Russia
Alla notizia del sequestro di Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi, la Russia ha reagito con una condanna immediata e durissima, definendo l’operazione un atto di “aggressione armata“.
Ecco i punti principali della posizione ufficiale di Mosca:
- Condanna dell’aggressione militare. Il Ministero degli Esteri russo ha rilasciato diverse dichiarazioni ufficiali nelle ultime ore, definendo l’attacco degli Stati Uniti a Caracas e la cattura di Maduro come:
- Un’aggressione armata: Mosca sostiene che l’azione militare guidata dall’amministrazione Trump violi i principi fondamentali del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
- Violazione della sovranità: La Russia ha dichiarato che la rimozione forzata di un leader eletto è “un’inaccettabile violazione della sovranità di uno Stato indipendente“.
- Richiesta di prove e chiarimenti. Inizialmente, il Cremlino si è detto “estremamente allarmato” e ha chiesto “immediati chiarimenti” sulla sorte di Maduro e di sua moglie, Cilia Flores. Dopo la conferma della loro detenzione negli Stati Uniti, la Russia ha chiesto ufficialmente il loro rilascio immediato, definendo Maduro il “presidente legittimamente eletto“.
- Azioni diplomatiche: Il Consiglio di Sicurezza ONU. La Russia non si è limitata alle parole:
- Insieme alla Colombia, Mosca ha richiesto una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per lunedì prossimo.
- Il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha avuto un colloquio telefonico con la vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, riaffermando la “piena solidarietà” al governo bolivariano e promettendo di continuare il partenariato strategico.
- La posizione personale di Putin. La linea di Putin è coerente con quanto ribadito solo poche settimane fa (dicembre 2025), quando aveva espresso sostegno a Maduro contro le “pressioni esterne“. Per Putin, questa mossa degli Stati Uniti rappresenta un pericoloso precedente di “cambio di regime” forzato che la Russia intende contrastare diplomaticamente in ogni sede.
Sintesi della reazione russa: “L’ostilità ideologica ha prevalso sul pragmatismo. Gli Stati Uniti hanno compiuto un atto di aggressione basato su pretesti insostenibili.” (Ministero degli Esteri Russo).
Cina
Anche la Cina, al pari della Russia, ha reagito con una ferma condanna ufficiale, utilizzando un linguaggio diplomatico molto duro per denunciare l’azione statunitense.
Ecco i punti chiave della posizione di Pechino espressa nelle ultime ore:
- Condanna del “comportamento egemonico“. Il Ministero degli Esteri cinese si è dichiarato “profondamente scioccato” dall’uso della forza contro uno Stato sovrano. In una nota ufficiale, Pechino ha descritto l’operazione come:
- Un atto egemonico: La Cina accusa gli Stati Uniti di agire al di fuori delle regole internazionali, calpestando la sovranità del Venezuela.
- Una minaccia alla stabilità: Secondo Pechino, l’arresto di Maduro mette a rischio la pace e la sicurezza non solo del Paese, ma dell’intera regione dell’America Latina e dei Caraibi.
- Rispetto del Diritto Internazionale. La Cina ha esortato Washington a tornare a rispettare i principi della Carta delle Nazioni Unite, sottolineando che nessun Paese ha il diritto di violare la sicurezza e l’integrità territoriale di un altro per imporre un cambio di regime.
- La questione economica e petrolifera.
- Interessi energetici: La Cina è uno dei principali acquirenti di petrolio venezuelano. Pechino teme che l’instabilità o un governo sotto controllo statunitense possano compromettere gli accordi energetici esistenti.
- Rassicurazioni di Trump: In risposta alle preoccupazioni cinesi, il presidente Trump ha dichiarato pubblicamente di avere “ottimi rapporti con Xi Jinping” e ha assicurato che la Cina continuerà a ricevere il petrolio venezuelano (ma attraverso compagnie statunitensi, se dovesse riuscire il piano di rapina annunciato da Trump), nel tentativo di mitigare una possibile ritorsione economica da parte di Pechino.
- Coincidenza diplomatica. Poche ore prima dell’attacco (venerdì 2 gennaio), Maduro aveva incontrato a Caracas l’inviato speciale cinese per l’America Latina, Qiu Xiaoqi, riaffermando il legame strategico tra i due Paesi. Questo rende la reazione di Pechino ancora più risentita, poiché l’azione militare è avvenuta proprio mentre erano in corso contatti diplomatici di alto livello.
In sintesi: Mentre la Russia punta molto sulla mobilitazione al Consiglio di Sicurezza ONU, la Cina si concentra sulla denuncia della violazione della sovranità e sulla protezione dei propri asset economici e rotte commerciali.
Brasile
Il Brasile, guidato dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, ha assunto una posizione di condanna estremamente ferma nelle ultime ore, ponendosi come una delle voci più critiche in America Latina contro l’operazione statunitense.
Ecco i punti principali della reazione brasiliana:
- Condanna della violazione della sovranità. Lula ha definito l’attacco e la cattura di Maduro una “gravissima violazione della sovranità” del Venezuela. In una dichiarazione ufficiale, ha affermato che gli Stati Uniti hanno attraversato una “linea rossa inaccettabile“, evocando i fantasmi del passato:
- Ha paragonato l’operazione ai “momenti più bui delle interferenze statunitensi” in America Latina e nei Caraibi.
- Ha dichiarato che questo atto crea un “precedente estremamente pericoloso” per l’intera comunità internazionale, dove la forza militare prevale sul diritto.
- Timore per il caos regionale. Il governo brasiliano è molto preoccupato per le conseguenze umanitarie e di sicurezza:
- Rischio di instabilità: Lula teme che il vuoto di potere o un governo imposto dall’esterno possano trascinare il Venezuela (e di riflesso i paesi confinanti, come il Brasile) nel caos e nella violenza.
- Misure di sicurezza: Il Brasile ha già disposto la chiusura di alcuni tratti del confine con il Venezuela e ha schierato reparti dell’esercito e della polizia militare per monitorare la situazione e gestire eventuali flussi di rifugiati.
- Appello alle Nazioni Unite. Come la Russia e la Colombia, anche il Brasile si è appellato all’ONU:
- Ha chiesto una risposta “vigorosa” da parte della comunità internazionale.
- Lula ha ribadito che, sebbene il Brasile non avesse riconosciuto la legittimità delle ultime elezioni di Maduro, non può accettare un intervento che ignori totalmente il diritto internazionale.
-
- Una regione spaccata. La posizione di Lula mette in evidenza la profonda spaccatura nel continente: mentre il Brasile (insieme a Messico e Colombia) condanna il blitz, l’Argentina di Javier Milei ha celebrato apertamente la cattura di Maduro con messaggi di giubilo (come “Viva la Libertà“).
In sintesi: Il Brasile di Lula si sta muovendo come leader diplomatico per cercare di contenere l’escalation, temendo che l’azione di Trump trasformi il Sudamerica in un campo di battaglia geopolitico.
P.S. Se qualcuno pensa che la reazione “proporzionata” delle altre superpotenze avrebbe dovuto essere “militare” si faccia visitare d’urgenza da uno psichiatra serio…
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Pre
meno chatgpt la prossima volta
astor
Le durissime condanne di Russia e Cina si limitanno, come al solito, alle parole. Nessun sostegno concreto agli alleati. La Siria insegna e il Venezuela conferma: russi e cinesi sono opportunisti allo stesso modo degli americani. Asteniamoci d’ora in poi dal dare la minima fiducia a russi e cinesi xhe ben presto si ritroveranno con il fuoco ai propri confini. Se lo meritano!
Redazione Contropiano
per quelli che ragionano come te c’è appositamente l’ultima riga dell’articolo…
Alessandro
E vero. Palesemente generato da modelli llm. Anche se aiuta a capire, da un giornale di questo tipo mi aspetto anche un commento umano e di parte.
claudio g.
Solo una reazione di massa ovunque nel mondo, democratica e popolare potrà fermare gli imperialismi. Ma ahimè…..come mobilitarla???
Giorgio
Il Brasile di Lula vietó l’ingresso del Venezuela nei Bric.
Avrebbe Trump attaccato directamente un miembro dei Bric?
Non é una domanda retorica….
Redazione Contropiano
l’Iran è un membro dei Brics. La quale, ricordiamo, è un’alleanza di tipo economico, senza – per ora – vincoli di difesa militare reciproca…