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Ilva. Depositate le motivazioni del sequestro

 di sei aree dello stabilimento siderugico Ilva disposto dal gip Patrizia Todisco il 25 luglio; la differenza più grande stava nell’annullamento di cinque delle otto ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per i dirigenti ed ex dirigenti dell’azienda; oltre a una diversa composizione del pool di custodi giudiziali.

Il provvedimento del Riesame, presieduto dal presidente del Tribunale di Taranto Antonio Morelli, si preannuncia particolarmente corposo. Per il momento non è stato ancora notificato alle parti ma solo depositato in cancelleria.

Queste le prime “letture” consegnate dalle agenzie di stampa.

Il tribunale del Riesame, confermando il sequestro Ilva, dispone che non si continuino a perpetrare i reati contestati nel provvedimento cautelare. Sul percorso da seguire per interrompere i reati (intrinsecamente derivanti dall’attività produttiva, che intanto prosegue a gra ritrmo per rispettare i tempi di consegna di alcune commesse), i giudici – viene riferito da fonti giudiziarie – non si sbilanciano e affidano il compito ai custodi nominati dal gip e alla procura.

Il provvedimento – notificato all’Ilva – è di circa 120 pagine. Nel dispositivo della propria decisione (depositato il 7 agosto scorso), il tribunale del riesame scriveva: «i custodi garantiscano la sicurezza degli impianti e li utilizzino in funzione della realizzazione di tutte le misure tecniche necessarie per eliminare le situazioni di pericolo e della attuazione di un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni inquinanti». Per rafforzare questa disposizione, il tribunale aveva nominato custode giudiziario proprio il massimo rappresentante Ilva: Bruno Ferrante, «nella sua qualità – precisa il tribunale nel dispositivo – di presidente del Cda e di legale rappresentante di Ilva spa». La nomina di Ferrante quattro giorni dopo la decisione del Riesame è stata revocata dal gip Patrizia Todisco.

Come promesso, ecco il dispositivo integrale:

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