Menu

Unione popolare tra guerra e politica

La notizia dell’elezione di Nicoletta Dosio, candidata con Unione Popolare, è sicuramente una ottima notizia per tutti i comunisti, perché frutto di lotte radicate nel territorio, ma sono necessarie alcune riflessioni.

La vacanza romana di Zelenski, poi andato in pellegrinaggio a Parigi, Berlino e Londra dimostra che il viaggio è stato in funzione di qualcosa di grosso che “bolle in pentola” nella NATO e non soltanto la necessità per i nazi-ucraini di chiedere ancora più soldi e armi sempre più sofisticate.

L’atteggiamento da bullo dimostrato da Zelenski nel colloquio con il papa in cui brutalmente gli ha detto di non avere bisogno di mediazioni significa che si sta preparando un salto di qualità nella guerra tra NATO e Russia.

E’ in preparazione l’invio di aerei militari con tanto di piloti occidentali?

Ci vogliono preparare all’invio di truppe NATO sul fronte ucraino?  

Non sono farneticazioni perché per quanto la propaganda main-stream nasconda la realtà l’esercito russo sta operando per la distruzione sistematica sia delle truppe ucraine (R.F. Kennedy J. ha affermato una settimana fa che i soldati ucraini morti sono 300mila!

Quindi, se vero, almeno altri 600mila feriti invalidi al combattimento), sia dei depositi di armi e con la mega esplosione a Khmelnitsky sono state distrutte anche una parte importante delle munizioni ad uranio impoverito che ora in polvere aereosol colpiscono con le radiazioni l’Ucraina occidentale, quella tenuta dai nazi-banderisti (un amore tossico quello della NATO per gli ucraini).

Il regime nazi-ucraino ha perciò bisogno di un sostegno molto più concreto e diretto e per poterlo ottenere è possibile che vengano prodotte gravi provocazioni in Europa che permettano scelte fino ad ora difficili da attuare.

Se lo scenario è questo l’azione dei pacifisti deve diventare concreta e pressante.

Non uso la parola “più concreta” perché sino ad ora a sinistra (quella vera) si è agito e organizzato in maniera blanda e scollegata riguardo al contrasto della guerra in cui siamo coinvolti.

L’esempio più lampante è il lancio per una campagna referendaria contro l’invio di armi in Ucraina, organizzata in maniera criptica e senza un coinvolgimento vasto di soggetti politici e sociali, tale che il raggiungimento di oltre 500mila firme sarà un’impresa in salita, tanto più che uno dei due quesiti è problematico perché decadrà a fine anno.

L’altra considerazione sulla guerra, che è sottovalutata,  riguarda proprio Unione Popolare.

A inizio dicembre scorso si è tenuto a Roma presso The Hive Hotel, organizzato da Unione Popolare, un convegno con varie sotto sezioni di dibattito: io ho partecipato a quella sulla guerra con molti e ben argomentati interventi e una relazione conclusiva scritta che però non ha trovato né pubblicazione, né ripresa di dibattito.

Anche delle altre commissioni non ho notizia di pubblicazione  e un seguito di dibattito.

Quello che devo constatare è che il progetto di Unione Popolare (UP) rischia di finire sabotato e abbandonato dai soggetti propositori come avvenne a suo tempo per Potere al Popolo.

La mia netta impressione è che tra i promotori si pensi e si utilizzi UP solo come cartello elettorale e questo è confermato sia dalla mancanza di dibattito e di azioni vive di lotta, come contro la guerra (e non solo), sia perché a questa tornata elettorale i fondatori (PRC, PaP, Dema, eccetera) hanno proposto in giro per l’Italia più liste con sigle diverse, non usando il logo di UP come simbolo comune e unico.

Ripeto qui una serie di concetti che per me sono fondamentali.

UP non è un tram per eleggere qualcuno in qualche assemblea, è per ricostruire un percorso di lotta e di aggregazione di altre realtà politiche e sociali di lotta, altrimenti si replica un soggetto inutile come Sinistra Italiana, ugualmente alla spasmodica ricerca di una alleanza (M5S? SI? PD? Eccetera), accontentandosi di fare semplice e inutile testimonianza.

UP deve essere soggetto pensante e che agisce e se avvengono alleanze è sulle nostre proposte e non per eleggere qualcuno.

UP deve avere come esempio la rottura e la risolutezza dei compagni francesi e non del teatrino italiano.

Cosa pensano e dicono i soggetti che hanno costituito UP? E intendo il Partito della Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Dema.

Esiste un problema di rassegnazione generale nel popolo italiano, vedi sulla la questione della guerra, dell’impoverimento (inflazione, precarietà, bassi salari, eccetera) e della crisi ambientale e questo è anche perché manca un soggetto politico chiaro che “alzi la bandiera” e la finisca con discorsi “fighetti” su stile “political correct” di importazione statunitense, che è veleno da respingere: è necessario digrignare i denti!

Abbiamo un gruppo dirigente in Unione Popolare che continua a pensare e ad agire con la testa rivolta all’indietro, mentre è necessario rompere gli schemi.

Da questo stato catatonico o si esce o si finisce per fare definitivamente implodere quelle poche forze di sinistra che il cambiamento lo vogliono ancora (e io spero in senso comunista).

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa

6 Commenti


  • Andrea Vannini

    Bravo


  • ANNA

    Condivido in toto. Con amarezza perche’ contavo su UP per uscire dallo stato di passivira’ in cui si trova il popolo italiano.


  • Binazzi Sergio

    giusta considerazione su up. io personalmente ho sempre avuto perplessità su unione popolare e quando leggo come poco tempo fa che Acerbo esulto’ per l’elezione della schlein, francamente mi sono cadute le braccia e mi è venuta anche un po di rabbia nel vedere come rifondazione comunista si sia ridotta. ne facevo parte anch’io già da prima della scissione con Cossutta ed ero rimasto, ma vidi già da allora come andavano le cose. con questi cartelli elettorali e con simili personaggi non si va da nessuna parte, non si può fare intese con partiti gregari del PD, l’esperienza dovrebbe insegnare ma evidentemente c’è purtroppo tanta ignoranza politica. mi dispiace dire ciò ma mi hanno costretto gli eventi che si susseguono in continuazione.


  • WALTER GAGGERO

    occorrono idee, programmi, organizzazione, UP non é il Partito, è un contenitore, di soggetti diversi, ma si é liberi, per cui si può agire come PaP, al di fuori della logica strettamente elettoralistica, gli conosciamo gli Acerbo, Ferrero, Russo Spena, sono stati in governi che hanno privatizzato piu del richiesto dai padroni SILENTI.
    MA non giustifichiamo la nostra difficoltà politica , addebitandola ad altri.
    vero che certi soggetti popolarmente deprecati e pure odiati per il loro opportunismo dovrebbero andarsene, spontaneamente o no.


  • Gianfranco

    Io lo dissi già a suo tempo, quando il PRC fece parte delle marette nelle prime defezioni da PaP dopo le elezioni del 2018: fondare un soggetto di cambiamento aggregando certe compagini ormai storicamente compromesse, purtroppo finisce per minare alla base, specie agli occhi delle fasce popolari, la stessa credibilità complessiva del progetto, per cui molta gente non gli darà nemmeno una possibilità, finendo per sviluppare rapidamente una impermeabilità pregiudiziale, che si trasmetterà poi a tutti quelli che di quel progetto hanno fatto parte! So che è un discorso molto duro e anche umanamente ingiusto, ma purtroppo bisogna tener presente quanto è critica la situazione in cui siamo e quanto è profondo il nostro discredito. Fasi come queste esigono una severità e una selettività estreme, errori ed indulgenze non sono più tollerati e purtroppo, quelli si, si moltiplicano per 10.


  • Giacomo Casarino

    Non occorre essere scienziati della politica per capire che UNIONE POPOLARE come mero soggetto elettorale non potrà avere futuro!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *