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Gerusalemme: altre 1100 case per i coloni israeliani

Israele costruirà circa 1100 nuove abitazioni nelle colonie ebraiche di Gilo (797) e Ramot (300), situate a Gerusalemme Est, la parte palestinese della città occupata da Israele nel 1967.

Il via libera al progetto, rivelato oggi dalla ong israeliana “Terrestrial Jerusalem”, giunge pochi giorni dopo la visita a Gerusalemme del Segretario di Stato americano John Kerry, con l’obiettivo di rilanciare il negoziato israelo-palestinese, fermo da tre anni proprio a causa del mancato congelamento delle attività edilizie negli insediamenti colonici.

Secondo la ong il progetto era già stato approvato lo scorso anno. Il premier Netanyahu lo aveva temporaneamente “congelato” ma è stato fatto arrivare di proposito alla stampa dal nuovo ministro dell’edilizia ed egli stesso un colono, Uri Ariel, del partito Jewish Home, sostenitore accanito della colonizzazione. Ariel sembra voler forzare la mano a Netanyahu che, pur essendo anch’egli vicino al movimento del coloni, per ragioni di convenienza diplomatica cerca di non forzare sempre la mano e preferisce aspettare i momenti più propizi per lanciare i nuovi progetti nelle colonie.

«Il governo israeliano sta “distruggendo” gli sforzi del Segretario di Stato americano John Kerry per rilanciare il processo di pace», ha commentato il capo-negoziatore palestinese, Saeb Erekat, dopo il via libera del governo israeliano alla costruzione nelle due colonie di Gerusalemme Est.

da Nena News

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