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Microsoft Israele coinvolta nella sorveglianza di massa condotta dall’IDF

Alon Haimovich, Direttore Generale di Microsoft Israele, lascerà il suo incarico dopo quattro anni al vertice. La notizia, riportata dal quotidiano economico Globes, arriva come diretta conseguenza di un’indagine interna che ha prodotto significativi scossoni interni: la piattaforma cloud Azure è stata usata per operazioni di sorveglianza di massa condotte dall’esercito israeliano.

Il caso era esploso lo scorso anno, quando Microsoft ha commissionato un’inchiesta formale a seguito di alcune rivelazioni giornalistiche firmate da The Guardian, +972 Magazine e Local Call. Le indagini hanno accertato che l’Unità 8200, l’élite dell’intelligence militare israeliana, avrebbe utilizzato le infrastrutture di Azure per raccogliere e analizzare milioni di conversazioni telefoniche di palestinesi, sia a Gaza sia in Cisgiordania.

Secondo i risultati dell’inchiesta, condotta con il supporto dello studio legale statunitense Covington & Burling, l’Unità 8200 avrebbe violato i termini di servizio di Microsoft, che vietano esplicitamente l’uso delle proprie tecnologie per facilitare la sorveglianza di massa dei civili. Di conseguenza, Microsoft ha interrotto l’accesso dell’unità militare ai servizi cloud e ai prodotti di intelligenza artificiale legati al progetto.

L’uscita di Haimovich non è l’unica. Diversi manager del dipartimento di governance di Microsoft Israele hanno rassegnato le dimissioni per sospette violazioni del codice etico aziendale. La supervisione del braccio israeliano del colosso tecnologico sarà ora trasferita sotto la responsabilità di Microsoft Francia, segnando un netto declassamento dell’autonomia gestionale della sede di Tel Aviv.

Documenti visionati dalla stampa suggeriscono che Haimovich abbia giocato un ruolo chiave nel consolidare il rapporto tra Microsoft Israele e l’intelligence militare a partire dal 2021 (dunque ben prima del 7 ottobre 2023 da cui spesso i propagandisti sionisti fanno iniziare la storia del conflitto regionale), dopo un incontro tra il CEO globale di Microsoft, Satya Nadella, e l’allora comandante dell’Unità 8200.

Sotto la guida di Haimovich, sarebbe stata creata un’area specifica all’interno della divisione che si occupa di Azure per ospitare materiale d’intelligence sensibile, dove l’IDF ha poi trasferito l’immenso archivio di intercettazioni. I massimi dirigenti di Microsoft, tra cui lo stesso Nadella e il vice-presidente Brad Smith, hanno preso le distanze dall’accaduto, dichiarando di non essere stati a conoscenza dell’uso improprio di Azure.

Ma il movimento per il boicottaggio di Israele denuncia da anni che la casa di Bill Gates è complice dell’apartheid e della pulizia etnica dei palestinesi, e del resto è evidente come Haimovich venga ora scaricato solo dopo che un’indagine giornalistica ha reso impossibile difenderlo.

Haimovich ha salutato il personale con un’email in cui ha rivendicato i risultati economici ottenuti, definendo Israele come “uno dei mercati a più rapida crescita per Microsoft nel mondo“. Con il rimpasto dei vertici, Microsoft tenta ora di ripulire la propria immagine, cercando di bilanciare i lucrosi contratti nel settore della difesa con un rispetto di facciata dei propri standard etici globali, ma questo tipo di operazioni non attecchiscono nell’opinione pubblica.

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