Menu

Accecare per colpire meglio: la repressione francese supera un nuovo limite

Durante la manifestazione del 6 ottobre, alcuni agenti di polizia hanno fatto uso di scudi antisommossa dotati di luci stroboscopiche. Sono progettati per accecare i cittadini e i giornalisti e impedire qualsiasi cattura di immagini.

Nuovo gadget, nuovi pericoli

Il dispositivo si basa sull’integrazione di moduli di illuminazione tattica ultra-potenti (talvolta designati con il termine EDI, ossia Éblouissement Défensif Intégrable Mobile – Abbagliamento Difensivo Integrabile Mobile) fissati su scudi antisommossa. Questo sistema genera lampi di luce bianca o colorata estremamente intensi, combinati con un effetto stroboscopico ad alta frequenza.

Il costo completo di tale equipaggiamento non viene comunicato dagli armieri. Una lampada può costare 1000 € per scudo, mentre il Ministero dell’Interno spenderà 15 milioni di euro per avere più scudi antisommossa “made in France”.

Progettati per saturare la retina e perturbare i sensi durante gli interventi a contatto, gli scudi stroboscopici possono avere conseguenze preoccupanti.

Innanzitutto, una censura visiva deliberata: i flash ripetuti saturano i sensori delle telecamere, dei telefoni e delle macchine fotografiche, rendendo impossibile qualsiasi ripresa nitida degli interventi e impedendo di documentare eventuali abusi.

In secondo luogo, rischi sanitari accertati: al di là di un’intensa fatica visiva e di violenti mal di testa, l’effetto stroboscopico intensivo è scientificamente riconosciuto per scatenare crisi epilettiche nelle persone fotosensibili, e provocare perdite di equilibrio o gravi disorientamenti spaziali.

Un’opacità totale e industrializzata

Questo dispositivo inedito si inserisce in una lunga strategia di occultamento delle derive poliziesche:

  • Il RIO invisibile: il persistente rifiuto di esibire il Référentiel des identités opérationnelles (RIO – Repertorio delle identità operative) impedisce già qualsiasi identificazione individuale durante le violenze poliziesche.
  • L’infiltrazione violenta: la presenza ricorrente di agenti in borghese che agiscono nel cuore dei cortei per provocare incidenti e giustificare la carica.

Al centro di questa opacità, il ruolo della BRAV-M (Brigade de répression de l’action violente motorisée – Brigata di repressione dell’azione violenta motorizzata) solleva una questione democratica di primaria importanza. Unità mobile ultrarapida creata su decisione politica al momento della crisi dei gilet gialli, accumula un pesantissimo passivo di accuse di violenze, brutalità e manganellate gratuite durante i movimenti sociali, che portano regolarmente a denunce e indagini dell’IGPN.

Vedere questa specifica brigata dotarsi di strumenti volti a impedire che venga filmata, e a sottrarre i suoi comportamenti allo sguardo pubblico, è quanto mai preoccupante.

Repressione record e feriti gravi tra i giovani

Mentre la Ligue des droits de l’homme (LDH – Lega dei diritti dell’uomo) non ha mai smesso di lanciare l’allarme sulla pericolosità di una dottrina aggressiva, la recente mobilitazione studentesca paga un tributo fisico drammatico: 119 feriti sono stati registrati, tra cui diversi casi gravi (mani strappate, mascelle fratturate, un adolescente accecato a un occhio), portando l’IGPN ad aprire 10 indagini amministrative.

La Francia rappresenta un’eccezione in Europa, combinando l’uso simultaneo dei LBD (lanciatori di proiettili difensivi) e delle granate di disaccerchiamento. La Francia è l’unico paese d’Europa che autorizza l’uso di granate di disaccerchiamento, considerate armi da guerra, sui civili.

Mercoledì mattina, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha annunciato la sospensione dell’utilizzo delle granate stordenti nel quadro del movimento studentesco, dopo che un ragazzo di 14 anni ha avuto la mano strappata a Lens.

Una fuga in avanti sul piano budgetario e politico

Mentre i servizi pubblici crollano, il bilancio della sicurezza interna esplode. Tra il 2019 e il 2026, questo bilancio è passato da 20,3 miliardi di euro a 26,3 miliardi di euro, di cui 14,1 miliardi di euro per la polizia nazionale e 11,3 miliardi di euro per la gendarmeria.

Questa escalation tecnologica e finanziaria, unita a legislazioni permissive verso l’uso della forza (il famoso “permesso di uccidere”), è un nuovo sintomo dello slittamento autoritario verso una polizia ultraviolenta che agisce nell’impunità.

Di fronte alla convergenza dei movimenti sociali che contestano un sistema ingiusto, il potere ricorre sempre più alla violenza e alla paura.
 * da La Relève et la peste

- © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO

Ultima modifica: stampa
‹ ›

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *