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Egitto. Qualcosa non quadra

“Diamo al Supremo consiglio delle forze armate una settimana di tempo al massimo per ripulire le istituzioni del paese dagli uomini di Hosni Mubarak”. È quanto annunciano oggi i giovani del movimento rivoluzionario ’25 gennaiò, secondo quanto riporta il giornale arabo Al Quds al Arabì. Il movimento egiziano, ieri aveva fatto sapere di aver rinviato di una settimana la manifestazione prevista per oggi al Cairo, ed è tornato a chiedere alla giunta militare al potere di destituire tutti i fedelissimi di Mubarak dai posti di responsabilità “altrimenti riprenderemo la nostra lotta”. Il movimento giovanile ha anche chiesto “che venga subito processato il presidente deposto cosi come i suoi familiari e i vecchi gerarchi del regime”.

Secondo i provvedimenti previsti dallo stato di emergenza – ancora in vigore e che si prevede rimarrà tale almeno fino alle elezioni parlamentari- ogni forma di assembramento è proibita. La nuova norma introdotta dalla giunta militare contribuisce a criminalizzare scioperi e proteste. Chi scende in strada e interrompe un’attività lavorativa rischia fino ad un anno di detenzione e una multa da 30.000 (3.500 Euro) a 500.000 (quasi 60.000 Euro) ghinee egiziane. Anche chi organizza o incita la protesta può essere arrestato e sottoposto ad un’ammenda fino a 50.000 ghinee (5.900 Euro)

Intanto Reporters sans frontieres denuncia l’arresto del blogger egiziano Maikel Nabil Sanad, già obiettore di coscienza, portato in carcere dalla polizia militare con l’accusa di aver criticato le forze armate sul suo blog. Maikel Nabil Sanad, 25 anni, è stato arrestato dalla polizia militare nella notte del 28 marzo. Il giorno dopo un tribunale militare ha disposto un periodo di detenzione di 15 giorni per attuare le indagini. Rischia una sentenza di tre anni di carcere con l’accusa di »insulto all’istituzione militare e pubblicaione di notizie false in merito« all’esercito e di »disturbo alla pubblica sicurezza«.

Stando a quanto si legge sui blog egiziani, Sanad è stato arrestato in quanto ha criticato la mancanza di trasparenza nelle forze armate da quando Mubarak se n’è andato. Sanad era già stato arrestato altre due volte e in carcere aveva subito torture. Reporters sans frontieres hanno chiesto alle autorità militari di liberarlo e di rispettare le libertà fondamentali. “Questo arresto solleva domanda in merito alla libertà di espressione in Egitto, che le forze armate hanno detto di voler rispettare” ha aggiunto il segretario generale di Reporters sans frontieres Jean-François Julliard. I militari stanno governando il paese tramite il Consiglio supremo delle forze armate dall’11 febbraio scorso, quando è stato deposto il presidente Hosni Mubarak.

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