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ITA: quando un’azienda pubblica applica il modello Schettino

Chissà perché, mentre leggiamo notizie sulle recenti assunzioni in ITA dopo gli accordi del 2 dicembre scorso, ci torna in mente il famoso “Vada a bordo, cazzo!” urlato dal comandante De Falco al capitano Schettino davanti all’isola del Giglio.

Quello Schettino che si era affrettato ad abbandonare la Costa Concordia, lasciando dietro di sé passeggeri e membri dell’equipaggio in attesa di essere portati in salvo.

Non sapremmo come meglio dipingere la posizione di quanti avrebbero avuto l’onere e la responsabilità di pilotare la micidiale vertenza Alitalia, che coinvolge ancora tanti lavoratori e lavoratrici, se non paragonandola alla macchia morale di chi è fuggito per primo sulle scialuppe di salvataggio.

Esattamente il caso di quei sindacalisti che, freschissimi neoassunti in ITA, hanno abbandonato migliaia di colleghi a bordo della nave che affonda.

Tutto questo getta una luce davvero preoccupante rispetto a ciò che sta accadendo in questa azienda, dopo la sottoscrizione dell’accordo che pretenderebbe di rendere inapplicabile l’articolo 2112.

Il tutto per  avere mani libere nella attuale fase del processo di assunzione che, ricordiamo, è senza l’applicazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, oltre a tagli del 30% del costo del lavoro. Peccato che ITA sia una compagnia aerea pubblica, posseduta al 100% dal MEF quale unico azionista.

Nessuno avrebbe dovuto permettere a manager e leader sindacali di arrivare a negare l’applicazione di  leggi italiane e regolamenti europei, nel nome di un patto con la UE che nessuno ha ancora visto.

Perché ITA è chiamata al rispetto, nelle assunzioni, di quei principi di “trasparenza, pubblicità e imparzialità” previsti dalla normativa generale per tutte le aziende c.d. partecipate dal pubblico, più che mai se lo Stato ne è interamente proprietario.

Alla luce di quanto sopra, vorremmo richiamare quanti hanno deciso di bere l’amaro calice offerto da Altavilla, garantendosi così un posto sulle “scialuppe”, a riflettere bene sulla posta in gioco.

Se il punto è la sopravvivenza individuale di chi invece dovrebbe rappresentare gli interessi collettivi, non ci sarebbero altri giudizi da dare. Non a caso, USB non si è voluta appropriare di norme indisponibili per il sindacato.

Per questo, leggendo le liste di assunzioni che vediamo girare, ci sentiamo di dire a questi novelli Schettino “Riandate a bordo, cazzo!”.

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