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Usa, nel 2015 la polizia ha ucciso 601 persone

Dall’inizio dell’anno ad oggi la polizia degli Stati Uniti ha ucciso 601 persone, 24 delle quali erano afroamericani disarmati. Almeno questi sono i dati pubblicati nei giorni scorsi dal Washington Post che evidenzia come negli ultimi 30 giorni i morti per mano dei diversi corpi di sicurezza statunitensi siano stati almeno 85.
I dati si basano sulle notizie riportate dai giornali nazionali e locali, sui registri pubblici, sulle banche dati online e sui rapporti originali della polizia. Dallo scorso anno sono state diverse le proteste esplose per via della violenza della polizia perpetrata ai danni della comunità afroamericana, soprattutto in seguito ad incidenti che hanno poi portato alla morte di Eric Garner a Staten Island e Michael Brown a Ferguson.
L’ultimo caso si è verificato sabato scorso, esattamente il giorno prima dell’anniversario di Brown, quando il 19enne Christian Taylor, giocatore di football americano all’Angelo State University di San Angelo, è stato ucciso ad Arlington, in Texas, dall’agente Brad Miller, 49 anni, poi licenziato per aver agito in modo improprio.
All’inizio dello scorso giugno, il Guardian ha condotto una ricerca circa gli omicidi commessi dalla polizia statunitense. Secondo i dati riportati dal quotidiano britannico delle 547 persone uccise dalle forze dell’ordine dall’inizio dell’anno fino alla fine di giugno, 119 erano disarmate. Il 31,6% erano afroamericani mentre i bianchi erano il 16,5%.

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