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L’Aiea discute del nucleare iraniano ma vieta l’ingresso agli iraniani

L’Iran ha denunciato che l’Austria ha violato i suoi diritti impedendo la presenza del suo capo delegazione alla riunione dell’AIEA (Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica delle Nazioni Unite) e chiede di rivedere la decisione

“L’AIEA e i suoi stati membri non devono rimanere in silenzio di fronte a pressioni politiche o violazioni delle regole di questo organismo internazionale, e devono fare pressione sul governo degli Stati Uniti affinché rispetti i regolamenti dell’AIEA”, ha dichiarato lunedì Behruz Kamalvandi, portavoce dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran (AEOI). alla 70ª Conferenza Generale dell’AIEA.

I funzionari statunitensi non hanno fatto alcuno sforzo per nascondere la loro ingerenza nelle attività di un organismo internazionale delle Nazioni Unite. Il Segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha dichiarato ai giornalisti a Vienna che Washington si era attivamente opposta alla partecipazione della delegazione iraniana.

“È una persona sanzionata e non vogliamo che le persone sanzionate eludano le proprie sanzioni. Ha chiesto una deroga alle sanzioni, ma la richiesta è stata respinta”, ha dichiarato Wright.

Facendo eco a questa posizione, Preston Wells Griffith, ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite a Vienna, ha confermato che la richiesta di esenzione dell’Austria è stata bloccata dopo che Washington ha presentato un’obiezione al comitato.

Il responsabile iraniano Kamalvandi ha sottolineato come l’AIEA e altri paesi devono affrontare le pressioni esercitate dagli Stati Uniti contro diversi paesi e contro questo organismo internazionale, ribadendo che impedire la presenza del capo dell’agenzia iraniana alla Conferenza Generale crea un pericoloso precedente che colpirà tutti, motivo per cui “dobbiamo resistere a questo tipo di intimidazione e pressione politica”, ha esortato.

“Questo recente atto malvagio da parte del governo degli Stati Uniti non può essere descritto come altro che un comportamento infantile,” ha aggiunto.

Sull’aria che tira e le ingerenze sulla conferenza dell’AIEA, già lunedi intervenendo alla 70ª sessione ordinaria della Conferenza in corso a Vienna, il Direttore Generale Rafael Mariano Grossi ha sfruttato il suo intervento per diffondere una narrazione allarmistica e distorta riguardo alle attività nucleari di Teheran, omettendo convenientemente la palese aggressione militare perpetrata da Stati Uniti e Israele contro il territorio iraniano.

Grossi ha cercato di presentare l’interruzione della cooperazione tecnica come una mossa arbitraria di Teheran, piuttosto che come la naturale conseguenza, imposta da ragioni di sicurezza, di attacchi militari stranieri non provocati contro le infrastrutture nucleari iraniane.

Il direttore dell’AIEA ha osservato che: “La mancanza di informazioni da parte dell’Agenzia su questo materiale nucleare e l’impossibilità di accedere alle strutture necessarie per verificarlo rappresentano un grave problema di proliferazione e devono essere affrontati con la massima urgenza”.

Anziché condannare il precedente dei bombardamenti di Washington e Tel Aviv, su impianti nucleari, Grossi, ha invece strumentalizzato le conseguenze di quegli stessi attacchi aerei per creare una crisi artificiale e alimentare così l’isteria internazionale contro Teheran.

Secondo l’AIEA, l’Iran detiene una scorta di 440,9 chilogrammi (972 libbre) di uranio arricchito fino al 60% di purezza.

In risposta all’aggressione militare del giugno 2025, quando gli Stati Uniti colpirono i siti nucleari iraniani durante la guerra dei dodici giorni, l’Iran non ha più concesso agli ispettori dell’AIEA l’accesso alle aree colpite. Teheran sostiene che un’agenzia internazionale non può pretendere un accesso di routine chiudendo un occhio sugli attacchi stranieri contro le stesse infrastrutture che dovrebbe proteggere.

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