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Maduro. “Arrivata la richiesta di asilo di Snowden”

Il Venezuela ha ricevuto una richiesta di asilo da parte di Edward Snowden. Lo ha reso noto lo stesso presidente, Nicolas Maduro. ”Ci è giunta una lettera con la richiesta di asilo”, ha detto alla stampa. Snowden dovrà ”decidere quando volerà qui” in Venezuela, ha aggiunto Maduro.
Durante il fine settimana, il governo venezuelano aveva precisato che attendeva in queste ore una richiesta formale per l’asilo da parte dell’uomo chiave del ‘Datagate’. Venerdì scorso Maduro aveva fatto questo passo nei confronti di Snowden, il quale ha già d’altro lato inviato una lettera al Nicaragua con la stessa richiesta, hanno reso noto domenica i media di Managua. Il terzo paese ad aver offerto l’asilo a Snowden è la Bolivia.
L’arrivo della richiesta non mette naturalmente la parola fine alla vicenda, né raffredda le tensioni tra imperialismo Usa e paesi dell’Alba latino-americana. Il dirottamento dell’aereo presidenziale boliviano, con a bordo Evo Morales, ha chiarito che gli Usa si ritengono al di sopra e al di fuori di ogni convenzione internazionale. Quindi il problema vero è intanto come Snowden riuscirà ad arrivare in Venezuela; secondo, cosa faranno gli Stati Uniti contro il Venezuela dopo che eventualmente Snowden avrà raggiunto il paese liberato da Chavez.

Sull’entità dello strappo Usa alla “legalità internzaionale”, si possono leggere gli ultimi sviluppi della vicenda, peraltro su un giornale insopportabilmente sdraiato sul “sogno americano”, tanto da ignorare di solito  i ricorrenti “incubi americani”: Repubblica. Da cui si capisce come gli Usa abbiano piegati e strutturato seconod i propri interessi strategici l’intera “new economy”, fino al punto di farne un perno della propria strategia militare.

Cavi a fibra ottica e tribunali segreti: così l’America controlla il mondo

Dal 2003 un team di avvocati condiziona le aziende telefoniche

Operazione Upstream, Team Telecom: così i servizi segreti Usa si sono garantiti l’accesso alle fibre ottiche mondiali, anche se le aziende che le gestiscono sono straniere. Tutto ebbe inizio nel 2003, quando per la prima volta uno dei big delle fibre ottiche Usa venne venduto a un gruppo asiatico.

Team Telecom, una task force di avvocati della Homeland Security, del ministero di Giustizia e dell’Fbi, impose che l’acquirente asiatico mantenesse un gruppo di “cittadini americani approvati dal governo” in posizioni di comando per l’accesso alle comunicazioni. L’azienda era Global Crossing, il precedente fece scuola.

Spiega perché la capacità della National Security Agency di spiare le telecomunicazioni non conosce frontiere e non ha avuto intralci dalla globalizzazione. Neppure adesso che la capacità di trasmissione  –  email, dati Internet, video o telefonate  –  è più concentrata in Europa.

In qualsiasi multinazionale delle fibre ottiche che voglia fare business negli Stati Uniti, il top management deve abdicare a una fetta del proprio potere, e lasciare che agisca in seno all’azienda una “struttura parallela” che obbedisce al governo americano.

Lo scoop del Washington Postintegra le rivelazioni fatte da Edwards Snowden sul cyberspionaggio della National Security Agency. Il sistema Prism disvelato da Snowden è quello che consente all’intelligence Usa di sorvegliare email e altri dati attingendo ai grandi operatori Internet come Google, Microsoft, Facebook, Apple, Yahoo e Aol.

Si tratta di una raccolta che avviene, nella terminologia della Nsa, “Downstream” e cioè a valle, dove iflussi di comunicazioni arrivano e vengono smistati.

A questo si affianca un’operazione parallela, anch’essa in vigore da un decennio, che si concentra “Upstream” cioè a monte: quando i flussi delle comunicazioni sono in viaggio, nei cavi a fibre ottiche che traversano i fondali degli oceani.

Col tempo le fibre ottiche hanno soppiantato altre tecnologie di trasmissione, dai cavi di rame ai satelliti. Gli opedoporatori Internet si possono immaginare anche come dei “porti”, mentre le infrastrutture a banda larga sono i canali o rotte di navigazione transoceanica.

Dal settembre 2003, quando il Team Telecom entrò in azione per dettare le sue condizioni alla Global Crossing  –  colosso delle fibre ottiche che venne acquistato da un gruppo di Singapore  –  si è creata una regola. Ogni volta che ungruppo telecom deve chiedere delle licenze per i cavi alla Federal Communications Commission, quest’ultima fa entrare in azione il Team Telecom.

Ogni azienda telecom che voglia avere accesso al mercato Usa deve accettarne le condizioni: avere un Network Operations Center situato sul territorio americano, che possa essere “visitato da funzionari federali con un preavviso di 30 minuti”. Le informazioni che questa task force chiede all’operatore delle fibre ottiche, non possono essere comunicate “neppure al top management dell’azienda”.

Ogni multinazionale delle fibre ottiche  –  se vuole avere a che fare col più grosso mercato del mondo che è quello degli Stati Uniti  –  accetta che al suo interno ci sia una “cellula” separata che risponde agli ordini di Washington e non ai propridirigenti.

“Le telecom  –  conferma alWashington Post una ex-consigliera di Barack Obama, Susan Crawford  –  non hanno autonomia e non possono opporsi alle richieste di dati avanzate dal governo”. Questo è tanto più importante da quando le reti di fibre ottiche più potenti sono diventate quelle europee, Germania in testa: per avere accesso agli Usa devono anch’esse soggiacere a quei diktat.

IlNew York Times descrive inoltre l’enorme potere assunto dal Foreign Intelligence Surveillance Court, il tribunale segreto che autorizza lo spionaggio. Questo organo di “giustizia speciale” in 100 pagine di sentenze ha gettato le fondamenta della vasta operazione di cyberspionaggio rivelata da Snowden.

“Una Corte suprema parallela”, lo definisce il New York Times, per il potere che questo tribunale ha di interferire con i diritti costituzionali.

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1 Commento


  • Mario Michele DOnofrio

    siamo ridotti a riporre la fiducia in Cina e Russia!

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