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Uccisi due arabi, i palestinesi di Israele rispondono con lo sciopero generale

Tutti i maggiori centri palestinesi di Israele sono paralizzati quest’oggi da uno sciopero generale proclamato dalla leadership nazionale della minoranza araba in segno di protesta per l’uccisione  di due beduini durante operazioni della polizia nella località di Rahat, nel Negev.
L’ex deputato della Knesset, Taleb al-Sana, presidente di una confederazione di gruppi che rappresenta buona parte del milione e settecentomila palestinesi con passaporto israeliano ha detto che tutte le scuole e i negozi resteranno chiusi dalla Galilea nel Nord fino al deserto del Negev nel Sud. “Lo sciopero generale vuole mandare un forte messaggio dall’intera comunità araba (…) per protestare con forza contro l’assassinio di due cittadini dello stato di Israele il cui unico crimine era quello di essere arabi”, ha dichiarato Sana, lui stesso un beduino, alla radio israeliana.

A Nazareth (Galilea), a Um el-Fahem e nella stessa Rahat sono oggi chiusi tutti gli uffici pubblici, le scuole, le banche e i negozi. Di prima mattina, le strade apparivano totalmente deserte mentre nel corso della giornata sono previsti cortei di protesta e raduni.
Gli scontri di Rahat sono iniziati mercoledì scorso con la morte del giovane Sami al-Jaher, ucciso dal fuoco degli agenti israeliani che hanno giustificato l’omicidio affermando di essersi dovuti difendere nel corso di “una operazione anti-droga”. I suoi funerali, due giorni fa, sono però stati seguiti da forti proteste durante le quali un altro beduino di Rahat, Sami al-Ziadneh, é morto a causa dei gas lacrimogeni sparati dalle forze di sicurezza di Tel Aviv. La scorsa notte, dopo i funerali di al-Ziadneh, la stazione di polizia di Rahat, dove la popolazione è nelle strade da domenica, é stata attaccata da numerosi dimostranti al grido di “governo israeliano, governo terrorista”. La polizia ha risposto arrestando decine di manifestanti molti dei quali sono rimasti feriti o intossicati.
Gli scontri avvengono a due mesi dalle elezioni politiche in cui i principali partiti nazionalisti e di sinistra palestinesi potrebbero presentarsi con una lista unica per raccogliere alla Knesset (il parlamento) almeno un decimo dei 120 seggi in palio.

Intanto l’esercito israeliano ha alzato il livello di allerta lungo il confine con il Libano e la Siria “per il timore di ritorsioni” dopo che domenica un bombardamento dei suoi elicotteri ha causato la morte di sei militanti di Hezbollah, di un generale iraniano e di altri cinque Pasdaran di Teheran. Il livello è stato innalzato questa notte e Israele avrebbe posizionato una batteria di difesa missilistica Iron Dome vicino il confine con il Libano. E’ previsto che Netanyahu convochi per oggi il gabinetto di sicurezza.

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