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La Global Sumud Flotilla ostacola una nave MSC in rotta verso Israele

Due giorni fa, 13 navi della Global Sumud Flotilla si sono sganciate dalla piccola flotta che era partita da Barcellona, per intercettare e deviare la MSC Maya, una nave cargo della compagnia della famiglia Aponte, risaputamente coinvolta in traffici con Israele e le colonie illegali in Cisgiordania. L’imbarcazione, più o meno al di sopra della Tunisia, stava facendo rotta verso i porti israeliani di Ashdod e Haifa.

Secondo gli attivisti, la nave stava trasportando materie prime fondamentali per alimentare la macchina bellica israeliana. Nonostante la compagnia rivendichi neutralità commerciale, il monitoraggio dei flussi ha rivelato un sistema complesso di trasbordi attraverso porti come Singapore e Abu Qir, volto a mascherare il trasporto di acciaio di alta qualità, usato nella produzione di artiglieria pesante.

L’azione della Flotilla, votata dagli attivisti sulle navi, ha voluto squarciare il velo di accondiscendenza e silenzio intorno al sostegno della macchina bellica sionista e dell’economia del genocidio, che vede la MSC legata strettamente anche alla compagnia israeliana ZIM. Le navi di queste società sono state più volte fermate dagli scioperi dei portuali, e l’intervento della Global Sumud Flotilla si riallaccia a questa linea di lotta.

Questa azione non è stata intrapresa alla leggera“, si legge nel comunicato della Flotilla. “Riflette una risposta a quella che consideriamo una prolungata inerzia da parte dei governi di fronte a prove schiaccianti di atrocità di massa. Laddove i meccanismi statali non sono riusciti a far rispettare il diritto internazionale, i civili sono intervenuti“.

Il testo, inoltre, ricorda come il Mediterraneo sia diventato un cimitero per chi scappa dalla guerra, mentre le sue acque vengono solcate liberamente da chi lucra su di un genocidio e da chi impedisce la consegna di aiuti umanitari: la dimostrazione massima di ingiustizia. Le imbarcazioni hanno agito in maniera disciplinata, per intralciare la consegna del materiale destinato all’industria militare israeliana, garantendo la sicurezza di tutto l’equipaggio della MSC Maya durante l’operazione.

Questa missione lancia un messaggio chiaro“, conclude la dichiarazione. “Se i governi non intervengono per fermare il meccanismo della violenza, i civili interverranno. Gli attori aziendali saranno identificati e contrastati, e l’attenzione pubblica sarà rivolta a ciò che troppo spesso viene ignorato“.

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