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La Cina stringe le manovre militari e il cappio economico intorno a Taiwan

Durante le manovre militari in corso a ridosso di Taiwan le forze armate cinesi hanno lanciato diversi missili balistici Dongfeng nelle acque attorno all’isola. Si tratta della prima giornata di esercitazioni a fuoco vivo annunciate da Pechino in risposta alla visita a Taipei della presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi. I proiettili sono caduti al largo delle coste nord-orientali e sud-occidentali dell’isola. Diversi aerei e navi militari cinesi hanno oltrepassato la linea mediana dello Stretto di Taiwan già dalla scorsa notte, con incursioni brevi ma frequenti.

La Cina ha esteso l’esercitazione militare in corso nello Stretto di Taiwan ad una settima zona attorno all’isola, al largo della costa orientale. Inoltre le manovre in tale area proseguiranno per un giorno in più, ovvero fino all’8 agosto. Nelle sei zone già indicate da Pechino, le esercitazioni andranno avanti da oggi fino al 7 agosto.

Il ministero della Difesa di Taiwan ha inoltre annunciato stamattina che velivoli non identificati – probabilmente droni – hanno sorvolato nella notte l’area di Kinmen, un piccolo arcipelago controllato da Taiwan. Secondo il ministero, le forze di difesa taiwanesi hanno lanciato bengala per respingere i velivoli.

Gli Stati Uniti hanno mobilitato il gruppo d’attacco (Carrier Strike Group – Csg) della portaerei Uss Ronald Reagan, che ha fatto rotta a nord lungo il Mar Cinese Meridionale, e ora risulta che l’unità con la sua scorta abbia preso posizione circa 600 chilometri a est di Taiwan, e a 300 a sud dell’isola nipponica di Okinawa, dove è situata la base aerea di Kadena. Anche il dispositivo di sorveglianza aerea statunitense si è mobilitato, attivando gli assetti Awacs.

La presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, ha lasciato ieri l’isola di Taiwan dopo una visita durata meno di 24 ore, destinata tuttavia a segnare in maniera significativa il futuro delle relazioni tra Usa e Cina e, forse, a modificare lo scenario regionale. La Pelosi ha spiegato di esser giunta sull’isola per “chiarire in maniera inequivocabile” che gli Stati Uniti non abbandoneranno l’impegno nei confronti di Taiwan. Alle sue dichiarazioni ha fatto eco il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, affermando che “la determinazione degli Stati Uniti a preservare la democrazia a Taiwan e in tutto il mondo resta ferrea”.

La tensione nell’area resta altissima. Le manovre militari cinesi non si erano mai spinte così in profondità nello Stretto, nemmeno in occasione della crisi a cavallo tra il 1995 e il 1996.

Ma la risposta cinese alla deliberata e inutile provocazione statunitense potrebbe non limitarsi a questo. Il ministero del Commercio cinese ha sospeso le esportazioni verso l’isola di sabbia naturale, usata per le costruzioni e per il cemento ma soprattutto per la produzione di semiconduttori di cui Taiwan è una dei leader mondiali. La Tsmc di Taiwan, è la maggior fornitrice di componenti di Apple. La multinazionale statunitense prevede di far produrre al colosso di Taipei nei prossimi anni anche i nuovi chip a 2 nanometri per i suoi Iphone. La Tsmc è la leader indiscussa sul mercato dei semiconduttori, gli ultimi dati indicano che ne realizza il 53% di quelli globali. Nel secondo semestre 2022 l’azienda ha registrato numeri record: un fatturato di 18,16 miliardi di dollari, con un aumento del 43,5% su base annua e un utile netto in crescita del 76,4% su base annua, superiore alle stime.

La Cina inoltre è il primo importatore di prodotti agricoli e alimentari di Taiwan e le autorità di Pechino hanno anche fermato l’importazione di frutta. Oltre il 40% delle merci esportate da Taiwan sono dirette nella vicina Repubblica popolare cinese.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha definito la visita a Taipei “una farsa totale”. “Queste azioni perverse non altereranno il consenso internazionale sul principio della Cina unica, né la tendenza storica che porterà Taiwan a tornare alla madre patria”. La portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, ha ammesso in conferenza stampa che quella scorsa è stata “una notte insonne” per molti, ma ha promesso che gli Stati Uniti e Taiwan “avvertiranno gradualmente ma persistentemente le contromisure”. “Abbiamo chiarito che faremo tutto il necessario per difendere fermamente la sovranità e l’integrità della Cina. Faremo quel che abbiamo detto. Per favore, abbiate pazienza”, ha quindi aggiunto.

 

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