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Ministra, quale memoria dei caduti in Somalia? Rifiutiamo l’elmetto e la militarizzazione!

Cara Ministra Bernini,
Sono Leili Hizam una studentessa di discendenza somala, rappresentante del Consiglio degli Studenti di Unibo.

Mi chiedo come può la ministra dell’Università dedicare un post dal suo profilo Instagram alla celebrazione dei soldati, dei caduti italiani, che 33 anni fa hanno partecipato, affiancando alla guida l’esercito statunitense, alla disastrosa operazione “Restore Hope”?

Un’operazione delle Nazioni Unite di natura militare ma spacciata per una missione di pace, che tra il 92 e il 93 ha portato alla morte di migliaia di civili somali, senza mai aver avuto un conto preciso delle vittime somale per mano delle forze ONU, e dove non sono mancati crimini e violenze commesse in particolare dall’esercito italiano, come anche quello statunitense.

Crimini che negli anni 90 avevano portato ad inchieste sul corpo militare italiano ma che restarono largamente impuniti, con la condanna di un solo Maresciallo. Crimini di cui lei giustamente Ministra non fa memoria, mentre ricorda solamente i morti italiani, glorificando la partecipazione italiana ad un’operazione imperialista barbarica che non ha fatto che acuire l’instabilità, la crisi e la guerra che ha dilaniato la popolazione somala in quegli anni.

A 33 anni dalla “battaglia del checkpoint Pasta” come studenti e studentesse ribadiamo il nostro rifiuto dell’elmetto che evidentemente lei vorrebbe metterci, dando il fianco alla narrazione guerrafondaia e mistificatoria occidentale, che ha fatto tradizione nel nostro paese per quanto riguarda le ex-colonie italiane del Corno d’Africa e in particolare della Somalia.

Tutto questo mentre in Unione Europea si ritorna non solo a parlare di “leva militare”, ma concretamente vediamo proposte di legge per la sua reintroduzione, che non sono mancate neanche nel nostro paese…

Ci vorreste come carne da macello, mentre il diritto allo studio salta, le università sono sempre più escludenti e elitarie e non a caso i nostri stessi atenei sono sempre più militarizzati. Rifiutiamo una formazione pubblica che vorrebbe educarci alla guerra imperialista, studenti e studentesse vogliono conquistarsi un futuro!

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1 Commento


  • Francesco

    Bravissima, giovani come te sono la sola speranza di questo paese. Grazie.


  • Manlio Padovan

    Approposito della utilità dell’ONU, della sua onestà (cfr le azioni criminali dei coloni israeliani in Palestina) e dei soldi che ci costa. Tutto ben inquadrato nella ipocrisia naturale dell’occidente ebraico-cristiano.

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