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Addio, Linke! La sinistra tedesca si suicida al Bundesrat

Nel suo tentativo di diventare un partito “normale”, “accettabile”, Die Linke si è unito ai guerrafondai centristi radicali nella loro follia del riarmo.

Quella appena trascorsa è stata una settimana da libri di storia. Il parlamento tedesco ha modificato il freno costituzionale al debito per consentire spese militari illimitate, indipendentemente da quanto profondamente porteranno il bilancio federale in rosso. Nel frattempo, nessuna di questa generosità fiscale sarà destinata a investimenti in ospedali, istruzione, vigili del fuoco, asili nido, pensioni, tecnologie verdi, ecc.

In breve, quando si tratta di finanziare la vita, l’austerità resta sancita nella costituzione tedesca. Solo gli investimenti nella morte sono stati liberati dalla morsa costituzionale dell’austerità.

La ragione di fondo per questo cambiamento sconvolgente alla costituzione tedesca è semplice: i produttori di automobili tedeschi sono ormai troppo poco competitivi. Non riescono più a vendere con profitto le loro auto né in Germania né all’estero. Così, chiedono che lo Stato tedesco acquisti i carri armati che Rheinmetall produrrà sulle linee di assemblaggio inutilizzate della Volkswagen.

Per far sì che lo Stato paghi, era necessario aggirare il freno costituzionale al deficit. Sempre desiderosi di servire i loro padroni del Big Business, i partiti dei governi centristi permanenti si sono mobilitati per introdurre questo cinico cambiamento costituzionale, che annulla l’impegno della Germania del dopoguerra per la pace e il disarmo.

Per modificare la costituzione, i partiti centristi avevano bisogno di una maggioranza di due terzi in entrambe le camere del parlamento federale tedesco: il Bundestag (camera bassa) e il Bundesrat (camera alta), dove ogni stato federato è rappresentato in base alla sua dimensione e alla coalizione di governo statale. Sebbene i partiti centristi abbiano assicurato la loro maggioranza di due terzi nel Bundestag uscente, si sono trovati di fronte a un problema serio nel Bundesrat.

Die Linke, il “partito di sinistra”, che avevamo recentemente lodato per il buon risultato elettorale, aveva la possibilità di far sì che i governi statali di cui faceva parte (come parte di una coalizione locale) si astenessero nel voto del Bundesrat. Questo avrebbe bloccato l’emendamento costituzionale e inflitto un colpo mortale al ritorno insidioso del keynesismo militare.

Purtroppo, la leadership di Die Linke ha scelto di non usare il proprio potere, il proprio voto nel Bundesrat, per farlo. In breve, si sono uniti ai guerrafondai centristi radicali in questa pericolosa e costosissima follia del riarmo.

Gli elettori di Die Linke sono, giustamente, furiosi, e alcuni invocano persino la rottura delle coalizioni statali di cui il partito fa parte e l’espulsione dei funzionari coinvolti. Già il fallimento di Die Linke nel sollevarsi contro il genocidio in Palestina, e il successivo trattamento totalitario riservato dallo Stato tedesco a chi protesta contro quel genocidio, aveva compromesso la reputazione del partito agli occhi dei progressisti non solo in Germania, ma anche oltre confine.

Nulla distrugge l’integrità etica di un partito di sinistra più rapidamente di una leadership troppo desiderosa di essere “accettata” da un centro radicalizzato che si muove costantemente verso l’estrema destra xenofoba e guerrafondaia.

Era già abbastanza grave che i leader di Die Linke sentissero il bisogno di chiudere un occhio sul progetto genocida e di apartheid di Israele. Ora, questa settimana, hanno compiuto il passo successivo verso l’oblio politico: hanno usato i loro voti nel Bundesrat per sancire, per la prima volta dal 1945, il keynesismo militare nella costituzione tedesca.

Buonanotte, Die Linke. E buona fortuna.

 * con il titolo “Addio, Linke!” questo articolo è stato tradotto e pubblicato da Ideesottosopra.org

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

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8 Commenti


  • Luigi Cadelli

    Già nel 1933 fu risolta la crisi economica nello stesso modo. Il riarmo garantiva benessere s tutti i ceti del popolo della Volkswagen. Quelli che si opposero e furono mandati nei campi di concentramento. il debito dello stato si quadruplicò in pochi anni. sappiamo com’è è andata a finire. Certi politici
    non impareranno mai. E soprattutto non pagheranno mai.


  • Robespierre

    che brivido,da compagni a utili idioti. del nemico di classe


  • Sergio Binazzi

    è proprio così caro Yannis, tutte le sinistre in Europa e penso nel mondo intero che hanno voluto assoggettarsi al pensiero unico dominante euro atlantista hanno fatto la stessa fine, così fu in Grecia come fu così in italia con il scioglimento del pci. una volta si diceva che quando ci si trova d’accordo con un avversario di classe significa che qualcuno si sta sbagliando, e questo lo hanno fatto persone che godevano anche della mia stima, ma che da lustri ho preso le debite distanze. sono dei rinnegati, ed è una brutta bestia.


  • guido piccoli

    Pare che sia una FAKE NEWS…. Una mia amica e compagna mi scrive dalla Germania: “Sono Fake news, primo die Linke ha votato contro , secondo la votazione e ‘ avvenuta ancora con il vecchio governo ed è passata con il sostegno dei Verdi.


    • Redazione Contropiano

      sono stati due voti diversi, tra Bundestag e Bundesrat…


  • Ta

    Perbacco, che cos’ è che non ha funzionato? Eppure ci hanno la leader giovane che sa usare i social….
    Sono davvero perplesso… anzi, no!


  • Leonardo

    L’unica cosa davvero sorprendente è che ci siano cascati in tanti a dar credito alla Linke, così simile, al netto delle specificità nazionali, all’italica ‘Sinistra arcobaleno’ ormai estintasi e che ha goduto di una sospettissima popolarità mediatica nel paio di mesi precedenti le elezioni: quanto bastato per far fuori (al netto degli errori commessi) il BSW. Missione compiuta.

    Solo una precisazione mi sento di fare all’intervento di Varufakis: anche ammesso che Linke avesse convinto ad astenersi (al Bundesrat l’astensione equivale a voto contrario) i 5 rappresentanti dei due Lander in cui è al governo, il quorum di 46 su 69 sarebbe stato comunque raggiunto. Ciononostante Die Linke non ha ritenuto di dover dare neanche questo segnale (almeno al Budestag avevano votato no …). ‘Affidabili’ anche se ininfluenti.


  • WH

    Yannis Varoufakis doveva fare i conti piu attentamente: Non sarebbe stato sufficiente che “i governi statali di cui [die Linke] faceva parte (come parte di una coalizione locale) si astenessero nel voto del Bundesrat” per bloccare l’emendamento costituzionale!!

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