Nella settimana di visita nei campi profughi palestinesi per la commemorazione dell’eccidio di Sabra e Chatila, del 1982, con la delegazione dell’associazione Per non dimenticare ODV, ci siamo recati anche nel sud del Libano in particolare a Sidone e Tiro.
Durante gli spostamenti da un sito all’altro abbiamo avuto l’opportunità di vedere direttamente i danni provocati dai bombardamenti israeliani.
Abbiamo visto alcune case colpite e distrutte e il ponte dell’ autostrada sul fiume Litani ridotto ad una sola corsia a causa di un cratere di 15 metri di diametro causato da un missile israeliano.

Ma quello che ci ha meravigliato di più è stato scoprire questi luoghi intrisi da 6000 anni di storia. Abbiamo visto ettari e ettari di terra fertile coltivata a bananeti, agrumeti, olivi e persino pini per la produzione di pinoli tanto cari ai genovesi per fare il pesto.
Tutto questo territorio è arricchito da canali di irrigazione per gli innumerevoli orti alternati ad altrettante serre. Un vero giardino per frutta ed ortaggi. Dicevamo dei canali di irrigazione, sempre pieni d’acqua fornita in abbondanza dal fiume Litani che sorge nei monti a nord nella valle della Bekaa.
Siamo a settembre e tutta quest’acqua ci fa pensare che la vera ricchezza di questi luoghi è lì, in questo fiume che scorre in tutto il Libano.
Ora, davvero pensate che Israele voglia occupare il sud del Libano per difendere i suoi confini da Hezbollah? (Israele è l’unico paese all’ONU che non ha mai definito i suoi confini)
Davvero credete che Israele vuole occupare il sud del Libano perché sono terre promesse da Dio al suo popolo prediletto? (Ormai non ci credono neanche più loro)
NO! Quello che fa gola ai sionisti sono le risorse di cui sono forti consumatori e esportatori. Hanno bisogno dell’acqua e della fertile terra delle province di Tiro e Sidone.
Queste sono due splendide cittadine storiche sul mare, una volta meta di vacanzieri in cerca di spiagge e relax. Chissà se anche loro fanno gola al genero di Trump, ci farà alberghi di lusso come vuole fare a Gaza? Chissà.
E poi c’è anche da considerare che la costa davanti al Libano meridionale potrebbe nascondere giacimenti di gas e dividerne i proventi con altri non è nelle corde di Israele.
Certo è che il sindaco di Tiro (che abbiamo incontrato durante questi giorni) è stato molto chiaro: “non lasceremo le nostre proprietà , abbiamo capito che sarebbe il preludio della pulizia etnica e del furto di terre da parte dei coloni sionisti “.
Anche Ang Swee Chai, medico testimone diretto dell’eccidio di Sabra e Chatila, non ha dubbi: durante il suo intervento di saluti nella sala del comune di Gobeiry (territorio dove sorge il campo dí Chatila) ha esortato la resistenza a non deporre le armi come richiesto dall’aggressore Israeliano.
Sembra abbastanza chiaro che la resistenza libanese è pronta a fare la sua parte se le trattative in corso non andranno a buon fine.
* “Per non dimenticare” APS
- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica: stampa
