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Vicenza. Una vittoria contro il business dell’accoglienza

Da qualche mese il PRC a Schio sta seguendo le vicende dei profughi richiedenti asilo politico e per ragioni umanitarie.

All’inizio ci siamo confrontati con questa realtà con qualche difficoltà dovuta alla mancanza di esperienza.

Dopo un paio di mesi abbiamo capito come muoverci e grazie all’aiuto dello sportello migranti dell’USB siamo entrati in contatto con le realtà, a volte surreali, dell’accoglienza, gestita da cooperative più orientate alla rendita dei loro progetti che ad offrire un’accoglienza dignitosa.

Un ”business” di grandi proporzioni; gruppi di persone ammassate in case fatiscenti su per le montagne, lontane dai centri abitati, non riscaldate, con soffitti instabili, cessi malfunzionanti, acqua fredda anche d’inverno, scarsità di cibo, di vestiario, niente lezioni di italiano, niente documenti, niente vita privata.

A tutto questo alcun* si sono ribellat*, hanno provato ad imbastire una lotta per contrastare gli atteggiamenti di operatori kapò, per chiedere il rispetto dei minimi diritti umani: uscire dalle strutture, avere del danaro per sopravvivere alle mancanze delle cooperative, avere rapporti con la popolazione e col territorio, come i protocolli peraltro prevedono.

Queste semplici richieste ai gestori delle “cooperative” e a qualche loro dipendente sono sembrate sovversive e quindi hanno fatto in modo espellere dai programmi i portavoce dei gruppi, coloro che si battevano per avere un minimo di dignità.

Uno di questi, che chiamerò K, dopo essere stato malmenato da un “guardiano” che gli ha stritolato le mani dentro una porta è stato da questo portato al posto dei CC più vicino, lo ha denunciato per aggressione e lo ha fatto espellere dalla protezione.

Noi ci siamo attivati, abbiamo trovato i referti ospedalieri per le cure ricevute alle mani, abbiamo trovato testimoni e abbiamo fatto ricorso al TAR (prezioso il lavoro del compagno Luigi Ficarra) che in poco tempo ha dato parere favorevole a K. Il lavoro portato avanti in accordo tra PRC ed USB ha permesso di raggiungere questo risultato.

Abbiamo vinto una battaglia per una persona. Abbiamo sbugiardato l’operato della cooperativa e del Prefetto di Vicenza. Nella sentenza il giudice svela l’incapacità della Prefettura di gestire il caso e di comprendere che si trattava di una montatura. La Prefettura è stata costretta a reintegrare il nostro amico K nel programma di protezione. Da martedì egli sarà affidato ad una compagna, iscritta nella lista di coloro che sono disponibili all’accoglienza e questa compagna riceverà l’aiuto economico previsto e K riceverà il suo pocket money che gli è stato negato per tanti mesi. La prefettura è anche costretta a pagare le spese processuali, un precedente importante, utile per il futuro.

Da questa vittoria abbiamo tratto questa conclusione: non sempre le cose vanno come i potenti e gli affaristi vorrebbero che andassero, l’impegno comune tra USB e PRC ha prodotto un risultato concreto, una sentenza che non può essere ignorata. Abbiamo vinto una battaglia, altre ci aspettano. Stiamo seguendo proprio in questi giorni un gruppo di donne a cui viene riservato un trattamento indicibile, privo di rispetto e di umanità.

Da qualche giorno abbiamo costituito l’associazione “Senza Confini” (PRC-PCdI-USB ed altri compagni) per avere maggiori agibilità nei confronti della Prefettura e di coloro che agiscono nel campo dell’accoglienza, per dare continuità e maggior efficacia a questo impegno ogni giorno più necessario nell’Europa dei muri e dei respingimenti.

Contro l’Europa delle Guerre e dei Respingimenti / Solidarietà per Tutti/e!

Roberto Fogagnoli

Segretario federazione Rifondazione Comunista, Vicenza

 

 

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