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Stop alle sanzioni, sbloccate il grano e i fertilizzanti. L’Africa entra in ballo nella guerra in Ucraina.

Venerdi, nel corso di un incontro con il presidente russo Putin, il presidente di turno dell’Unione Africana (UA) e presidente del Senegal, Macky Sall, ha esortato a rimuovere le restrizioni che impediscono l’esportazione di grano e fertilizzanti russi.

“Sono venuto a trovarvi per chiedervi di essere consapevoli che i nostri Paesi sono vittime di questa crisi a livello economico”, ha detto all’inizio dell’incontro. L’ONU teme “un uragano di carestie”, soprattutto nei Paesi africani che importano più della metà del loro grano dall’Ucraina o dalla Russia, soprattutto perché nessuna nave può più lasciare l’Ucraina a causa del conflitto.

Nel corso dell’incontro a Sochi, il leader africano ha denunciato come le sanzioni contro la Russia hanno interrotto l’accesso dei paesi africani “al grano, in particolare al grano russo e, soprattutto, ai fertilizzanti”. “Ci sono due problemi principali: la crisi alimentare e le sanzioni. Dobbiamo lavorare per risolvere questi due problemi e quindi eliminare le sanzioni sui prodotti alimentari, in particolare cereali e fertilizzanti”, ha affermato Sall. Poco dopo l’incontro, il leader senegalese ha twittato: “Il presidente Putin ci ha espresso la sua disponibilità a facilitare l’esportazione del grano ucraino. La Russia è pronta a garantire l’esportazione del suo grano e dei suoi fertilizzanti”. “Chiedo a tutti i partner di revocare le sanzioni su grano e fertilizzanti”, ha aggiunto.

Il presidente dell’Unione Africana aveva annunciato questo viaggio in Russia “per contribuire alla tregua della guerra in Ucraina” e “allo sblocco delle scorte di cereali e fertilizzanti il cui blocco colpisce in particolare i Paesi africani”. L’attuale presidente dell’Unione Africana e il presidente della Commissione dell’organizzazione panafricana hanno ricevuto un chiaro mandato dall’Unione Africana: rendere possibile all’Ucraina e alla Russia l’esportazione di cereali e fertilizzanti di cui il mondo ha bisogno.

Il Senegal, in sede Onu, si è astenuto dal primo voto sulla risoluzione delle Nazioni Unite che condannava la Russia, Macky Sall sta agendo come mediatore. Al momento non è prevista una tappa successiva a Kiev dopo quella in Russia.

Più della la metà dei paesi africani si è astenuta o non ha votato alle due risoluzioni dell’Onu del 2 e del 24 marzo contro la Russia sulla guerra in Ucraina

Molti Paesi africani dipendono infatti dai fertilizzanti prodotti in Russia, Ucraina e Bielorussia.

Il Senegal, in particolare, importa il 57% del suo grano dalla Russia e dall’Ucraina. Il Pil del paese, a causa della guerra, potrebbe ridursi del 3%.

L’effetto delle sanzioni alla Russia, la guerra e l’aumento dei prezzi del gas hanno reso il prezzo dei fertilizzanti azotati inaccessibile per gli agricoltori africani.

 

 

 

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1 Commento


  • Giovanni

    Bell’ esempio diplomatico in chiave – Onu…. il “fronte – Nato”, invece, continua a procedere in autistica direzione para- bellica….

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