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Retata contro le tifoserie anti Erdogan, decine di arresti

Nuova operazione repressiva del governo liberal-islamista guidato dal premier Recep Rayyip Erdogan. Questa mattina all’alba le forze dell’ordine hanno dato vita a una maxi retata contro i principali gruppi di ultras delle squadre di calcio del Besiktas, del Fenerbahce e del Galatasaray, i tre club più importanti di Istanbul. La maxioperazione è scattata non solo nella metropoli sul Bosforo ma anche a Smirne, Izmir, Izmit e Mersin. Finora secondo i media turchi sarebbero 72 le persone fermate, e 500 gli agenti di polizia impegnati negli arresti che proseguono in queste ore.

Tra i tifosi finiti in manette Alen Markaryan, storico leader di “Carsi”, il più importante gruppo ultras del Besiktas. Fermato anche Muzaffer Sirin capo degli “Ultraslan” del Galatasaray. La maggior parte degli ultras finiti in cella fanno parte di gruppi di sinistra come “FenerbahChe”, “Carsi”, “Asya Kartallari” e “Ultraslan” tra i protagonisti delle manifestazioni a difesa del Parco Gezi e contro il governo Erdogan partite a fine maggio. Avevano fatto scalpore all’epoca alcune manifestazioni convocate dalle varie tifoserie normalmente opposte l’una all’altra che erano invece scese in piazza con i loro colori contro il governo e la repressione.

Gli arresti arrivano a pochi giorni dall’invasione di campo dei tifosi e agli scontri scoppiati nella fase finale del derby Besiktas-Galatasaray di domenica scorsa, che ha portato alla sospensione del match. Secondo il quotidiano Milliyet ci sarebbe stato il gruppo ultras del Besiktas vicino al governo denominato “Aquile 1453” dietro gli incidenti organizzati proprio per far scattare le rappresaglie politiche del governo. 

Ieri invece, a finire in manette, erano state 8 attiviste appartenenti al Collettivo Universitario delle Donne che avevano protestato davanti alla sede centrale del canale televisivo TRT ad Ankara contro l’avvocato Ömer Tuğrul İnançer. Alcune settimane fa il personaggio, nel corso di un programma sulla televisione pubblica, aveva affermato che “è immorale e antiestetica una donna incinta per strada”. Dopo un’ora di sit in le donne avevano chiesto di poter incontrare i responsabili del palinsesto; al rifiuto della polizia le attiviste hanno cercato di entrare comunque all’interno del cortile dell’edificio e sono state bloccate da una cinquantina di agenti in assetto antisommossa che hanno caricato 8 di loro su uno dei loro autobus e le hanno portate in caserma.

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