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Contro la resturazione che avanza: salario minimo e stop al carovita

Sabato 6 novembre si è riunito, al Centro Sociale Intifada a Roma, il Coordinamento Nazionale di Potere al Popolo. Nel comunicato che segue abbiamo provato a sintetizzare il lungo e partecipato dibattito interno di quella giornata: dall’analisi della fase in cui ci troviamo alle proposte programmatiche per strutturare il nostro movimento e costruire un’opposizione sociale e politica al governo Draghi nei prossimi mesi.

Inoltre, siamo orgogliosi di esser presenti, con alcuni compagni di Potere al Popolo! e il nostro portavoce Giuliano Granato, nella delegazione che è in partenza per Cuba per partecipare al progetto di sperimentazione sul vaccino Soberana, in collaborazione internazionale tra i medici cubani e l’Ospedale Amedeo Savoia di Torino.

CHE SUCCEDE IN ITALIA?

A nove mesi dal suo insediamento, nella cosiddetta fase di “fuoriuscita” dalla crisi Covid, il governo Draghi preme sull’acceleratore, svelando i tratti palesemente antisociali della ristrutturazione economica e politica che intende imporre al paese.

La Confindustria di Bonomi e i suoi desiderata, la programmazione e gestione affaristiche, speculative ed antipopolari del PNRR, le conseguenze, a vario titolo, sull’apparato economico e produttivo del paese del nuovo ciclo delle ristrutturazioni post pandemia sul piano continentale ed internazionale, l’offensiva oscurantista e reazionaria sul versante dei diritti politici, sindacali, civili e culturali stanno predisponendo un complesso tornante politico dentro cui l’operato di Potere al Popolo deve riqualificare e rilanciare la sua iniziativa.

I risultati delle ultime elezioni amministrative ci consegnano la fotografia di un paese in cui crescono l’astensionismo e la delusione verso le opzioni politiche populiste di Movimento 5 Stelle e Lega che – in modi estremamente diversi, fornendo letture distorte della realtà e false soluzioni – avevano intercettato un diffuso malcontento popolare fuori dai blocchi di centrodestra e centrosinistra, salvo poi rientrare immediatamente nei ranghi, come dimostra l’attuale maggioranza di governo.

La tornata elettorale – di carattere evidentemente nazionale – ha mostrato ancora una volta l’urgenza di costruire un progetto che sia in grado di recuperare le classi popolari dall’apatia e dalla rassegnazione, facendole tornare protagoniste per irrompere sulla scena politica con la difesa dei loro interessi.

Una sfida complicatissima che abbiamo affrontato nelle principali città (Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli), in alcuni centri minori (tra cui Siena, Caserta, Volla) e nella Regione Calabria, con grande impegno e entusiasmo da parte di tutti i nostri attivisti. Un lavoro prezioso e certosino tramite cui abbiamo fatto vivere sui territori la nostra proposta politica, gettando le basi per il necessario lavoro di radicamento sociale ed organizzativo di cui ogni forza indipendente e di rottura ha bisogno.

È in quest’ottica che, immediatamente dopo il passaggio elettorale, abbiamo contribuito alla costruzione dello sciopero generale dei sindacati di base dello scorso 11 ottobre, partecipando alle manifestazioni locali, ai picchetti, ai blocchi e alle azioni di solidarietà con i lavoratori del sindacalismo conflittuale in tantissime città d’Italia. Il 30 e il 31 ottobre siamo tornati in piazza a Roma per contestare il G20 e portare alla ribalta la necessità di una reale transizione ecologica che coniughi giustizia sociale e giustizia ambientale.
Inoltre, siamo stati orgogliosamente presenti nelle piazze che hanno
contestato, radunando migliaia di persone, lo spettacolo indegno dell’affossamento del ddl Zan.

Insomma, abbiamo affrontato un mese denso sul piano delle lotte – che, ricordiamolo, esistono in tutto il paese, quotidiane e sotterranee anche se spesso spariscono dal racconto mediatico pubblico. Alla dinamicità e alla presenza militante ormai consolidata di Potere al Popolo! dobbiamo affiancare la costruzione di un profilo autonomo del nostro movimento, che vada a caratterizzarlo e renderlo riconoscibile. Su questo lavoreremo nei prossimi mesi.

IL NOSTRO PERCORSO NEI PROSSIMI MESI

  1. UNA CAMPAGNA PER IL SALARIO MINIMO E CONTRO IL CAROVITA

In Italia l’inflazione è ai massimi dal 2012, mentre i salari restano tra i più bassi d’Europa e il potere d’acquisto delle famiglie e dei lavoratori cala paurosamente. Il processo inflazionistico, in atto a livello globale e causato dagli irrisolti fattori di crisi internazionale e dall’accentuarsi della competizione tra potenze in questo scorcio della crisi pandemica, si accompagna ad una dinamica di aumento generalizzato dei prezzi e delle tariffe.

Un aumento che, ovviamente, colpisce soprattutto i settori popolari. Tutti gli indicatori statistici ufficiali segnalano che, in Italia, stipendi, salari e pensioni non riescono a stare al passo con tale decurtazione. Nei fatti, siamo davanti ad un acuirsi importante della polarizzazione sociale, oltre che all’emergere di nuove e diffuse povertà addirittura tra settori che si ritenevano al riparo dagli effetti della crisi.

Nei prossimi mesi, migliaia di lavoratori rischiano – materialmente – di non potersi più pagare da vivere. Questo non è accettabile!

Se aumentano le bollette, se aumenta il prezzo del pane, allora devono aumentare anche i salari!

Mettiamo un limite all’osceno proliferare di stipendi poverissimi a cui ci hanno abituato gli imprenditori nostrani, facciamo battaglia perché si istituisca finalmente un salario minimo decente per tutti e perché si freni l’aumento dei beni di prima necessità.

Si tratta di una campagna che svilupperemo nelle prossime settimane, che vivrà sui territori attraverso appuntamenti di sensibilizzazione e attivismo coordinati in tutta Italia, con le prime giornate previste per i primi di dicembre e durante lo shopping natalizio. Vogliamo intrecciarci con quanti mostrano attenzione a queste tematiche (sindacati di base, associazioni di consumatori, organizzazioni politiche) per costruire momenti unitari efficaci per la diffusione della proposta.

Contemporaneamente, sosterremo tutte le iniziative e le mobilitazioni di aperta opposizione al governo Draghi, a partire dal corteo “No Draghi Day” previsto per il prossimo 4 dicembre.

E contro l’ipotesi, sempre più accreditata, di un’incoronazione dello stesso Draghi alla presidenza della Repubblica, promuoviamo una giornata di dibattito nazionale per domenica 5 dicembre, coinvolgendo intellettuali indipendenti, artisti, settori democratici e della società civile non omologati e genuflessi verso l’Union Sacrè dell’Esecutivo. Sarà una convention che proverà a suonare anche un campanello d’allarme circa l’inasprimento autoritario e antidemocratico in atto, di cui la circolare Lamorgese a proposito della libertà di lotta e di agibilità nelle piazze è la plastica dimostrazione.

  1. L’ASSEMBLEA NAZIONALE DI POTERE AL POPOLO NELLA PRIMAVERA DEL 2022

Il naturale appuntamento delle prossime elezioni politiche (probabilmente nel 2023) è – di fatto – uno snodo decisivo per Potere al Popolo!. Per questo, predisporremo un percorso organizzativo interno che sia in grado di approfondire e definire tutti i passaggi propedeutici a quell’appuntamento.

Si tratta di sviluppare gli aspetti programmatici e di fissarli in un Programma, di rinnovare la valutazione politica di ordine generale della situazione attuale o anche di considerare l’eventuale nuova legge elettorale che dovrebbe ridisegnare i collegi. Tappa centrale di questa riflessione che vogliamo collettiva e partecipata da tutti i nostri aderenti sarà l’assemblea nazionale di Potere al Popolo!, da tenere realisticamente alla fine di Marzo 2022, successiva all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica (un passaggio centrale per capire gli assetti della nuova governance del Paese e i tempi politici ed istituzionali per lo scioglimento delle Camere).

  1. RAFFORZARE L’ORGANIZZAZIONE: LA CAMAPGNA ADESIONE E I NUOVI ORGANISMI
  • Per la crescita e la strutturazione di Potere al Popolo! la campagna adesioni 2021-2022 è centrale. Non si tratta di un momento rituale o burocratico ma di un momento primariamente politico: la campagna di adesione consente di allargare la nostra rete di contatti, di aggiungere forze nuove per le attività territoriali e la rete delle Case del Popolo, di insediarsi materialmente in province o quartieri di periferia dove fino ad ora magari non eravamo presenti. La campagna adesioni è questione strategica per assicurare linfa vitale al nostro movimento e far vivere le nostre proposte concretamente mettendole alla prova della realtà.Accompagneremo la campagna di tesseramento con momenti di approfondimento politico-programmatico, in modo da rafforzare alcuni elementi di identità e soprattutto rispondere alla variegata domanda di formazione politica che i nostri attivisti ci pongono.
  • Rilanceremo gli organismi interni cruciali per il buon funzionamento della nostra piccola macchina organizzativa, a partire dall’Esecutivo Nazionale e dai tavoli di lavoro che verranno rimodulati individuando responsabili, stimolandone il lavoro costante e scadenzato, verificando inoltre quali vanno conservati, quali eventualmente introdotti ex novo. Il neoeletto coordinamento ha istituito nuovamente il gruppo organizzazione-censimento centrale.
  • Per valorizzare le consigliere e i consiglieri eletti nell’ultima tornata elettorale delle amministrative e non solo costruiremo un gruppo di lavoro apposito. Gli eletti nelle Municipalità o nei Consigli Comunali sparsi per l’Italia beneficeranno di uno spazio comune virtuale in cui confrontarsi, mettere a disposizione competenze, coordinarsi per le battaglie nazionali che intendiamo portare avanti negli enti locali.Stare nelle istituzioni di prossimità è fondamentale: è una palestra in cui possiamo toccare con mano e imparare come funziona la macchina amministrativa, ci consente di stare col fiato sul collo agli speculatori e ai criminali, sperimentando forme di controllo popolare e di partecipazione diretta del resto della cittadinanza. Si tratta di un lavoro di cui speriamo presto di poter dare conto a tutti gli elettori tramite una sezione apposita de nostro sito web, un piccolo portale dell’amministrazione popolare.

Questi i prossimi passi in cui saremo impegnati. La situazione in cui ci troviamo è sicuramente complessa, la strada da fare è ancora lunga per rompere questo sistema che ci vuole passivi e calpesta tutto e tutti. Ma la affronteremo insieme con determinazione e entusiasmo, passo dopo passo, insieme!

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