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Torino. “Spiacevoli attenzioni” contro gli studenti di Progetto Palestina

In questi giorni, Progetto Palestina è stata oggetto di attenzioni da parte di un certo “Osservatorio Solomon sulle Discriminazioni”, che ha richiesto all’Università di Torino di accedere a tutti i documenti in possesso della stessa riguardanti Progetto Palestina. Se la richiesta venisse accolta, Solomon potrebbe accedere a tutto lo storico delle nostre attività in Università.
Nel giustificare la sua richiesta, Solomon accusa Progetto Palestina di incitare all’odio razziale, di negare l’Olocausto, di diffondere idee antisemite e di fare propaganda politica dentro l’Università.
Vorremmo poter dire che queste accuse – false ed infondate – non ci toccano, ma non è così. Ciascun* di noi, così come le centinaia di persone che hanno seguito e sostenuto Progetto Palestina in questi anni, ha dedicato tempo e passione – le due cose più preziose che abbiamo – ad una causa giusta. Sapere che questo tempo e questa passione vengono strumentalizzati per colpire una lotta per la dignità dell’essere umano, ci amareggia e ci addolora.
Eppure queste accuse ci incuriosiscono anche: le nostre posizioni sono sempre state nette, le nostre rivendicazioni chiare, i nostri valori ed obiettivi espliciti. Ci chiediamo dove, chi ha seguito le nostre attività in questi anni, potrebbe trovare fondatezza per tali accuse e la risposta che continuiamo a darci è una sola: nella malafede.
A Febbraio, quando la figlia di un partigiano è stata oggetto di insulti e minacce di matrice antisemita, Progetto Palestina è stato il primo a rispondere, lanciando una manifestazione di solidarietà a cui hanno partecipato centinaia di persone, condannando con forza le accuse.

Lungi dall’essere un’iniziativa opportunistica, questa manifestazione è stata invece punto di caduta naturale di un percorso che portiamo avanti da anni e che ha come obiettivo quello di chiarire una volta per tutte la netta differenze che esiste tra antisionismo ed antisemitismo.
Le decine di eventi organizzate da Progetto Palestina sia dentro che fuori l’Università, inoltre, hanno sempre avuto un carattere culturale ed accademico, spaziando dalle conferenze ai festival di cinema, dai seminari alle presentazioni di libri. Progetto Palestina ha sempre voluto essere cornice – e non il fulcro – delle proprie attività, preferendo dare spazio ad ospiti che condividono con noi la passione per questa lotta, ma che dispongono anche di competenze e strumenti capaci di dare spessore e solidità accademica a tali eventi.
Alla luce dei fatti – che in questi anni hanno detto su di noi ben più di queste poche righe – ci sembra evidente la natura politica ed intimidatoria delle accuse che ci ha lanciato Solomon. L’obiettivo dell’Osservatorio è infatti quello di portare in giudizio i membri di Progetto Palestina, sperando forse di spaventarci e di farci desistere. Se così fosse, ci sembra sempre più evidente che questi signori abbiano osservato Progetto Palestina con molta superficialità, se mai lo hanno davvero fatto

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2 Commenti



  • ndr60

    “Lungi dall’essere un’iniziativa opportunistica, questa manifestazione è stata invece punto di caduta naturale di un percorso che portiamo avanti da anni e che ha come obiettivo quello di chiarire una volta per tutte la netta differenze che esiste tra antisionismo ed antisemitismo.”: iniziativa meritoria, peccato che siano altrettanti anni che il mainstream mediatico e politico facciano il contrario, in Italia e altrove. Allo scopo di rendere incriticabile lo stato di Israele e la sua politica liberticida contro i Palestinesi e per censurare i dissidenti.

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