Il Libano continua a subire bombardamenti quotidiani da parte di Israele, con un cessate il fuoco che non è mai davvero entrato in vigore, almeno per ciò che riguarda Tel Aviv. Michael Herzog, ambasciatore israeliano negli Stati Uniti fino al gennaio scorso, ha rivelato che questo stillicidio armato ha ricevuto il via libera da Biden, ai tempi, e sta continuando anche ora sotto Trump.
Oggi gli attacchi sionisti si stanno intensificando, per mettere la parola fine sull’esperienza di Hezbollah, ma ciò ha portato anche ad effetti contrastanti. Da Beirut, il presidente Aoun si trova di fronte al bivio per cui ha promesso di eliminare le capacità militari del gruppo sciita, ma deve anche saper dimostrare alla sua popolazione di poter difendere il paese dall’aggressione israeliana.
Per questo, Hezbollah ha invocato l’unità delle forze contro il terrorismo sionista. Ma le rivelazioni di Herzog mostrano come la strategia israeliana sia stata avallata da Washington, che non potendo fornire al Libano le armi per chiudere la questione con Hezbollah poiché queste potrebbe essere usate anche contro Tel Aviv, ha lasciato a quest’ultima carta bianca sulla violazione del cessate il fuoco.
L’ex ambasciatore, in un discorso tenuto il 7 novembre a un evento del Washington Institute for Near East Policy (WINEP), un think tank filo-israeliano con sede a Washington, ha affermato che c’erano una sorta di accordi collaterali con Israele, approvati dall’amministrazione Biden per raggiungere un cessate il fuoco di facciata.
Infatti, Herzog ha dichiarato di aver contribuito personalmente affinché il via libera all’accordo fosse accompagnato, nell’interpretazione statunitense degli obblighi israeliani, dalla “libertà di azione contro le minacce” quando altre parti “non vogliono o non sono in grado” di contenerle. Cioè dalla libertà di colpire il Libano ogni volta che fosse ritenuto necessario.
Washington, che era garante della tregua, ha perciò chiuso gli occhi di fronte alle continue violazioni, che ad oggi sono costate la vita a oltre 300 civili. E bisogna anche riconoscere che i sionisti non hanno mai nememno cercato di nascondere i propri crimini e gli obiettivi con cui venivano commessi.
“Se l’esercito libanese non disarma Hezbollah e non rispetta le richieste del cessate il fuoco, Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, attaccherà obiettivi di Hezbollah in tutto il Libano, compresa Beirut“, ha dichiarato la settimana appena passata un funzionario israeliano al canale israeliano Channel 12. Egli ha pure detto, senza ritegno, che le violazioni del cessate il fuoco sono “solo un’anteprima di ciò che accadrà“.
Ciò solleva anche dubbi sul fatto che un accordo del genere sia stato fatto anche per ciò che riguarda la tregua a Gaza, con Israele che ha continuato a colpire nella Striscia uccidendo centinaia di palestinesi. Ma questa ipotesi potrebbe riguardare anche la Siria, mentre oggi l’ex qaedista al Shaara è in visita alla Casa Bianca.
Herzog ha dichiarato all’incontro del WINEP che Israele “vorrebbe applicare” un accordo collaterale simile anche a qualsiasi intesa con Damasco. “È importante che gli israeliani sappiano di poter mantenere la libertà d’azione“, ha affermato l’ex ambasciatore, che si traduce in libertà di bombardare chiunque nella regione rimanendo impuniti. Israele si conferma, dunque, il principale fattore di destabilizzazione del Vicino Oriente.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
