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“In Colombia senza giustizia non ci sarà pace”

E’ stata una significativa iniziativa di informazione e di solidarietà internazionalista con i movimenti sociali e politici della Colombia, quella organizzata dalla Rete dei Comunisti  Giovedì 20 Settembre alla Casa della Pace di Roma.

All’incontro introdotto da un intervento della Rete dei Comunisti, erano presenti Francisco Javier Toloza responsabile esteri per il Movimento Marcha Patriotica (MMP) e Dolly  Marcela Lopez dell’associazione Colombianos y Colombianas por la paz, che fanno parte delle delegazioni del Movimento Marcha Patriotica che in questi giorni stanno svolgendo una serie di incontri in Europa con Organizzazioni, Partiti, Sindacati e movimenti sociali. Gli obiettivi di questi incontri sono:

  • Spiegare la situazione Colombiana alla luce del processo di Pace tra FARC-EP e il Governo Santos.
  • Chiamare alla solidarietà internazionalista intorno alla lotta del popolo colombiano che chiede pace ma con giustizia sociale.
  • Denunciare la repressione durissima che nonostante il processo di Pace continua a colpire con ferocia la resistenza popolare alle politiche liberiste del governo colombiano.

Questa iniziativa si inquadra nel più ampio sostegno della Rete dei Comunisti al processo di autodeterminazione, indipendenza  e integrazione regionale che stanno portando avanti i popoli e i Governi di molta parte dell’ America Latina, il cui protagonismo rappresenta  il punto di  scontro più avanzato della lotta anticapitalista.

L’assemblea è stata preceduta da un incontro tra la delegazione del MMP e i compagni della Commissione Internazionale della Rete dei comunisti. Uno scambio di vedute che ha sottolineato l’importanza delle relazioni e della solidarietà internazionalista fra le forze di classe e antimperialiste.

Il rapporto della Rete dei Comunisti con i popoli della Nuestra America è un rapporto storico come quello che ci lega  alla rivoluzione cubana e al Partito comunista di Cuba di cui riconosciamo il contributo fondamentale e strategico. Il contesto politico dell’America Latina oggi è profondamente mutato grazie all’azione dei movimenti sociali e politici che hanno posto al centro della loro azione la giustizia sociale e la redistribuzione della ricchezza, l’autonomia e l’indipendenza nazionale.

Oggi questi movimenti sono al Governo nella Repubblica Bolivariana del Venezuela di Ugo Chavez, nello Stato Plurinazionale di Bolivia di Evo Morales, così come in Ecuador e Nicaragua, e costituiscono un esempio e un punto di riferimento che solo la moribonda e dispersa sinistra eurocentrica non riesce a vedere.

Francisco Toloza dell’MMP, ha ricordato che con la firma del 27 agosto, fra i delegati delle FARC-EP e del Governo Colombiano del Presidente Santos si è avviato un processo  di pace di estrema importanza per il popolo Colombiano, per i suoi movimenti popolari e per l’intera America Latina. Sottolineando la specificità di un contesto, dove dietro la parvenza di una democrazia elettorale, si nasconde l’intreccio di potere tra  borghesia reazionaria, latifondisti, NarcoMafia, gerarchie militari e paramilitari.

Un blocco di potere che gode dello storico appoggio dell’imperialismo USA, che impone un sistema di dominio fatto di privatizzazioni e di svendita della risorse nazionali alle multinazionali.

Il compagno Toloza ha ricordato come il furto delle terre ha generato milioni di profughi all’interno del paese, che dalle campagne si sono spostati nelle periferie delle maggiori città. Sia Toloza che Doly Lopez hanno tenuto a sottolineare come il conflitto in Colombia sia determinato dall’ impressionante ingiustizia sociale e dalla sistematica privazione dei più elementari diritti democratici.

Il Movimiento Marcha Patriotica è nato nell’anno 2010 in commemorazione del bicentenario della prima indipendenza della Colombia e dell’america.latina, riunendo circa  2000 organizzazioni sindacali, contadine, dei diritti civili, le comunità locali di origine indigena e africana, giovanili, di diverso orientamento politico.

Il  Movimento seguendo l’esempio del “Libertador” Simon Bolivar, lotta per una seconda e definitiva indipendenza, e nel suo manifesto politico tra i punti principali reclama la democratizzazione del territorio, la questione delle riforme agraria e urbana, la trasformazione della società, la redistribuzione della ricchezza , sostenendo che non ci può essere pace senza giustizia sociale.  

E’ sulla crescita di questo movimento, sul suo radicamento di massa che si basa la forza del processo di trasformazione e si può costruire l’isolamento e la sconfitta dei militaristi e della destra più reazionaria. E’ un percorso difficile e per nulla scontato. In Colombia la repressione continua,  e non potrebbe essere diversamente, anche sotto il governo Santos, che da ex  Ministro della Difesa del Governo Uribe, è tra i maggiori responsabili della repressione ed il suo governo è in continuità con il processo neo liberista legato all’ALCA, che ha impoverito il paese e lo ha posto sotto il tallone del Plan Colombia.

Sono oltre 3000  i sindacalisti assassinati in Colombia, per spezzare la resistenza sociale. Un sistema di esecuzioni  calibrate sperimentato contro il precedente processo di pace, che vide 5000 dirigenti dell’Unione Patriottica abbattuti dal terrorismo legale ed illegale. A questi numeri impressionanti  bisogna aggiungere  i 9000 prigionieri politici, un quadro generale che mostra la brutalità con cui si esprime il nemico di classe  in Colombia.

Che il processo di pace non  sarà un percorso facile,  ha ribadito il compagno Toloza “ lo abbiamo visto con i golpe in Honduras, in Paraguay, e con i continui tentativi di destabilizzazione in Bolivia e prima ancora in Venezuela”.  

La compagna Doly Lopez dell’associazione Colombianos y Colombiana por la paz, ha ricordato l’ampia composizione sociale del movimento, che è formato da contadini, studenti, forze indigene e ambientaliste, donne, artisti, militanti pacifisti e da tutti i settori che condividono la costruzione di un modello di società alternativa al neo-liberismo.

L’MMP ha sviluppato una piattaforma politica e rivendicativa e forme di organizzazione per rilanciare la lotta anticapitalista e realizzare la necessaria sovranità sociale e popolare in Colombia.

 Con questa iniziativa la  Rete dei Comunisti  ribadisce la piena e militante solidarietà internazionalista ai movimenti sociali e popolari colombiani,  ai paesi dell’ALBA, ai processi rivoluzionari in corso nel Continente Rebelde, che rappresentano il punto più avanzato a livello mondiale nella lotta anticapitalista e antimperialista e nella costruzione del socialismo possibile nel XXI secolo.

 * Commissione Internazionale della Rete dei Comunisti

 

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