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Denunciato a Roma un soldato israeliano colpevole di genocidio

La Fondazione Hind Rajab (HRF) ha presentato una denuncia penale alla Procura di Roma contro il soldato israeliano Arik Ben Asulin in servizio nel 749° Battaglione di Ingegneria Combattibile. La denuncia sostiene che Ben Asulin ha partecipato a crimini di guerra, crimini contro l’umanità e atti di genocidio durante il genocidio in corso di Israele nella Striscia di Gaza.

Questo deposito arriva mentre Israele continua le sue atrocità a Gaza e poiché il bilancio delle vittime supera ufficialmente 73.000 palestinesi – tra cui oltre 22.000 bambini – e come i dati delle Nazioni Unite confermano che il 92% delle unità abitative di Gaza è stato distrutto.

In mezzo a questo panorama di devastazione totale, il rapporto investigativo di HRF descrive il ruolo diretto di Ben Asulin nella cancellazione delle infrastrutture civili, tra cui la demolizione dell’Università di Al-Azhar, e i quartieri residenziali di Shuja’iya e del Corridoio di Netzarim.

Le prove raccolte da HRF includono post sui social media pubblicati dallo stesso Ben Asulin, con video di demolizioni e fotografie di lui che gestisce cavi di detonazione. Questi materiali dimostrano non solo il suo coinvolgimento diretto nelle operazioni di demolizione, ma anche la sua approvazione pubblica nei loro confronti.

Ben Asulin è stato dispiegato a Gaza almeno da novembre 2023, servendo nel 749 ° battaglione di ingegneria di combattimento, un’unità documentata da Drop Site News e dall’ONU per la sua campagna sistematica di distruzione a Gaza, in particolare nel corridoio di Netzarim.

Il coinvolgimento del battaglione nella devastazione divenne così importante che la strada principale nel corridoio che divideva il nord e il sud di Gaza è stata chiamata “Road 749” in riferimento all’unità.

Già nell’ottobre 2023, il vice comandante del battaglione, il tenente colonnello Adi Bekore, si vantava pubblicamente su Facebook della missione dell’unità di “appiattire Gaza”, inquadrando la distruzione della vita civile come obiettivo strategico.

La denuncia invoca la giurisdizione universale dell’Italia sui crimini internazionali, citando le Convenzioni di Ginevra e lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. Chiede ai pubblici ministeri italiani di aprire un’indagine formale su Ben Asulin, che attualmente si ritiene sia presente in Italia.

Le accuse contenute nella relazione includono:

  • Crimini di guerra, tra cui la intenzionalmente indirizzata contro oggetti civili ed edifici dedicati all’istruzione e l’ampia distruzione di proprietà non giustificata da necessità militare

  • Crimini contro l’umanità: lo sterminio come parte di un attacco diffuso contro una popolazione civile

  • Genocidio : Infliggere deliberatamente condizioni di vita calcolate per provocare la distruzione fisica del gruppo palestinese in tutto o in parte

Dyab Abou Jahjah, direttore generale di HRF

È inaccettabile che gli individui accusati di partecipare al genocidio siano autorizzati a viaggiare liberamente e in vacanza tra i cittadini italiani mentre Gaza giace in rovina. La giustizia richiede di ritenere i colpevoli responsabili ovunque si trovino. Presentando questa denuncia in Italia, chiediamo la fine della cultura dell’impunità”.

Natacha Bracq, responsabile del contenzioso di HRF:

Le prove dimostrano che Ben Asulin non ha semplicemente assistito alla distruzione, ne ha partecipato e trasmesso con orgoglio. Le sue azioni facevano parte di una politica più ampia portata avanti dal 749° Battaglione per cancellare intere comunità e rendere inabitabile Gaza. Le autorità italiane devono mantenere i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale”.

La Fondazione Hind Rajab continua a perseguire strade legali in tutto il mondo per ritenere responsabili i responsabili delle atrocità a Gaza. Questo caso rappresenta un test critico per capire se l’Italia adempirà ai suoi obblighi legali internazionali o proteggerà presunti criminali di guerra.

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1 Commento


  • cirillo

    gli stessi che sostengono questo stato criminale sono gli stessi che sono contro Putin e L’Iran e cianciano di libertà e diritti

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