Per l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore dei due poliziotti che hanno ucciso a Bologna Abderrahim Fakir, i suoi assistiti «mi hanno rappresentato, attraverso i loro occhi, il dolore per la tragedia alla quale hanno presenziato la morte di un uomo, perché ovviamente sono due ragazzi molto giovani e sensibili».
Non ne dubitiamo, ma gli facciamo notare due cose piuttosto importanti.
Uno. Non hanno «presenziato» a quella morte, l’hanno causata.
Due. Non hanno sentito le sue invocazioni di aiuto, per oltre cinque minuti.
Sicuramente saranno «sensibili», ma purtroppo con un senso in meno. Sono sordi, insomma.
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Aristide Bellacicco
Sono stupefatto per il generale silenzio su un particolare che viene messo perfettamente in luce dalle videoroprese diffuse da tutti i telegiornali: e cioè che il poliziotto non si limita a schiacciare al suolo Fakir ma lo colpisce ripetutamente con un pugno. Qualcuno sosterrebbe pubblicamente che non sia così?