Le organizzazioni umanitarie internazionali operanti nel Territorio Palestinese Occupato avvertono che le recenti misure di registrazione introdotte da Israele rischiano di fermare le operazioni delle ONG internazionali proprio mentre i civili affrontano bisogni umanitari acuti e diffusi, nonostante il cessate il fuoco a Gaza.
Il 30 dicembre, 37 ONG internazionali hanno ricevuto una notifica ufficiale secondo cui le loro registrazioni sarebbero scadute il 31 dicembre 2025. A partire da questa data inizia un periodo di 60 giorni, al termine del quale le ONG sarebbero obbligate a cessare le operazioni a Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.
Le organizzazioni umanitarie internazionali operanti nel Territorio Palestinese Occupato avvertono che le recenti misure di registrazione introdotte da Israele rischiano di fermare le operazioni delle ONG internazionali proprio mentre i civili affrontano bisogni umanitari acuti e diffusi, nonostante il cessate il fuoco a Gaza.
Il 30 dicembre, 37 ONG internazionali hanno ricevuto una notifica ufficiale secondo cui le loro registrazioni sarebbero scadute il 31 dicembre 2025. A partire da questa data inizia un periodo di 60 giorni, al termine del quale le ONG sarebbero obbligate a cessare le operazioni a Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.
Questa non è una questione tecnica o amministrativa, bensì una scelta politica deliberata con conseguenze prevedibili. Se le registrazioni saranno lasciate scadere, il governo israeliano ostacolerà l’assistenza umanitaria su vasta scala. L’accesso umanitario non è opzionale, né condizionale o politico: è un obbligo legale sancito dal diritto internazionale umanitario.
Questa decisione creerebbe, inoltre, un pericoloso precedente, estendendo l’autorità israeliana sulle operazioni umanitarie nei Territori Palestinesi Occupati, in contrasto con il quadro giuridico internazionale riconosciuto che regola il territorio e il ruolo dell’Autorità Palestinese.
Chiediamo al Governo di Israele di interrompere immediatamente le procedure di cancellazione della registrazione e di revocare le misure che ostacolano l’assistenza umanitaria. Esortiamo i governi donatori a utilizzare tutta la loro influenza per garantire la sospensione e l’annullamento di queste azioni. Le operazioni umanitarie indipendenti e basate sui principi devono essere protette affinché i civili possano ricevere l’assistenza urgente di cui hanno bisogno.
* da Pagine Esteri
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