Non se ne esce. Di certo non in questo modo.
Persino i tg più servili – prendiamo ad esempio quello di La7, ieri sera – ormai non sanno più come dare una notizia riguardante il Golfo Persico: si avvicina la pace o la ripresa delle operazioni di guerra?
Succede quando si dipende quasi esclusivamente dai tweet di Trump, che – a volerli prendere sul serio – sarebbero la prova di un disturbo schizofrenico grave.
Ieri sera, infatti, nel giro di pochi minuti, anzi all’interno della medesima intervista (ad una tv israeliana, peraltro, la Kan News) è riuscito a mettere insieme l’assicurazione di aver esaminato la nuova proposta dell’Iran: “L’ho studiata, ho studiato tutto: non è accettabile”. Che significa immediatamente: “riprenderemo a bombardare”.
E subito dopo: “Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l’Iran e che questi colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti“. Che dovrebbe significare l’opposto.
La verità sta nei fatti. E i fatti dicono che il traffico di aerei militari statunitensi verso l’area è in aumento, facendo intravedere il solito gioco trump-israeliano: far finta di trattare e preparare l’attacco a sorpresa.
Solo che “la sorpresa” a questo punto è impossibile.
Nelle stesse ore, infatti, ha dato il via al “Project Freedom”, solita sigla pomposa apposta su un’operazione militare per liberare le navi commerciali neutrali ‘arenate’ da settimane nello Stretto di Hormuz. In realtà si tratta del tentativo di far entrare navi militari Usa come “scorta” per navi commerciali in qualche modo risalenti a proprietari statunitensi o israeliani (tutti le altre sono già libere di passare, mettendosi d’accordo con le autorità marittime di Tehran.
In pratica, si tratterebbe di un’operazione militare “limitata” – almeno nelle intenzioni americane – che, se riuscisse, potrebbe dare a Trump quella mini-vittoria simbolica di cui ha bisogno per chiudere con la guerra all’Iran e pensare ad altro.
La truffa – che non funziona più nemmeno per il pubblico “Maga”, ormai – è quasi esplicita nella giustificazione farlocca che ha accompagnato questa decisione, che di fatto riapre le ostilità: “Paesi di tutto il mondo, quasi tutti estranei alla disputa mediorientale in corso, così palesemente e violentemente sotto gli occhi di tutti, hanno chiesto agli Stati Uniti di intervenire per liberare le loro navi”. Neanche uno che l’abbia fatto…
Scontata anche la risposta iraniana, affidata a Ebrahim Azizi, presidente della commissione parlamentare per la sicurezza nazionale: “Qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco“. Tradotto: “se provate ad entrare nello Stretto apriremo il fuoco”. Il resto verrebbe poi di conseguenza…
Manco a dirlo, nello Stretto la “flotta delle zanzare” iraniana ha preso di mira un paio di navi che cercavano di uscire senza contrattare il permesso, costringendole a tornare indietro.
Entro poche ore, insomma, capiremo tutti se quello di Trump è l’ennesimo bluff per “fare pressione” nelle pre-trattative indirette condotte tramite il Pakistan, oppure l’apertura di una “nuova guerra contro l’Iran” (sapete già che ha avuto la faccia come il c… di dichiarare chiuso il conflitto che lui stesso – con Netanyahu – ha aperto il 28 febbraio per non violare anche formalmente la Costituzione Usa, che gli concede solo 60 giorni per condurre una guerra senza l’approvazione del Congresso).
Quando si passa dalle dichiarazioni ai fatti, del resto, le chiacchiere devono cedere il passo…
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