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Scuola. La notte prima delle “assunzioni”

La notte prima degli esami è diventata film, canzoni, must per intere generazioni. Ma adesso ci sono quasi due generazioni che affronteranno una notte di attesa, ansia e tensione. Sarà la notte tra l’1 e il 2 settembre, dunque tra domani e dopodomani, quella che deciderà la sorte di tanti precari della scuola, soprattutto nel Meridione. Stiamo parlando di giovani insegnanti ma anche di docenti ormai da tempo in età adulta e rimasti precari per anni.

Il Miur ha emanato ieri un avviso con cui precisa che le proposte di assunzione di cui all’articolo 1, comma 102, della legge 13 luglio 2015, n. 107, verranno effettuate, per la fase di cui alla lettera b) del comma 98 della medesima legge, alle ore 00.01 del giorno 2 settembre 2015 attraverso il sistema informativo Istanze OnLine raggiungibile mediante apposito link sul sito www.istruzione.it.
Da questo momento scatteranno i fatidici 10 giorni per accettare o meno la proposta. Il termine ultimo è fissato alle ore 24.00 del giorno 11 settembre 2015, esclusivamente attraverso le apposite funzioni disponibili nel sistema informativo.
Per quanto riguarda poi l’eventuale mancata accettazione, il Miur, per ovviare alla formulazione della legge 107, precisa che “i soggetti che non accettano la proposta di assunzione eventualmente effettuata nella citata fase b), non partecipano alle fasi successive del piano di assunzioni e sono definitivamente espunti dalle graduatorie di merito e ad esaurimento in cui sono iscritti”
Dunque, secondo il Ministero, chi, vista la sede assegnata, rifiuta, per mille motivi contingenti, perde i diritti acquisiti in quindici, vent’anni di precariato e vanifica anche i risultati ottenuti con l’eventuale concorso a cattedra. Un meccanismo autoritario che ha suscitato reazioni e proteste da parte di moltissimi insegnanti precari che si vedranno costretti ad accettare per anni sedi molto spesso lontanissime dalla città di residenza. La lettera di una insegnante ingabbiata da questo meccanismo, nelle settimane scorse, aveva suscitato polemiche che abbiamo documentato e commentato anche sul nostro giornale.

Dai dati diffusi dal Miur si legge che sono state oltre 14mila le domande presentate per la scuola dell’infanzia, la maggior parte che anche in questo provenienti da Sicilia e Campania. Si tratta, tra l’altro, di un numero considerevole di domande che potrebbero condurre solo a pochissime immissioni in ruolo e quasi esclusivamente come insegnanti di sostegno. Per le scuole superiori la maggior parte di domande sono di accesso al ruolo per la classe di concorso A019 (discipline giuridiche ed economiche), di cui solo 1.019 provenienti dalla Campania, 663 dalla Puglia e 623 dalla Sicilia. Delle 10.780 domande relative ai docenti specializzati che chiedono l’assunzione come insegnanti di sostegno, quasi 6.500 giungono da sole tre regioni: Sicilia, Campania e Puglia.

vedi anche:

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1 Commento


  • Federico

    10 giorni per dare una risposta su un cambio di città, magari di parecchi chilometri dal luogo in cui si vive. Magari con famiglia!
    Doveva organizzarsi un pò prima il legislatore direi.
    Senza un particolare sforzo si sarebbe comportato come si deve. Almeno un’estate per ragionare sarebbe stata la scelta giusta!

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