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Colombia: presto liberi i capi degli squadroni della morte

Sono stati condannati e si sono dichiarati colpevoli di crimini atroci, ma torneranno presto in libertà: si tratta di molti ex capi degli ‘squadroni della morte’ paramilitari di ultradestra, utilizzati per decenni dal governo e dall’oligarchia di Bogotà contro la dissidenza politica, i sindacati e chiunque alzasse la testa contro la dittatura. Responsabili di migliaia di rapimenti, torture, omicidi politici. 

Dopo soli otto anni di carcere, pena massima fissata dalla legislazione colombiana realizzata ad hoc per permettere il disarmo – leggasi riciclaggio – delle famigerate Autodifese unite della Colombia (Auc) fra il 2003 e il 2006, molti ex comandanti dei paramilitari colombiani di estrema destra nei prossimi giorni lasceranno le loro celle. Le milizie mercenarie, create negli anni ’80 dall’oligarchia (con il sostegno di Washington) per difendere gli interessi di latifondisti e imprenditori contro la guerriglia e i contadini, beneficeranno delle scadenze fissate dalla legge 975 del 2005, approvata durante il governo di Álvaro Uribe (2002-2010).

Fra quelli che lasceranno a breve il carcere figurano criminali del calibro di Freddy Rendón, ex capo del Bloque Élmer Cárdenas, attivo fra il 1995 e il 2006 nella regione nordoccidentale dell’Urabá (noroeste), e Ramón Isaza, già capo del Bloque Autodefensas Campesinas del Magdalena Medio, attivo dal 1992 al 2006. Solo al gruppo di Rendón, fratello di Daniel Rendón, alias ‘Don Mario’ – un narcotrafficante estradato negli Stati Uniti – si attribuiscono almeno 18 massacri di civili, con centinaia di morti in totale.
Degli oltre 32.000 paramilitari smobilitati grazie al cosiddetto “processo di pace” voluto dal governo dell’ultrà Uribe, comunque almeno 28.000 non sono finiti in prigione. Dei circa 4000 rimanenti, solo 1700 hanno accettato di confessare i propri crimini per beneficiare degli sconti di pena aderendo alla ‘Ley de Justicia y Paz’. La loro imminente liberazione, secondo la Commissione colombiana dei giuristi, è motivo di grande apprensione per molte delle loro vittime sopravvissute alle stragi.

La liberazione dei criminali avverrà proprio in concomitanza con la riapertura a Cuba dei colloqui di pace tra il governo e la guerriglia di sinistra delle Farc, dedicati questa volta alle vittime del conflitto. Una vera e propria provocazione. 

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