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Falchi come colombe. “Prima vediamo la controffensiva…poi si negozia”

Prima scorra ancora il sangue tra Russia e Ucraina poi si vede se trattare o meno. Sembra di sentire i deliri dei governi nella Prima Guerra Mondiale, durata molto più di quanto preventivato e con milioni di morti, feriti, mutilati nelle trincee di tutta Europa, ma siamo nel XXI° Secolo.

Secondo il Wall Street Journal (vedi l’articolo in altra parte del giornale) alcuni funzionari statunitensi ed europei hanno affermato di ritenere che l’offensiva di primavera pianificata dall’Ucraina potrebbe aprire la strada ai negoziati tra Kiev e Mosca entro la fine dell’anno e che la Cina potrebbe aiutare a portare la Russia al tavolo.

Il giornale statunitense interpreta questo atteggiamento come un “cambiamento nel pensiero occidentale” per la seria preoccupazione dei paesi occidentali di non essere in grado di mantenere il livello necessario di aiuti militari al regime di Kiev in futuro. Detto questo, alcuni stati occidentali vogliono vedere se la Cina è in grado di disinnescare il conflitto, il che indica anche un cambiamento nel modo in cui l’Occidente vede il ruolo di Pechino.

Il 23 aprile, il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale ucraino Alexey Danilov avevano respinto le richieste di dialogo sulla risoluzione del conflitto con la Russia tornando a chiedere più armi dall’Occidente. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che Mosca ha sempre sostenuto lo svolgimento di negoziati, ma il dialogo sulla situazione intorno all’Ucraina è possibile solo se si tiene conto degli interessi e delle preoccupazioni legittime della Russia.

Secondo il Wall Street Journal i principali rappresentanti del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti sostengono l’idea di avviare i negoziati tra Kiev e Mosca. Ma il Dipartimento di Stato americano e la CIA sono scettici sull’idea e vorrebbero vedere prima il risultato della potenziale controffensiva ucraina prima di intraprendere qualsiasi azione diplomatica.

L’ipotesi di trattative entro l’anno è stata avanzata anche dall’anzianissimo ma autorevole Herry Kissinger in una intervista alla Cbs news. “Ora che la Cina ha assunto un ruolo negoziale, (la situazione) giungerà al culmine. Penso che entro la fine dell’anno discuteremo di negoziare processi, e avremo anche negoziati reali”. Nel corso dell’intervista, Kissinger ha dichiarato che sarebbe pronto a interloquire personalmente col presidente russo Vladimir Putin, nel caso gli giungesse una richiesta in tal senso da parte dell’amministrazione presidenziale Usa.

Già lo scorso anno Kissinger aveva sollecitato a cercare una soluzione negoziale al conflitto in Ucraina, avvertendo che difficilmente tale soluzione potrà passare per una completa restituzione dei territori attualmente occupati dalle forze russe.

Ma per gli Stati Uniti  e i falchi occidentali le possibili trattative passano dunque attraverso una nuova carneficina sul terreno militare in Ucraina.

Varrebbe la pena ricordare a tanti guerrafondai da quattro soldi quanti morti costò la Friedensturm tedesca sulla Marna nella Prima Guerra Mondiale. Il significato della parola era proprio “offensiva per la pace” ossia battere il nemico e solo dopo andare a trattative. Ma potremmo anche parlare della Strafexpedition (concepita come offensiva punitiva) degli austriaci sugli altopiani contesi con l’Italia. I fatti ci ricordano poi come è andata a finire. Quando i falchi si travestono da colombe occorre tremare.

Noi sosteniamo una logica del tutto contrapposta. Con l’appello Fermare le guerra, imporre la pace, diciamo invece cessate il fuoco subito e avviate i negoziati adesso, prima di ulteriori mesi di questo mattatoio e di una probabile escalation. Le proposte negoziali sul campo (Cina e Vaticano) offrono una cornice possibile per fermare il conflitto senza attendere una nuova carneficina.

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1 Commento


  • Mario

    Articolo condivisibile in pieno.
    L’idea di poter prevedere qualcosa di pericoloso e caotico come la guerra, idea che i “geni” della nato perseguono, ricorda nemmeno alla lontana il raccapricciante “ho bisogno solo di alcune migliaia di morti per sedermi al tavolo della pace”.
    Sappiamo tutti come andò a finire.
    Stavolta però i morti sono degli altri e possediamo arsenali in grado di spazzare il genere umano.
    A me non verrebbe mai in mano di accendere un fiammifero seduto sul bordo di un serbatoio in una raffineria.

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