Migliaia di commercianti, negozianti e studenti in tutto l’Iran sono scesi in strada in vaste proteste che in diverse province. Le proteste, sono state innescate da un brusco deterioramento economico, ed ha visto scontri tra manifestanti e forze di sicurezza, con morti e feriti.
Secondo i media locali, almeno tre manifestanti sono stati uccisi e altri 17 sono rimasti feriti durante un assalto a una stazione di polizia nella provincia occidentale di Lorestan. Anche un agente delle forze di sicurezza è stato ucciso dai manifestanti.
Curiosamente, gli avvenimenti in Iran stanno trovando maggiore attenzione e pubblicità sui mass media occidentali che su quelli arabi e mediorientali.
Il giornale libanese L’Orient le Jour, uno dei pochi a occuparsi di quanto avviene in Iran, riferisce che il movimento è iniziato domenica a Teheran, dove i negozianti hanno chiuso per protestare contro l’iperinflazione e la stagnazione economica. Successivamente si diffuse alle università e al resto del paese. Giovedì, sono stati segnalati scontri in diverse città di medie dimensioni. Secondo l’agenzia iraniana Fars “i manifestanti hanno iniziato a lanciare pietre contro edifici amministrativi, inclusi il governatorato, la moschea, il municipio e le banche”, con la polizia che ha usato gas lacrimogeni.
La valuta nazionale iraniana, il rial, ha perso più di un terzo del suo valore rispetto al dollaro nell’ultimo anno, mentre l’iperinflazione indebolisce il potere d’acquisto degli iraniani da anni, in un paese soffocato dalle sanzioni occidentali. Il tasso di inflazione a dicembre era del 52% su base annua, secondo i dati ufficiali.
Le proteste sono scoppiate lo scorso fine settimana in mezzo a una crisi economica, alla svalutazione della valuta nazionale e al peggioramento delle condizioni di vita. Da allora, gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza sono diventati più violenti.
Il presidente Massoud Pezeshkian giovedì ha dichiarato in un discorso televisivo che : “Se non risolviamo il problema dei mezzi di sussistenza delle persone, finiremo all’inferno”.
Fin dall’inizio delle proteste, il governo ha cercato di giocare la carta dell’appeasement, riconoscendo le “richieste come legittime” e legate a difficoltà economiche. Ma il sistema giudiziario ha messo in guardia contro qualsiasi intento di destabilizzazione. “Qualsiasi tentativo” di trasformare questo movimento “in uno strumento di insicurezza, distruzione di beni pubblici o realizzazione di scenari progettati all’estero sarà inevitabilmente seguito da una “ferma risposta ha avvertito il procuratore generale, Mohammad Movahedi-Azad.
Giovedì si sono svolte proteste notturne in diverse città dell’Iran, con manifestanti che sono scesi in strada gridando slogan antigovernativi e filomonarchici, secondo i video ricevuti da Iran International.
Nell’Iran centrale, i manifestanti sono stati visti a Qazvin e nella città santa di Qom, che gridavano slogan tra cui “Questa è la battaglia finale, Pahlavi tornerà”.
Nel nord dell’Iran, i video mostravano raduni notturni in corso a Babol, dove i manifestanti gridavano “Morte al dittatore”. I manifestanti sono scesi in strada nella città portuale meridionale iraniana di Bandar Abbas, gridando slogan antigovernativi tra cui “Morte all’intero sistema” e “Javid Shah” (“Lunga vita allo Scià”),
Su quanto sta avvenendo in Iran sono piuttosto esplicite le ingerenze esterne, a cominciare da Israele e Stati Uniti.
Il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito che gli Usa sarebbero intervenuti se le autorità iraniane avessero ucciso violentemente manifestanti pacifici.
In un post su Truth Trump ha affermato che gli Stati Uniti sono “pronti e armati”, aggiungendo: “Se l’Iran spara e uccide violentemente manifestanti pacifici, come è loro abitudine, gli Stati Uniti d’America verranno in loro soccorso”.
Il Dipartimento di Stato USA afferma che le ultime proteste in Iran sono un’espressione della “rabbia comprensibile” della gente per i fallimenti del suo governo, ha dichiarato un funzionario statunitense a Iran International.
“Le proteste riflettono la comprensibile rabbia del popolo iraniano per i fallimenti e le scuse del suo governo”, ha dichiarato il funzionario in una dichiarazione scritta giovedì.
In precedenza, filmati della città mostravano manifestanti che scandivano slogan contro la Repubblica Islamica e la sua guida, mentre le forze di sicurezza sparavano direttamente sui dimostranti.
Ancora più esplicito è stato il Mossad israeliano che ha invitato i manifestanti iraniani a intensificare le proteste, affermando di essere presente con loro “sul campo”, dove le manifestazioni hanno interessato ieri almeno dieci università. “Scendete insieme nelle strade. È giunto il momento. Siamo con voi”, ha dichiarato il servizio di intelligence israeliano sul suo account X, rivolgendosi ai manifestanti iraniani in farsi. “Non solo da lontano o a parole. Siamo anche con voi sul campo”, ha aggiunto il messaggio, trasmesso in ebraico dalla radio militare.
Anche il ministro israeliano per gli Affari della Diaspora e la Lotta all’Antisemitismo, Amichai Chikli, ha pubblicato giovedì su X un messaggio di sostegno ai manifestanti in Iran attraverso una immagine generata dall’IA che recita: “Sto con il popolo iraniano”.
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa

Manuelo
Evidentemente è di questo che si è parlato durante l’ultima visita di Netanyahu negli USA…