all’esperimento, e tutto da confermare che hanno confuso i fisici del Cern e italiani che hanno portato a termine misure incredibilmente delicate.

La distanza fra la sorgente e il bersaglio è di 732 chilometri e i neutrini, fra le più sfuggenti particelle esistenti dato che, come ci dice il nome, non interagiscono con altre particelle se non con estrema difficoltà, sarebbero arrivati al Gran Sasso pochi miliardesimi di secondo prima di quanto avrebbe fatto la luce.

L’esperimento pare sia stato ripetuto con 15mila diversi gruppi di neutrini e nonostante la difficoltà di rilevare tempi di questa minuscola entità i risultati ci sarebbero e minerebbero alla base, se confermati , le basi della fisica moderna, quella sviluppata a partire dal 1905, data dei primi lavori di Albert Einstein. La velocità della luce non può infatti essere superata senza perdita di informazione da nessuna particella o segnale.

Altro da dire? Meglio di no, lo sostengono gli stessi fisici, piuttosto indispettiti per le voci messe in giro anche da personaggi piuttosto noti.

 

dal Sole 24 ore

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