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Le elezioni europee, De Magistris, i ferrivecchi. Preveggenze

Lo ammetto, l’altro giorno sono andato da una chiromante.
Angosciato dai dubbi su quanto si sta muovendo nella “sinistra radicale” in vista delle europee mi sono affidato al paranormale. La maga che ho incontrato è in contatto con spiriti che stanno molto in alto e sembra ci azzecchi sempre perciò ho deciso di riportarvi ciò che mi ha riferito.

Buona lettura

De Magistris è molto preoccupato.
L’esperienza napoletana continua ad essere sotto attacco e nei prossimi mesi le cose potrebbero prendere una brutta piega. Luigi ha assoluto bisogno di un paracadute per non scomparire politicamente e le elezioni europee possono essere una buona occasione per tutelarsi. Sei poi le cose dovessero andar bene quale migliore trampolino di lancio per le regionali del 2020?
Insomma sulla base di queste riflessioni Giggino alla fine ha deciso di presentarsi.
Immediatamente sono stati chiamati a raccolta tutti i ferri vecchi della “fu sinistra”. Questi ultimi, inguaiati come stanno, non aspettavano altro e subito sono accorsi in adorazione dell’uomo forte, del maschio alfa.
Luigi, conscio di avere davanti una serie di zombie, di generali senza esercito gli ha però fatto un bel discorsetto.
Ha detto chiaramente che così come stanno non valgono quasi niente ma poiché stiamo in un momento di carestia se li caricherà anche stavolta. Il problema è che se si accrocchiano al solito modo si fa la fine di Rivoluzione Civile perché la gente scappa quando sente parlare di cartelli elettorali e/o vede facce come quelle di Ferrero e Fratoianni. D’altronde l’aveva già detto in una recente intervista che non si sarebbe messo a capo degli “sfigati” della sinistra radicale.
L’idea di De Magistris e quindi far sì che questi soggetti ci siano ma senza farsi vedere. In pratica ha preteso che non si presentino in maniera diretta ma attraverso una serie di prestanome ascrivibili in qualche modo al mondo del sociale, dello pseudo-volontariato, a quell’insieme indistinto che va sotto il nome di società civile.
Anche in occasione della prima uscita pubblica/incoronazione di inizio dicembre i burocrati dei partitini dovranno stare in platea a battere le mani mentre sul palco parleranno solo le teste di legno.
Sinistra Italiana si è subito adeguata e utilizzerà come strumento la Ong Mediterranea cercando di surfare il movimento antirazzista che in Italia spontaneamente e giustamente si va manifestando.
Rifondazione invece sperava di utilizzare Potere al Popolo ma non essendo riuscita nel suo intento di controllare l’unico vero nuovo soggetto politico ha dovuto velocemente inventarsi un piano B. Da qui la pantomima del ritiro dello statuto 2, l’avvelenamento del clima e quindi il lancio del nuovo appello dal titolo Compagne e Compagni. In pratica sperano di tirare via qualcuno da Pap o di dare almeno l’impressione di averlo fatto. Per loro è di vitale importanza perché è l’unico modo di presentarsi in una veste diversa dalla semplice Rifondazione alla faccia di quel #proudtoberifo che tanto hanno utilizzato nelle ultime settimane.
Rimangono in coda L’Altra Europa che è ridotta ormai a pochi singoli ma che dalla sua ha la forza del simbolo che permetterebbe di evitare di raccogliere le 150.000 firme necessarie (basta infilarlo piccolo nel simbolo della nuova lista), e Diem25. Quest’ultima conta, al netto di scarso un migliaio di radical chic, praticamente nulla ma fa tanto
dimensione internazionale. Che poi Diem25 firmi le cose con +Europa della Bonino sembra non essere un problema per nessuno.
Se vi state chiedendo come possono stare insieme gli adoratori di Tsipras e i figliocci di Varoufakis la risposta è semplice: in nome dell’opportunismo per costoro viene meno qualsiasi principio.
Quali saranno i contenuti portati avanti da questo fantomatico listone, quali le alleanze a livello continentale, quali i metodi per la scelta delle candidature non è dato sapere. La parola d’ordine è ambiguità. Del resto come ci insegna la storia i contenuti, le discussioni nel merito sono divisive e non permettono di mantenere quell’unità, tra chi sostiene tutto e il contrario di tutto, assolutamente necessaria a mettere il culo su una poltrona.

L’unica incognita in tutto questo bel quadretto è proprio Potere al Popolo. De Magistris non si aspetta, infatti, di spaccare ma di superare di poco lo sbarramento e dati alla mano se Potere al Popolo non partecipa al “quarto polo” rischiano seriamente di non eleggere e di fare quindi una colossale figura di merda.
Non riescono a rassegnarsi al fatto che la decisione verrà presa dalla totalità degli aderenti e perciò cercano disperatamente dei feedback da quelli che erroneamente ritengono i dirigenti di Pap. Purtroppo per loro però le decisioni una volta tanto verranno prese veramente in modo democratico e fino alla fine dovranno soffrire in attesa del l’esito del dibattito e poi della consultazione.

Poiché molti hanno paura che alla fine Potere al Popolo si presenti con il proprio simbolo trovando anche un forte consenso hanno deciso di tentare in tutti modi di ostacolare il processo costitutivo di Pap che da qui a poco eleggerà i propri organismi.”

Infine essendo una chiromante napoletana mi ha dato anche tre numeri da giocare a Lotto

22 – 47 – 90

jatevelle a jucà!

*Ex Opg/Potere al Popolo

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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6 Commenti


  • Fabrizio

    La sinistra liberista si giochera’ la carta del finto radicalismo, eleggendo Landini quale segretario della CGIL, daltronde il nostro e’ scomparso dagli schermi dopo l’inutile boutade della “coalizione sociale”. Questa carica e’ il loro tentativo di strumentalizzare a sinistra le istanze popolari e il disagio sociale.
    L’Altra Europa per Tsipras e’ davvero indegna. Il governo greco oltre ad attuare contro la volonta’ popolare i diktat della Troika che stanno affamando il popolo greco, sta perseguitando i compagni di Unita’ Popolare che lottano contro il pignoramento dei beni da parte delle banche ai danni delle classi popolari.


  • Paola

    Quod Erat Demonstrandum


  • Giordano Bruno

    Camusso e Landini in CGIL stanno come Benedetto e Francesco in Vaticano.


  • Giordano Bruno

    Per chi non è del settore:
    22 ‘o pazzo
    47 ‘o muorto (che non parla più nemmeno, come è il 48)
    90 ‘a paura


  • Angelo Calemme

    Se Pap accettasse di allearsi con de Magistris confermerà una continuità con l’elettoralismo delle classi dirigenti meridionali, ovvero con quegli stessi piccoloborghesi che Campano sul ruolo ruoli di mediatori del sottosviluppo indotto (in questo N.Zitara insegna). A de Magistris non importa nulla del progetto politico di Pap ma, come si legge nell’articolo, solo di garantirsi una sopravvivenza politica. La cosa intelligente da fare sarebbe continuare a remare da soli con l’ambizione nel giro di un decennio di fare di Pap un partito di massa, fatto di elementi coerenti e di cui fidarsi.


  • Achille

    Grande Giampiero! Bellissimo articolo, mi hai fatto arricreare ed essere ancora più consapevole di quanto sia importante credere in Potere al Popolo e sostenerlo come progetto.

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