Fin dalle prime battute del “Discorso sullo stato dell’Unione Europea” letto da Ursula von der Leyen davanti al Parlamento continentale è difficile, per un cittadino-suddito di questo insieme, non provare imbarazzo e rabbia.
Sentirsi dire che “Si tratta di un’Europa che sta assicurando la sua prosperità. Che si sta liberando dalla sua dipendenza tossica dai combustibili fossili russi. Questa è diventata la più grande potenza commerciale del pianeta. Ciò sta trasformando la sua politica industriale, pur sostenendo il nostro modello sociale unico” fa dubitare fortemente della sanità mentale della facente funzioni di presidente della Commissione (il “governo” della UE).
Un continente che vede sciogliersi come neve al sole il suo apparato industriale, a partire proprio da quella Germania che ha scelto questa aristocratica a digiuno di politica fin oltre i 40 anni (i 100.000 licenziandi di Volkswagen sono solo la prima pietra di una frana ciclopica). Che paga l’energia, ora, quattro volte di più rispetto a meno di cinque anni fa. Che ha perso valanghe di partner commerciali per seguire le sanzioni imposte dagli Usa o quelle decise in proprio. Che è costretto a sperare nella costruzione di droni e carri armati per sostituire quella di automobili ed elettrodomestici. Un continente così, la prosperità, la trova solo nei lontani ricordi…
E infatti VdL prosegue suonando la tromba di guerra: “Questa è un’Europa più capace di difendersi che mai. Un [soggetto] che ha radicalmente rivisto il proprio approccio per mettere in sicurezza le nostre terre. Che ha aumentato la spesa per la difesa di quasi l’80 % solo negli ultimi cinque anni.” In barba all’austerità di bilancio, ottenuta tagliando (o prevedendo di farlo) tutta la spesa sociale che caratterizzava il “modello europeo”. Ossia la sua prosperità sociale…
Ma questo è solo l’incipit, e non serve a molto seguire le contorsioni ridicole del suo discorso. Meglio evidenziarne le “novità”.
La signora ha infatti annunciato, tra grandi cenni di assenso del premier Mark Carney, ospite d’onore in aula, che il Canada diventerà presto ‟membro associato” dell’Unione Europea.
Piccolo problema: nessuno degli attuali paesi membri ne sapeva ufficialmente nulla. Certo, è possibile che in qualche misura fosse stato accennato ai vari premier, ma le facce stupite di buona parte degli europarlamentari dimostra che questa “informazione secretata” non aveva circolato granché. Quindi non ha le caratteristiche di una “decisione concordata”, neanche informalmente.
Secondo problemino, più istituzionale. La formula del “membro associato” non esiste in nessun trattato costitutivo dell’Unione. O sei effettivo, o sei “candidato”, ovviamente sottoposto ad una serie di verifiche (cambiamenti delle leggi nazionali per adeguare la struttura interna compatibilmente con i trattati europei).
Ma il Canada non è il Kosovo o l’Albania, bensì un membro autorevole del G7. Ergo “si deve” fare uno strappo alle regole, anche perché il contrasto tra quel paese e l’America di Trump è questione freschissima, che richiede risposte in tempo reale.
Qui cascano – ci sembra – tutti gli asini “europeisti”, quelli che ancora adesso passano il tempo nei talk show a spiegarci che questa UE è una costruzione favolosa, rispettosa delle regole e della legalità, fondamentalmente paritaria e “democratica” ancorché “di secondo grado” (la formazione del “governo” continentale avviene distribuendo incarichi ai personaggi indicati da ogni singolo Stato nazionale, uno per paese).
Che la presidente della Commissione possa decidere in autonomia di ammettere un nuovo membro secondo una formula non prevista da alcun trattato – se la UE fosse una cosa seria – è certamente un atto illegale.
E non è l’unico, né forse il principale. Von der Leyen sembra insomma muoversi come se fosse Donald Trump, ossia un presidente reazionario, proto fascista, ma ufficialmente eletto con voto popolare. Mentre lei, oltre ad avere un indice di gradimento decisamente basso tra i cittadini europei (solo il 20% le dà un giudizio positivo), è persino sconosciuta ad altrettanti intervistati da un sondaggio di Public First. Un führer poco amato e semi-sconosciuto, ancora nell’ombra…
Ma non è la sola “illegalità” indicata nel suo discorso. Né forse la più grave.
Tutta l’esistenza della UE viene infatti declinata in termini di guerra. Lo spunto sono o ovviamente le “minacce ibride” che, giura, ‟diventano sempre meno ibride e sempre meno minacce”. Inutile rifare l’elenco quotidiano degli avvistamenti di droni “presumibilmente russi”, blackout elettrici, disturbi alla telecomunicazioni, articoli di giornale non graditi, e quant’altro viene registrato ai media sotto questo titolo.
La signora passa direttamente alle contromisure. Tutte ovviamente militari e informative, per sviluppare capacità “contro ibride” non meglio specificate.
Il tutto per dar vita ad un ‟Protocollo di sicurezza d’emergenza”, sulla falsariga dell’articolo 4 della Nato, che vincoli tutti gli Stati membri ad applicare le misure decise dal braccio militare della Commissione. Che ancora non esiste, ma sarà presto creato, ovvio…
Un protocollo, fra l’altro, attivabile ogni volta che ‟secondo uno dei Paesi membri” sia minacciata la sua integrità territoriale, la sua indipendenza politica o la sua sicurezza. “Secondo”… Non serve un fatto o una prova, basta un'”impressione”…
Immaginiamo l’Estonia della svalvolata “ministra degli esteri” Kaja Kallas – un milione e 300mila abitanti, meno della sola Milano – chiamare aiuto perché “secondo il governo” si stanno accumulando “minacce” nei suoi confronti. Che si fa? Si va tutti in guerra?
No, prima bisogna creare e far comandare un Consiglio di Sicurezza Europeo che valuterà l’entità delle “minacce” e disporrà le opportune contromisure. Vincolanti per tutti e 27 paesi.
Come per la politica di bilancio dei singoli Stati, insomma, ci sarà un’”agenzia militare” composta secondo i normali criteri UE (uno o più rappresentanti per ogni paese) che deciderà della vita e della morte di quasi mezzo miliardo di persone – i cittadini UE sono 450 milioni – sulla base delle convinzioni più o meno informate di un gruppetto di “esperti”.
In barba ad ogni Parlamento e quindi ad ogni rappresentanza popolare, concentrando tutti i poteri decisivi – quello di far guerra è in cima a qualsiasi lista – in pochissime mani. Per di più manipolabili, vista la quantità di lobbies legali e non che circonda i palazzi della UE.
Ma “è necessario, per difendere la democrazia”, no?
P.s. Intervenendo stamattina al Parlamento Europeo, Mark Carney ha preso in misura sostanziale le distanze dalla “frettolosa” scelta di Ursula VdL di ammettere il Canada nell’Unione Europea come “paese associato”. Ha educatamente apprezzato l’offerta – “Accogliamo con favore questa ambizione“, anche perché “I sondaggi mostrano che una stragrande maggioranza dei canadesi è favorevole a legami molto più stretti“.
Stretti, ma ancora indeterminabili e comunque tutti da discutere nelle sedi istituzionali del suo Paese. “Ci saranno dibattiti e ci sarà una votazione in Parlamento, ma a questo punto, questo è solo l’inizio del processo“.
Il che ripropone la domanda iniziale: ma la signora VdL, ci sta con la testa?
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Eleonora
io veramente non riesco a capire come mai nel mondo ci siano ancora persone che credano che l’unione europea voglia il “bene” dei cittadini, ho veramente bisogno di aiuto per capire dove queste persone abbiano ancora la testa vedendo tutto ciò che l’unione europea ha combinato dalla sua nascita, un esempio preso a caso, Chat Control, capisco che magari queste persone non sanno assolutamente nulla di informatica e di internet magari, ma informarsi di certo non è una cosa difficile al giorno d’oggi (oddio c’è molta disinformazione sionista e europea, questo si, si deve stare attenti), queste persone veramente dimostrano di avere al posto del cervello una cacca di coniglio nel cranio.
Gennaro Varriale
L’uso delle parole importante, per cui associare la parola führer alla servetta tedesca dei mercati mi sembra fuori luogo
Maria Rosa Burcovich Pellegrininegoziati
la dittatora della repubblica delle banane non eletta che rallresenta gli oligarchi usurai occidentali che vede i cittadini europei come scimmie da ammaestrare a cui rubare casa e risparmi per continuare a finanziare la corruzione ucraina. in Italia la Meloni fa una mossa elettorale con la soppressione del bollo auto per alcune categorie di veicoli. Ancora sta raccontando favole perché il bollo auto e solo sospeso. questa è l’Italia inserita nell’Unione Europea che sostiene gli,Stati Uniti e Israele non il popolo italiano. Unione,Europea e Nato sono ormai intercambiabili
marco
Tutto il problema nasce dall UE o meglio da chi la presiede.
Manie imperialistiche e smania di sottomettere i popoli tramite il mezzo più vile che ci sia ossia la sanzione.Il motto di chi governa l UE è quello di sfinire economicamente i cittadini europei in modo tale da renderli dipendenti obbligati del potere senza possibilità di reazione.Poi ci pensa mamma Europa secondo loro ma del senno di poi son piene le fosse diceva un noto poeta.Ad oggi abbiamo il governo centrale UE che impone.il governo nazionale che critica ma ratifica e a sua volta spreme.i sub governi costituiti da regioni e comuni che zitti zitti affondano anche essi la loro lama nella ferita .oltre a questi poi ci sono gli sciacalli legalizzati ossia banche.societa’ energetiche.assicurazioni etc.per poi passare a quella strana categoria costituita dagli amministratori condominiali che sfruttano le cattive leggi imposte per lucrare le percentuali sui lavori eseguiti e poi c’è la famiglia da mantenere .si proprio quella famiglia tanto decantata dalle istituzioni la quale non prolifera più per mancanza di fondi essenzialmente economici.Mi sono dimenticato che in mezzo a tutta questa tempesta si impone sopra il tutto il problema della salute fisica e mentale che richiede anch essa risorse sempre più cospicue…Questa pressione secondo l UE non basta ma ci vuole anche la guerra.quella con gli elmetti e i fucili …Io non so se si tratti di pazzia o peggio di cattiveria pura.quel buon viso e cattiva sorte che si scorge sul volto di questa gente .L unica arma forse la più tremenda di tutte che il popolo detiene è quella di unirsi nei propositi e cioè nei fatti più che nei discorsi e nelle manifestazioni e cioè applicando una politica anti consumistica e cioè spendendo il meno possibile in modo tale da affondare l economia attuale con conseguente caduta dei relativi governi. Finché diamo da mangiare al lupo questo continua a mangiare e non conosce sazietà.
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Massimiliano
Altro che campo largo, andrebbe presentato il conto a quel PD che si definisce partito di opposizione e che ha contribuito a farcela rimanere tra i piedi fino al 2029. Non so in che modo si presenteranno alle prossime elezioni, visto che anche sull’Ucraina sono schierati come il governo. Poi dicono cresce l’astensione, visto pure come è difficile fidarsi di Conte. Un paese senza opposizione, così come nelle altre nazioni europe e così crescono i partiti di estrema destra.