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Il genocidio dei palestinesi si è fermato solo sui mass media

Sbaglia grossolanamente chi pensa che il genocidio contro il popolo palestinese si sia interrotto con il Piano Trump su Gaza. Nonostante lo sforzo dei mass media occidentali di veicolare questo scenario, la realtà sul campo – a Gaza come in Cisgiordania – racconta cose ben diverse.

Il corrispondente di Al-Jazeera da Gaza riferisce che questa mattina gli aerei da guerra israeliani hanno lanciato 3 raid a nord-est della città di Beit Lahia all’interno delle aree della linea gialla nella Striscia di Gaza.

Secondo quanto riporta Maha Husseini su Middle East Eye, le forze armate israeliane hanno ucciso almeno 242 palestinesi dall’entrata in vigore della tregua l’11 ottobre, inclusi decine di bambini.

Gli attacchi israeliani hanno colpito il centro e l’est della Striscia di Gaza, mentre il blocco dei rifornimenti alimentari e sanitari rimane pressoché totale: a Gaza entrano solo 150 camion di aiuti al giorno, ossia un quarto di quelli previsti, e mancano cibo, medicinali e carburante.

La popolazione è sottoposta anche ad una martellante e ossessiva guerra psicologica. I droni israeliani continuano a sorvolare i quartieri trasmettendo messaggi intimidatori e suoni distorti, ordinando ai civili di “consegnare i corpi” dei prigionieri israeliani. «Sembrano volerci ricordare che possono colpirci in ogni momento», spiega Anas Moeen a Middle East Eye, un palestinese di Gaza City.

I carri armati israeliani restano all’interno del territorio palestinese, e le sparatorie si susseguono con intensità crescente: «A volte — racconta Moeen — un soldato tiene il dito sul grilletto per quindici minuti di fila».

Per i palestinesi, dunque, la tregua esiste solo sulla carta. Il rumore delle esplosioni, la fame e la paura continuano a scandire la quotidianità di una popolazione stremata da due anni di guerra e da un assedio che non si è mai interrotto.

Manar Jendiya, originaria di Gaza City, ha perso il marito durante una delle “stragi della farina” e la sorella due settimane fa, in un bombardamento successivo alla tregua. Ora vive con i figli in una scuola di fortuna: “Il genocidio si è fermato solo nei media — per noi continua ogni giorno”.

In Cisgiordania anche martedì sera, si è assistito ad una serie di attacchi e incursioni effettuati da coloni e soldati israeliani, che hanno colpito in diverse aree provocando feriti, arresti e ingenti danni materiali, mentre i coloni continuano a prendere d’assalto la moschea di Al-Aqsa. Un video mostra l’assalto e l’incendio di un camion per il trasporto di latte palestinese da parte di un gruppo di coloni.

Le forze di occupazione israeliane, accompagnate da un bulldozer, hanno preso d’assalto la città di Silwan (a sud di Gerusalemme) per effettuare delle demolizioni di case palestinesi.

L’esercito israeliano ha aperto il fuoco all’interno del campo di Tulkarem, le forze di occupazione hanno continuato a prendere d’assalto le città di Al-Sila Al-Harithiya e di Al Yamun, a ovest di Jenin. I militari israeliani hanno trasformato due case nella città di Ya’bad, a sud-ovest di Jenin, in due caserme militari, dopo aver costretto i loro residenti a evacuarle con la forza, portando a 7 il numero di case sequestrate dalle forze di occupazione e trasformate in caserme militari.

I palestinesi hanno opposto resistenza nel villaggio di Tayasir a nord di Tubas, lanciando bottiglie molotov contro i veicoli militari israeliani.

Il Times of Israel riferisce che, secondo le stesse autorità della difesa israeliana hanno registrato 704 episodi di aggressioni dei coloni (definite “crimine nazionalistico”) dall’inizio dell’anno, rispetto ai 675 di tutto il 2024, i cui colpevoli sono raramente detenuti o perseguiti.

Il Times of Israel, riporta che decine di coloni israeliani hanno lanciato un attacco incendiario su larga scala contro i palestinesi in Cisgiordania martedì, prendendo di mira fabbriche e terreni agricoli tra le principali città di Nablus e Tulkarem.

Secondo l’esercito, i soldati hanno arrestato diversi coloni israeliani che hanno partecipato all’attacco dopo che le truppe sono state chiamate sulla scena. I sospetti sono stati poi trasferiti alla polizia israeliana, che ha annunciato di aver preso in custodia quattro cittadini israeliani per interrogarli.

Dopo gli arresti, l’IDF ha detto che le sue truppe sono state attaccate da un gruppo di coloni in una vicina zona industriale dove i sospetti erano fuggiti, e che un veicolo militare è stato vandalizzato.

Sul piano Trump per Gaza fonti diplomatiche informate hanno rivelato ad Al Quds news che gli Stati Uniti hanno iniziato a distribuire una bozza di risoluzione “rivista” agli Stati membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite relativa a un piano per porre fine alla guerra a Gaza.

La nuova bozza delinea le caratteristiche dettagliate per la fase del “giorno successivo” dopo la guerra.

Secondo le indiscrezioni, la versione rivista esorta “tutte le parti” coinvolte a iniziare ad attuare questo piano “immediatamente e completamente”.

La bozza americana propone di istituire un “Consiglio di pace”, che il testo descrive come un “organo di governo transitorio” incaricato di supervisionare la gestione degli affari a Gaza.

Per garantire le condizioni di sicurezza sul terreno, la bozza di risoluzione consente la formazione di una “forza internazionale di stabilizzazione”, che sarà posta sotto un “comando unificato”.

Le fonti hanno indicato che queste forze opereranno in diretto coordinamento sia con l’Egitto che con Israele per raggiungere due obiettivi principali: le operazioni di disarmo e fornire un’efficace protezione ai civili.

Fonti: Middle East Eye, Al Jazeera, Times of Israel, Al Quds news

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