Quello che chiedo sempre a me stesso come marxista è analizzare le questioni senza pregiudizi o moralismi, perché solo così si colgono le contraddizioni e si capisce la realtà.
In questi giorni leggo articoli giornalistici e relativi commenti nei “social” di estremo disprezzo verso i curdi del Rojova, sottoposti all’attacco distruttivo dei tagliagole di al Jolani (che utilizzano i droni turchi come gli azeri in Nagorno Karabakh), quest’ultimi andati al potere grazie al governo yankee e a quello sionista, ma per questi detrattori, i curdi delle JPG sono complici dei sionisti e degli yankee.
La realtà in Medio Oriente è molto complessa e qui in occidente, anche nella sinistra alternativa, si prendono lucciole per lanterne, la più eclatante è su cosa avvenga in Iran e chi sono i soggetti che per questa sinistra sono da considerare e appoggiare.
Comincio ad analizzare dall’Iran.
L’Iran degli ayatollah, detta anche rivoluzione islamica, è l’unico soggetto attuale che regge il confronto con lo stato razzista e genocida zelota, non riconoscerlo è una imperdonabile superficialità politica, distrutto l’Iran e ridotto a non stato (come Afghanistan, Libia, Siria, Iraq, ecc.) significherà la pulizia etnica definitiva dei palestinesi, e lo schieramento di portaerei yankee vicino all’Iran è un chiaro monito.
Leggo di partecipazioni a manifestazioni sull’Iran promosse da Amnesty Intenational di cui ricordo nel 2019 di fatto fiancheggiò Guaidò e le rivolte guarimbas accusando il governo legittimo bolivariano essere quello che era da condannare per le violenze.
Questo tipo di schieramento è figlio del razzismo occidentale per cui pretendiamo che i non-occidentali si adeguino ai nostri valori senza capire che ogni popolo ha un suo percorso di trasformazione, difficile se i nostri governi occidentali li strangolano con le sanzioni, il vero problema, perché è chiaro che i paesi sotto assedio non potranno fare altro che irrigidirsi verso cambiamenti proposti da noi, quindi se noi proponiamo che il problema sono minigonne, veli e sigarette è solo un modo per impedire il dialogo e continuare l’aggressione, aggressione molto concreta perché in Iran il governo yankee e sionista hanno implementato in grande la strategia attuata a Maidan in Ucraina, non riconoscerlo significa una superficialità politica, con in più i nostri mass-media che sfornano cifre assurde.
L’Iran, però, è l’ultima vittima di una aggressione occidentale di cui tutti i soggetti coinvolti hanno una colpa perché ogn’uno ha preferito il proprio tornaconto immediato invece che sostenersi a vicenda dai due aggressori, yankee e zeloti, ma anche il governo turco non va dimenticato.
Il governo laico siriano di Assad è caduto non solo per le sanzioni ma anche perché non ha voluto trovare un accordo di conciliazione con i curdi del Rojova.
I curdi del Rojova, altrettanto, non hanno saputo concordarsi con il governo Assad, evidentemente perché ritenevano il sostegno degli yankee una garanzia e una forza, ma fidarsi degli yankee è fidarsi di chi sicuramente ha sempre tradito, e l’Afghanistan era già un monito preciso.
La caduta di Assad e l’assassinio dei dirigenti di Hezbollah ha significato la successiva aggressione all’Iran.
La messa al potere dei tagliagole di al Jolani ha significato la messa in forse delle basi militari russe in Siria e per questo Putin ( e non per altro) ha ricevuto e discusso con il capo terrorista, ora in giacca e cravatta, governo russo anche lui colpevole di questa situazione avendo pensato solo a una azione militare e all’appoggio al solo Assad.
E veniamo ai detrattori dei curdi di casa nostra.
L’astio contro i compagni curdi, che avevano costruito un percorso politico positivo di sinistra e di rispetto nonché valutazione delle donne, nasce dall’appoggio militare, specialmente aereo, avuto dagli yankee contro l’Isis, che vale la pena ricordare creato sempre dagli yankee e non a caso ora i tagliagole di al Jolani sono tornati al loro servizio.
Questo appoggio degli yankee era necessario ai curdi a fronte dell’avanzata dei tagliagole Isis e a fronte del non aiuto militare aereo dei russi, quindi che gli yankee si sono inseriti insediandosi nel Rojova, che era il loro obiettivo e non certo aiutare i curdi, questa è una colpa grave del governo Putin.
Sono alcuni giorni che il sito che mi forniva la mappa dei combattimenti in Siria è ora oscurato, indizio di un possibile genocidio in corso dei curdi (come già per alawiti e cristiani), ma c’è un altro aspetto inquietante del successo dei tagliagole di al Jolani: la liberazione dei jadisti imprigionati dai curdi.
Ora questi tagliagole saranno disponibili a yankee e sionisti per atti terroristi estesi sia in Iraq ma anche in Iran, perché per loro gli sciti sono eretici da assassinare mentre il governo zelota è diventato un protettore utile con cui addirittura fare accordi, governo zelota che ha in mente solo il genocidio a Gaza, mentre quello yankee lo aspetta per attuare la speculazione finanziaria a Gaza.
Chi ha gioito per la debacle dei curdi non ha capito nulla della portata degli eventi.
In Medio Oriente tutti i vari soggetti devono capire che solo sostenersi l’uno con l’altro ha senso, per cui l’Iran deve cambiare il suo atteggiamento verso i curdi in genere e le sue minoranze in particolare se vuole sostenere la prossima aggressione di yankee e zeloti, ma anche del governo turco, reazionario, nazionalista e dalle aspirazioni imperiali.
Anche da noi serve un cambio di passo, perché se si vuole veramente sostenere la causa palestinese bisogna farla finita sia con chi propone la pseudo opposizione iraniana pro minigonne, sia chi gioisce del genocidio dei curdi.
Comunque da noi abbiamo un problema altrettanto importante ed è il governo post fascista che vuole imporre un sistema autoritario che solo formalmente risulterebbe liberale (un po’ come fece il fascismo rendendo obsoleto lo statuto albertino), serve l’unità della sinistra alternativa!
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