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Paese Basco: l’inquisizione spagnola a caccia di maestri di sinistra

La Spagna sembra scivolare, lentamente ma inesorabilmente, verso una deriva autoritaria senza argini. Un giro di vite è in atto a tutti i livelli, dalla nuova legge che indurisce le pene per le mobilitazioni e le proteste sociali, a quella che limita il diritto di sciopero, alle continue operazioni di polizia a base di arresti e chiusure di siti web contro le organizzazioni della sinistra indipendentista basca e non solo.

Come se non bastasse, nei territori dove la destra è più forte, gli ambienti più reazionari stanno lanciando una vera e propria caccia alle streghe contro le opposizioni di sinistra. E’ il caso della Navarra, provincia basca dominata negli ultimi decenni da una costola locale del Partito Popolare spagnolo, quell’Unione del Popolo Navarro ancora più reazionaria della casa madre di Madrid e fortemente legata all’Opus Dei e agli interessi dei palazzinari e della banche.

In questi giorni i giornali controllati dalla destra stanno amplificando soddisfatti la notizia che la Guardia Civil, la polizia militare spagnola, sta indagando su 1652 cittadini navarri con l’obiettivo di verificare il loro collegamento con la sinistra patriottica basca. Una vera e propria schedatura di massa che prende di mira per lo più insegnanti e maestri delle scuole del modello D, quello cioè dove le materie vengono impartite quasi totalmente in euskera, la lingua basca. Quotidiani e siti web della destra reazionaria come Abc, El Mundo, El confidencial e altri ne stanno approfittando per parlare di una infiltrazione di massa dell’Eta nelle scuole basche, associando l’insegnamento dell’euskera alla sinistra indipendentista e quindi all’ETA (organizzazione che peraltro ha abbandonato da alcuni anni la lotta armata). Dopo che il giornale locale “Diario de Navarra” ha diffuso la notizia che la polizia spagnola stava indagando sugli insegnanti delle scuole di basco giornali statali come ‘El Mundo’ hanno titolato sulle prime pagine che “ETA si infiltra nella scuola navarra”. Nel frattempo il deputato dell’Upn a Madrid, Carlos Salvador, ha voluto incontrare il viceministro della Sicurezza per esprimergli il suo stupore di fronte al fatto che “organizzazioni affini al terrorismo vogliano strumentalizzare la scuola”. Poi il quotidiano nostalgico del franchismo, l’ABC, ha informato che secondo la Guardia Civil dei 1652 insegnanti e maestri indagati 441 avrebbero un legame diretto con la sinistra basca, il che equivarrebbe a più del 25% di coloro che insegnano nelle scuole del modello D. Come se non bastasse, il passato dei e delle docenti è stato passato al setaccio, scoprendo che 18 di loro in passato sono stati arrestati: 13 per collaborazione con l’ETA e altri 5 perché legati a varie organizzazioni di massa messe fuori legge come quelle giovanili Jarrai, Haika e Segi. La polizia ha anche informato che 45 insegnanti sono stati candidati in passato nelle liste della sinistra indipendentista. Anche la loro affiliazione sindacale è stata controllata, e da ciò è risultato che 33 in totale sono iscritti al sindacato di classe e indipendentista Lab. Al setaccio anche la vita sociale e familiare degli insegnanti baschi della Navarra: 19 di loro hanno qualche familiare in carcere per motivi politici mentre 14 si recano abitualmente in qualche carcere a visitare prigionieri politici.

Invece di denunciare lo spionaggio di massa al quale vengono sottoposti i dipendenti pubblici – o in alcuni casi di cooperative – con la formazione di una vera e propria lista nera, comportamento tipico di un regime autoritario e dittatoriale, i media hanno montato il caso dell’infiltrazione ‘terroristica’ nella scuola della provincia meridionale basca. Un chiaro tentativo, è evidente, non solo di attaccare politicamente la sinistra patriottica, ma soprattutto di criminalizzare la lingua e la cultura basca che, soprattutto in Navarra, hanno vissuto una rinascita solo negli ultimi anni dopo le persecuzioni dell’epoca franchista.

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