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Gli internazionalisti baschi: “processi popolari” contro Madrid

Il processo contro i membri dell’organizzazione internazionalista Askapena (Liberazione) – di cui la magistratura spagnola chiede la chiusura insieme ad altre realtà della solidarietà tra i popoli – Walter Wendelin, Gabi Basañez, David Soto, Aritz Ganboa e Unai Vázquez -inizierà il prossimo 19 ottobre presso l’Audiencia Nacional di Madrid ed è previsto che duri fino al 2 novembre.
Per i 5 militanti della storica organizzazione l’accusa chiede condanne di 6 anni di carcere in conseguenza della loro presunta relazione con l’ETA. Come detto oltre al perseguimento giudiziario di cinque noti attivisti politici la magistratura chiede la messa fuori legge e quindi la dissoluzione non solo del movimento internazionalista Askapena, ma anche dell’associazione “Askapeña” dedita all’organizzazione di attività popolari politicamente orientate all’interno della Festa Grande di Bilbao, oltre che di due collettivi che si occupano di solidarietà internazionale – Herriak Aske – e del commercio equo e solidale – Elkar Truke.

Dopo aver già realizzato nei mesi scorsi, dopo l’arresto, numerose iniziative di protesta contro la persecuzione giudiziaria dettata da motivazioni esclusivamente politiche, gli imputati hanno dato vita nei giorni scorsi ad una conferenza stampa, nel corso della quale è stata presentata la piattaforma “Herriak Libre / Popoli Liberi”, formata da esponenti politici, intellettuali, artisti, giornalisti e semplici cittadini, per dare “una risposta ferma, come popolo, a questo processo”. 
Come è stato sottolineato durante la conferenza stampa, “lo Stato spagnolo non è nella posizione di poter giudicare nessuno” ed anzi è proprio “colui che deve essere giudicato per la sua pratiche imperialiste nei confronti dei popoli.”
Il nuovo coordinamento ha fatto appello alla Euskal Herria «ribelle», «disobbediente» ed alle organizzazioni «solidarie di altre città» e paesi dell’Europa e del mondo affinché vengano realizzati prima del processo, in particolare nel corso del mese di settembre, dei «processi popolari» contro lo Stato imperialista spagnolo che mettano in evidenza le responsabilità di Madrid nella violazione dei diritti umani e civili, nelle intromissioni destabilizzanti ai danni di governi e movimenti progressisti, nelle guerre e nei conflitti alimentati per favorire gli interessi della Spagna e delle grandi imprese e multinazionali spagnole.
«Realizziamo un appello affinché durante l’estate ci si organizzi nei quartieri e nelle città in maniera che a settembre ci si possa riprenderemo le strade, riempire le piazze e giudicare lo Stato Spagnolo», hanno dichiarato gli imputati e alcuni attivisti a nome del resto del coordinamento di solidarietà.
Una volta realizzati i vari “processi popolari” sia in Euskal Herria, sia a livello internazionale – iniziative politiche di carattere pubblico e altamente simbolico miranti a delegittimare la persecuzione di Madrid nei confronti del movimento di liberazione basco – le ‘sentenze’ verranno raccolte e il prossimo 12 ottobre «emetteremo la sentenza popolare contro il Regno di Spagna» hanno annunciato i promotori dell’iniziativa.

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