Come donne e persone queer che in questi mesi si sono mobilitate contro la guerra, il genocidio in Palestina, le aggressioni degli USA e le strumentalizzazioni delle questioni di genere per legittimare l’interventismo militare, questo 25 aprile scendiamo nuovamente nelle piazze di tutta Italia come partigiane contro la guerra!
Mai come questo 25 aprile è necessario prendere esempio dalle nostre nonne, dalle partigiane e da tutte le donne protagoniste della Resistenza contro l’occupazione nazifascista. Donne che hanno saputo opporsi all’oppressione del regime fascista che le voleva relegate ad “angeli del focolare” e che hanno conquistato collettivamente la liberazione dal fascismo e la propria emancipazione sociale e politica!
Con questa consapevolezza, porteremo in alto le bandiere di Cuba e della Palestina, e di tutti quei popoli e quelle donne che resistono alla guerra e alla violenza esportata dall’Occidente, Usa e Israele in primis, con la complicità dei governi europei.
Queste donne e persone queer che oggi lottano per l’autodeterminazione del proprio popolo fanno scacco a tutte quelle Signore della Guerra che in Occidente in nome dei “diritti di donne e queer” legittimano genocidio, guerre e devastazione: non sono “vittime da salvare”, né “terroriste”, ma partigiane che resistono all’imperialismo e al sionismo!
Nonostante la volontà di rimuoverne il ruolo storico, le donne sono sempre state in prima linea nelle lotte di trasformazione della società, nelle lotte decoloniali e nelle lotte di liberazione, oltre che in quelle sindacali e sociali per il miglioramento delle condizioni materiali e di lavoro. Allora oggi per noi “essere partigiane” ha un duplice significato.
Da una parte c’è un Sud Globale che lotta per la sovranità e autodeterminazione del proprio popolo, chi resiste alle bombe “democratiche” dell’Occidente – le stesse che in Iran, a Minab, hanno ammazzato più di 170 bambine! –, chi resiste al bloqueo che affama le proprie famiglie come a Cuba, chi lotta contro il genocidio come in Palestina.
Dall’altra parte, ci sono tutte quelle donne e queer che, proprio in Occidente, scelgono di parteggiare, di schierarsi, di scegliere la parte giusta della storia.
Partigiane oggi sono tutte quelle donne e queer che questo autunno hanno scioperato per bloccare la guerra e il genocidio, sono quelle che rifiutano di essere vittime passive davanti a un presente di precarietà, sono quelle che lottano nei quartieri popolari e nelle periferie contro un sistema basato su sfruttamento e violenza, sono quelle che scendono in piazza a sostegno di Cuba e della Palestina, sono quelle che si oppongono alle spese del riarmo a discapito del sociale portate avanti sia dalla destra sia dal centrosinistra…sono quelle che oggi chiedono le dimissioni del Governo Meloni!
Allora, come figlie della resistenza con protagonismo continuiamo a scendere per le strade come partigiane contro la guerra, a fianco di Cuba e della Palestina!
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